Biscotti durante lo svezzamento: quando (e se) introdurli, come regolarsi

Francesca Scarabelli A cura di Francesca Scarabelli Pubblicato il 11/08/2026 Aggiornato il 11/08/2026

Il biscotto nella fase di svezzamento è spesso visto come una tappa obbligatoria: in realtà si tratta di un alimento da scegliere bene e da offrire solo occasionalmente.

Biscotti e svezzamento

Se si decide di inserire i biscotti nell’alimentazione del bambino, è importante non fermarsi alla confezione o alla dicitura “per l’infanzia”. Ingredienti, quantità di zuccheri, consistenza e modalità di somministrazione sono tutti aspetti da valutare con attenzione. La scelta dovrebbe tenere conto sia della qualità nutrizionale del prodotto sia delle capacità del bambino, così da proporre un alimento adeguato alla sua fase di sviluppo e inserirlo occasionalmente all’interno di una dieta varia ed equilibrata. Abbiamo chiesto il parere della Dottoressa Chiara Boscaro, biologa nutrizionista presso gli Istituti Clinici Zucchi di Monza, che ci ha suggerito anche alcune alternative sane e golose.

Servono davvero i biscotti durante lo svezzamento?

“I biscotti per l’infanzia possono essere uno degli “alimenti della tradizione” – spiega la Dottoressa Chiara Boscaroma devono essere gestiti bene, infatti in realtà non sono utili; mi viene in mente ad esempio chi scioglie il biscotto nel latte dei bambini durante lo svezzamento o vi mette polvere di biscotto. In realtà introducono solo calorie “vuote” e zuccheri che abituano già il bambino in fase precoce al gusto dolce “non sano”: non il dolce del latte materno, ma un sapore dolce di cui il bambino non ha bisogno”.

I biscotti non sono quindi un alimento indispensabile durante lo svezzamento. Quando il bambino è pronto per l’alimentazione complementare, il latte materno o la formula vengono affiancati progressivamente da una varietà di alimenti in grado di fornire energia e nutrienti: verdura, frutta, cereali, legumi, pesce, carne, uova e altri alimenti adeguati all’età. Le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolineano in particolare l’importanza di offrire una dieta varia e nutriente e di evitare l’aggiunta di zuccheri agli alimenti complementari.

Questo significa che il biscotto può eventualmente rientrare nell’alimentazione del bambino, ma non deve essere considerato un passaggio obbligato dello svezzamento né una scelta necessaria per rendere la dieta più completa.

Quando introdurli nella dieta del bambino

Una volta iniziata l’alimentazione complementare, può sorgere spontanea la domanda su quando sia possibile offrire anche i biscotti. Non esiste però un momento preciso in cui debbano essere introdotti: la priorità è rispettare i tempi del bambino, inserendo progressivamente alimenti diversi dal latte all’interno di una dieta varia ed equilibrata.

“Se possibile – prosegue la Dottoressa Boscaro mai introdurli prima del sesto mese e preferibilmente dopo l’introduzione dei cereali principali nella pappa. Spesso vengono sciolti nel biberon o nella pappa: io non consiglio questo utilizzo”.

Età consigliata e raccomandazioni dei pediatri 

Non esiste un’età specifica in cui sia necessario introdurre i biscotti nella dieta del bambino. Il riferimento è piuttosto l’avvio dell’alimentazione complementare, che per la maggior parte dei bambini avviene intorno ai 6 mesi, quando il latte da solo non è più sufficiente a coprire tutti i fabbisogni nutrizionali e il bambino ha raggiunto un adeguato livello di sviluppo per iniziare ad assumere altri alimenti.

I biscotti, quindi, possono essere introdotti nell’ambito di una dieta già diversificata, ma non rappresentano un alimento da inserire necessariamente all’inizio dello svezzamento. Il Ministero della Salute li include tra gli alimenti a base di cereali destinati alla progressiva diversificazione dell’alimentazione, senza stabilire però che debbano essere presenti nella dieta di ogni bambino.

Più che concentrarsi sul raggiungimento di una determinata età, è quindi importante valutare la prontezza del bambino: deve essere in grado di stare sufficientemente stabile con il sostegno, mostrare interesse verso il cibo e gestire in sicurezza consistenze adeguate alle proprie capacità.

Come scegliere i biscotti per lo svezzamento: a cosa fare attenzione

Se si decide di offrire biscotti durante lo svezzamento, la scelta dovrebbe basarsi soprattutto sulla composizione del prodotto, non semplicemente sulla dicitura “per l’infanzia” riportata sulla confezione. È utile leggere la lista degli ingredienti e la tabella nutrizionale, preferendo prodotti semplici e limitando quelli con un elevato contenuto di zuccheri.

Zuccheri aggiunti e ingredienti da evitare 

Uno dei primi aspetti da controllare è la presenza di zuccheri aggiunti. È meglio infatti evitarli negli alimenti complementari e limitare gli alimenti e le bevande ad alto contenuto di zuccheri per i bambini piccoli. Per questo, quando si acquista un biscotto, è importante non lasciarsi guidare soltanto da diciture come “senza zuccheri raffinati” o “specifico per bambini”, ma leggere l’elenco degli ingredienti e la quantità di zuccheri dichiarata in etichetta.

“Per quanto riguarda i biscotti confezionati – afferma la Dottoressa Chiara Boscarosono eventualmente preferire marchi biologici e prodotti che limitino drasticamente la quantità di zuccheri liberi, perché a volte “bio” non vuol dire senza zuccheri. Meglio inoltre scegliere biscotti fatti con farine di qualità, ad esempio biologiche, da cereali antichi o integrali, e preferibilmente senza gli aromi, perché anche quelli che vengono indicati come aromi naturali o artificiali non fanno bene e alterano la percezione del gusto”.

È inoltre preferibile evitare prodotti con una lista di ingredienti particolarmente lunga o con quantità elevate di grassi saturi e sale. Non è però necessario cercare un biscotto “perfetto”: il punto è che, se presente nella dieta, dovrebbe rappresentare un alimento occasionale e non sostituire alimenti più nutrienti e naturalmente privi di zuccheri aggiunti, come frutta, cereali, legumi e altri cibi che fanno parte di un’alimentazione complementare varia.

Biscotti solubili o da sgranocchiare? 

La distinzione tra biscotti solubili e biscotti da sgranocchiare riguarda soprattutto consistenza e modalità di somministrazione, non il loro valore nutrizionale. Un prodotto che si scioglie facilmente può avere caratteristiche diverse rispetto a un biscotto più duro, ma la capacità di sciogliersi non significa automaticamente che sia privo di rischi.

Nei bambini piccoli è infatti fondamentale considerare il rischio di soffocamento. Le raccomandazioni sulla prevenzione del soffocamento invitano a prestare particolare attenzione alla forma, alla consistenza e alle dimensioni degli alimenti offerti. Il bambino dovrebbe inoltre mangiare seduto, sotto la costante supervisione di un adulto, evitando di consumare cibo mentre cammina, gioca o è sdraiato.

Non esiste quindi un tipo di biscotto universalmente più sicuro per tutti i bambini: la scelta deve tenere conto dell’età, delle capacità di masticazione e deglutizione e della consistenza specifica del prodotto. In caso di dubbi, soprattutto nelle prime fasi dell’alimentazione complementare, è opportuno chiedere consiglio al pediatra.

Alternative sane e fatte in casa ai biscotti confezionati

“Ci sono delle alternative sane che posso suggerire – spiega la Dottoressa BoscaroCi sono ad esempio i biscotti fatti in casa, magari all’avena e sfruttando anche la frutta fresca: spesso si prestano la mela o la banana schiacciate e cotte in forno insieme a fiocchi d’avena o farine biologiche, che aiutano ad evitare l’aggiunta di zucchero. 
Poi, se possibile, la frutta fresca, quindi spicchi di mela anche cotta o banana schiacciata, che offrono dolcezza naturale e fibre. Eventualmente ogni tanto si possono dare delle gallette di riso o di farro, piccoline, facili da impugnare e senza zuccheri”.

Immagine di copertina di Lisa from Pexels da Pexels

 
 
 

In breve

I biscotti per i bambini non sono obbligatori e vanno comunque scelti bene, cercando di limitare la quantità di zucchero, selezionando farine di qualità e scegliendo quando possibile delle alternative sane ed equilibrate.

 

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