Il calendario per introdurre la carne nello svezzamento

È uno degli alimenti più importanti nella dieta del tuo bambino perché è una fonte privilegiata di proteine e ferro. Ma ha anche tante altre virtù

Il calendario per introdurre la carne nello svezzamento

Le proteine sono “i mattoni” dell’organismo in quanto sono elementi essenziali per la costruzione e il mantenimento di tutte le cellule, per le mucose (tessuti di rivestimento interno) e per i muscoli. Alcuni alimenti ne sono particolarmente ricchi, come appunto la carne. In particolare, le proteine della carne, come quelle del pesce, delle uova e del latte e derivati, sono dette “nobili”o complete in quanto ad alto valore biologico. Ciò significa che contengono tutti gli aminoacidi (unità base delle proteine) compresi quelli essenziali (9 nel bambino) che l’organismo non è in grado di produrre da solo e, quindi, deve introdurre attraverso la dieta.

Importante nel primo anno di vita 

In questa fase la carne è fondamentale perché in questo periodo il piccolo ha un fabbisogno di proteine molto elevato che gli deve permettere di crescere e svilupparsi sano e forte. Quindi, nella sua dieta non deve mancare la carne, sia bianca sia rossa: in esse la quantità di proteine è molto simile, con un leggero vantaggio per quella bianca.

Ferro e vitamine del gruppo B

La carne è, inoltre, una fonte preziosa di vitamine del gruppo B: B1 (interviene nel metabolismo dei carboidrati), B2 (essenziale per ricavare energia dalle sostanze nutritive), B12 (indispensabile per le cellule e per la produzione dei globuli rossi) e niacina (serve al metabolismo delle cellule e contribuisce al mantenimento della pelle e del sistema digerente). La carne contiene, infine, considerevoli quantitativi di ferro, un minerale indispensabile per la formazione dei globuli rossi e, quindi, per prevenire l’anemia. In particolare la carne rossa ne è più ricca; il pollame e il coniglio ne contengono un po’ meno, mentre il tacchino ne è una buona fonte. Il ferro contenuto nella carne, a differenza di quello presente nelle verdure e nei leguni, è più facilmente assimilabile e viene quindi completamente utilizzato dall’organismo.

Bianca o rossa?

Tutti i tipi di carne, bianca o rossa, sono simili dal punto di vista nutrizionale, cioè per calorie e tipologia degli amminoacidi, gli elementi costitutivi delle proteine. Non esiste, quindi, un tipo di carne più nutriente: carne bianca (come il pollo, il tacchino, l’agnello o il coniglio) e carne rossa (come il vitello, il cavallo o il manzo) sono ugualmente indispensabili per la crescita del bambino. Le carni bianche, però, risultano particolarmente indicate per l’avvio dello svezzamento per due motivi: sono meno a rischio di allergia e più digeribili, in quanto contengono una percentuale minore di connettivo, una sostanza fibrosa presente all’interno dei muscoli della carne. Si può, quindi, cominciare lo svezzamento tra il quarto e il quinto mese di vita, dando al piccolo la carne di coniglio, pollo, tacchino e agnello. Qualche settimana più tardi, con il procedere dello svezzamento, gli si potrà proporre anche il manzo, il vitello e il cavallo; dal settimo mese, poi, gli si può proporre anche il prosciutto cotto, mentre per tutti gli altri tipi di carne occorre attendere il decimo-dodicesimo mese di vita.

Va introdotta con gradualità

Il piccolo deve avere la possibilità di abituarsi poco alla volta al sapore e alla consistenza di questo nuovo alimento. Procedendo in questo modo, inoltre, si ha la possibilità di verificare eventuali intolleranze o allergie e di rendersi conto dei gusti del bimbo. Si può, pertanto, cominciare aggiungendo alla pappa un cucchiaio di carne omogeneizzata o, comunque, triturata molto finemente, e aumentare via via fino ad arrivare a 80 grammi. A partire da circa 12 mesi si può, invece, proporgli questo alimento come piatto unico abbinato alle verdure, dapprima frullato o omogeneizzato, in seguito, quando il piccolo sarà in grado di masticare, anche tagliato a pezzettini. Data la grande differenziazione dei tipi di carne è, in ogni caso, consigliabile variare nella preparazione delle pappe del bambino, in modo da abituarlo ad apprezzare più sapori ed evitare la monotonia che può, talvolta, essere causa di inappetenza.

Il calendario da seguire

EtàCarneConsistenzaQuantità
4-5 mesiAgnello, coniglio, manzo, pollo, vitello, tacchinoFinissima, cremosa20-30 g di carne fresca; mezzo vasetto (40 g) di omogeneizzato
6 mesiAgnello, coniglio, manzo, pollo, vitello, tacchinoFine30-40 g di carne fresca; un vasetto (80 g) di omogeneizzato
7 mesiProsciutto cottoFine30-40 g di carne fresca; un vasetto (80 g) di omogeneizzato
10 mesiTutti i tipiPezzetti grossolani30-40 g di carne fresca; un vasetto (80 g) di omogeneizzato

 

All’inizio meglio in vasetto

Intorno al sesto mese di vita, l’apparato gastro-intestinale del bambino comincia, di norma, a essere pronto per ricevere anche i cibi solidi, ma è bene che gli vengano proposti nella forma più digeribile. Per questo motivo è da preferire la carne omogeneizzata o liofilizzata perché preparata in modo tale da risultare più leggera e adatta ai bambini. Le carni utilizzate per entrambi i prodotti, inoltre, sono sicure perché, le aziende specializzate ne garantiscono la provenienza e controllano ogni fase della preparazione, alcune a partire addirittura dall’allevamento del bestiame. Recentemente poi, di fronte a casi sempre più numerosi di allergia a una proteina della carne (la sieroalbumina), anche alcuni pediatri sottolineano come i procedimenti industriali di cottura e preparazione rendono più innocua questa sostanza, potenzialmente dannosa per i bimbi predisposti.

Gli omogeneizzati

Nella preparazione dell’omogeneizzato, la carne viene cotta a vapore e frammentata, con specifiche macchine, in modo da ottenere particelle di carne piccolissime (le fibre hanno dimensioni addirittura di 50-200 millesimi di millimetro). Il procedimento di cottura e omogeneizzazione avviene in modo tale da poter recuperare il brodo di cottura ed evitare la dispersione di proteine e sali. Sulla base del grado di frantumazione della carne, le aziende specializzate nella produzione di alimenti per l’infanzia, hanno messo sul mercato tre tipi di omogeneizzati, che rispecchiano le esigenze di gradualità imposte dallo svezzamento:

  • omogeneizzato a fine granulosità, in vasetto da 60 grammi, molto cremoso, adatto ai primi mesi di svezzamento;
  • omogeneizzato tradizionale, in vasetti da 80 e 120 grammi, con particelle più grossolane, quindi adatto quando oramai lo svezzamento è già avviato;
  • omogeneizzato di proseguimento, in vasetti da 120 grammi, che contiene carne in piccoli pezzetti per abituare il piccolo a masticare. Può essere proposto dal decimo mese in poi.
Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
In che settimana di gravidanza si vede l’embrione con l’ecografia?

In genere l'ecografia permette di vedere il bambino (e il suo cuoricino che batte) a partire dalla sesta settimana di gravidanza.   »

Capricci: aiuto, non so gestirli!

La corretta gestione dei capricci è di fondamentale importanza sia per insegnare che esistono regole che non si possono tragredire sia per favorire la resilienza, che è la preziosa capacità di sopportare le frustrazioni e di affrontare le condizioni stressanti rimanendo il equilibrio.   »

Si ammala spesso: è normale che accada?

Febbre, tosse, raffreddore frequenti sono lo scotto che i bambini pagano alla socializzazione. Non sono preoccupanti: alla fine, nonostante questo, crescono tutti forti e sani. L'unica condizione che deve preoccupare davvero perché espone a pericoli è l'obesità: il resto passa senza conseguenze.   »

Fai la tua domanda agli specialisti