Quando si possono dare i biscotti al neonato?

Silvia Camarda A cura di Silvia Camarda Pubblicato il 08/02/2023 Aggiornato il 08/02/2023

Dopo il latte, sono i biscotti l’alimento più apprezzato dal neonato per il sapore dolce, gusto cui è istintivamente attratto fin dalla nascita. Ecco quelli più adatti a lui

I biscotti durante lo svezzamento del neonato sono molto apprezzatic dsal bimbo

Dal punto di vista nutrizionale, i biscotti sono un alimento utile per la crescita del neonato, ma spesso ritenuti, a torto, i principali colpevoli del sovrappeso e dell’obesità del bambino. Se inseriti in un programma dietetico giornaliero bilanciato sono, invece, utili alla crescita, anche perché arricchiti di vitamine e sali minerali, essenziali per lo sviluppo del bebè. È comunque consigliabile iniziare a proporre i biscotti per la prima infanzia, appositamente studiati per rispondere alle specifiche esigenze dell’organismo del neonato, a colazione e, qualche volta, anche a merenda. Senza mai esagerare, però.

Quali sono gli ingredienti dei biscotti per il neonato?

I biscotti per il neonato hanno una composizione di carboidrati, proteine e grassi discretamente bilanciata, con un minor apporto calorico rispetto a quelli normali. Contengono ingredienti accuratamente selezionati e sono arricchiti di importanti sostanze nutritive, come vitamine e sali minerali.

  • Carboidrati: quelli complessi (amidi), sotto forma di farina, forniscono energia a lento assorbimento: con la cottura gli amidi divengono rapidamente digeribili, attraverso un processo denominato di “estrusione” che ne consente l’attacco diretto da parte degli enzimi intestinali. I carboidrati semplici (zucchero), invece, apportano energia di pronto consumo.
  • Proteine: sono presenti sia quelle di origine vegetale dei cereali sia quelle di origine animale del latte. La loro funzione è fondamentale per la crescita delle cellule e dei tessuti.
  • Vitamine: sono presenti in quanto addizionate. In particolare vengono aggiunte quelle del gruppo B, che stimolano la crescita e intervengono nel metabolismo, e la vitamina C che rinforza le difese immunitarie e favorisce l’assorbimento del ferro.
  • Sali minerali: sono quasi sempre addizionati il calcio e il fosforo, importanti per lo sviluppo delle ossa e dei denti, il ferro, fondamentale per formazione dei globuli rossi (cellule del sangue), il rame per il sistema nervoso e lo zinco, per potenziare ossa e muscoli oltre che il sistema immunitario.
Quali biscotti dare al neonato?

Soprattutto nei primi anni di vita, il bambino deve assumere alimenti sicuri e controllati: il suo organismo è, infatti, particolarmente esposto al danno tossicologico perché è in forte e rapido accrescimento. Gli alimenti per l’infanzia rispettano norme legislative molto severe, che innanzitutto prevedono l’utilizzo di materie prime selezionate. Inoltre tengono conto anche delle più aggiornate indicazioni dei nutrizionisti e dei pediatri. In particolare, sono caratterizzati da:

  • assenza di additivi: sono presenti in quantità molto bassa solo degli agenti lievitanti della farina del tutto innocui;
  •  materie prime certificate e/o biologiche: i prodotti in commercio per la prima infanzia escludono l’utilizzo di Ogm, fitofarmaci e fertilizzanti chimici. Molte aziende poi utilizzano solo materie prime provenienti da coltivazioni biologiche oppure certificate;
  • cereali pregiati: sono fornite farine ad alto contenuto proteico, presenti in alcuni biscotti per la prima infanzia e rigorosamente segnalate sulla confezione;
  • assenza di uova: tendenzialmente le uova non vengono utilizzate nei biscotti per la prima infanzia perché a rischio di allergia prima dell’anno di età;
  • assenza di glutine, una proteina contenuta in cereali come frumento, orzo, farro, avena, segale e kamut e controindicata prima dei sei mesi di vita perché può provocare la celiachia nei bimbi predisposti. Si tratta di un’intolleranza permanente, che dura cioè tutta la vita, e che consiste nell’incapacità della mucosa intestinale di assorbire alimenti con glutine. I primi sintomi tipici della celiachia sono i disturbi dell’apparato digerente come diarrea, scarso accrescimento e o arresto della crescita.
  •  assenza di grassi idrogenati. Molte aziende di prodotti per la prima infanzia, hanno cominciato a eliminare l’olio di palma sostituendolo con altri oli vegetali (di girasole o di oliva) privi di grassi idrogenati, nocivi alla salute perché trasformati in grassi solidi (ma anche saturi) attraverso un processo chimico.
Quando si inizia a dare i biscotti al neonato?

A 4-6 mesi
In questa fase sono consigliati i biscottini specifici della prima infanzia, preparati con le farine diastasate, cioè sottoposte a un trattamento che scompone l’amido della farina in zuccheri semplici e più digeribili. I biscottini si presentano in forma granulare da aggiungere al latte, nel biberon, a colazione o a merenda. Se il bebè è allattato al seno, invece, il biscotto può essere aggiunto allo yogurt a merenda. La dose consigliata è di circa un cucchiaio di biscotto granulato o un biscottino solubile.

A 6-8 mesi
A partire da questa età i pediatri consigliano 2-3 biscotti al giorno da consumarsi in un solo pasto oppure suddivisi tra la colazione e la merenda. A svezzamento avviato si possono introdurre anche i biscottini contenenti il glutine: l’importante è che la dose sia aumentata in modo graduale, per controllarne gli effetti sul bebè. Oltre che nel latte e nello yogurt, li si possono proporre a merenda insieme alla frutta grattugiata.

A 8 mesi
Da questa età in poi il bambino può cominciare a mangiare i biscottini da solo perché studiati appositamente per essere facilmente tenuti dalle sue manine. In più, sono facili da masticare e si sciolgono immediatamente in bocca, senza rischio di soffocamento. La dose consigliata è 3-4 biscotti al giorno.

A 12 mesi
Compiuto l’anno di età si possono cominciare a proporre anche i biscotti comuni. Prima quelli secchi, e poi, man mano che il bimbo cresce, quelli tipo frollini più ricchi di grassi e di nuovi ingredienti, come le uova, il burro, il cioccolato o la frutta. Essendo più calorici, è bene, non esagerare, proponendoli al bambino con moderazione e soprattutto non in aggiunta ad altri alimenti (meglio dunque a merenda che a fine pasto). I biscotti farciti, invece, non vanno dati prima dei tre anni e comunque solo in occasioni particolari, perché molto calorici e di difficile digestione.

 

 

 
 
 

In sintesi

Cosa contengono i biscotti per il neonato?

Gli ingredienti sono scritti sempre in ordine decrescente rispetto alle quantità. I biscotti più sani (ma anche più simili a quelli fatti in casa) sono quelli che contengono nell’ordine: farina, zucchero e proteine (del latte o dell’uovo) e non contengono conservanti. Meno ingredienti ci sono e più il biscotto è di qualità.

 

Quali biscotti dare a un bambino di 1 anno?

Dopo l’anno di età e dopo che il piccolo ha completato lo svezzamento, gli si può proporre i biscotti fatti in casa, coinvolgendolo nella preparazione. Oltre a divertirlo e gratificarlo per averli preparati insieme alla mamma, con i biscottini fatti i casa la merenda sarà ancora più sana.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Si può ridatare la gravidanza una seconda volta?

14/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La ridatazione ecografica può essere eseguita una volta sola nel primo trimestre (quando c'è più di una settimana di differenza tra il calendario ostetrico e le dimensioni effettive del feto), dopodiché se il bambino risulta più piccolo dell'atteso non si può più attribuire il dato a un concepimento...  »

Distacco: si deve stare a riposo assoluto?

11/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Stare a letto non solo non serve a cambiare in meglio il destino di una gravidanza ma può addirittura rivelarsi dannoso in quanto favorisce la formazione di trombi e peggiora notevolmente il tono dell'umore.   »

Salpingografia: a cosa serve?

10/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La salpingografia è l'esame che indaga sulle tube alllo scopo di verificare se siano aperte o no. Allo stesso tempo, grazie al mezzo di contrasto, durante l'indagine eventuali ostruzioni possono essere rimosse.   »

Incompleto accollamento delle decidue: cosa vuol dire?

05/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La decidua è l'endometrio durante la gravidanza, in cui l'embrione si annida. Al di sotto c'è chorion, che è il "guscio" che delimita la camera gestazionale entro cui c'è la membrana amniotica o amnios, che è come un sacchetto che racchiude feto e liquido amniotico. Viene definito "mancato accollamento"...  »

Bimbo di 19 mesi che cambia spesso umore

04/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Rolando

Non è raro che verso i due anni il bambino inizi ad avere momenti di nervosismo, manifesti rabbia o ribellione, sia capriccioso: accogliere le sue emozioni negative, facendolo sentire compreso e protetto è il modo migliore per contenere le crisi e fargli recuperare in fretta serenità e allegria.   »

Si può concepire con un solo ovaio e una sola tuba controlaterale?

23/05/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se una tuba è efficiente è possibile che durante l'ovulazione, anche se a carico dell'ovaio controlaterale, si muova dalla sua sede abituale e si allunghi per captare l'ovocita.  »

Fai la tua domanda agli specialisti