Il bambino rifiuta alcuni cibi o vuole mangiare da solo

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 14/01/2015 Aggiornato il 26/01/2015

Sono i due problemi più comuni a tavola una volta che il bimbo ha superato l'anno di età. Si risolvono innanzitutto con tanta pazienza

Il bambino rifiuta alcuni cibi o vuole mangiare da solo

Non gli piace la carne

La carne è un alimento fondamentale per la crescita del bambino e di norma risulta anche molto gradito al piccolo. Può capitare, però, che il bimbo proprio non ne voglia sapere di mangiarla e la sputi inevitabilmente tutte le volte che gli viene proposta. Dato il valore nutrizionale della carne, questo atteggiamento finisce inevitabilmente con il gettare nello sconforto la mamma, preoccupata perché al suo piccolo possano mancare degli elementi fondamentali per la sua crescita.

I consigli

  1. Invece della solita “fettina”, proporre al bimbo la carne sottoforma di polpette o polpettone: sono più morbidi da masticare e, quindi, in genere risultano più graditi anche ai bambini “più difficili”.
  2. Sostituire la carne con alimenti di pari valore nutrizionale, come il pesce (in particolare sono consigliati la sogliola, il merluzzo e in generale tutto il pesce azzurro), le uova, il formaggio e i legumi abbinati ai cereali (per esempio, pasta e lenticchie o riso e fagioli), in modo da garantirgli una corretta quota di proteine ad alto valore biologico e ferro. Uniti ai cereali, infatti, i legumi, integrano il loro patrimonio di aminoacidi (unità-base delle proteine) incrementando così il loro valore biologico.  Anche le uova racchiudono la migliore qualità di proteine in assoluto, e quindi vanno benissimo per la crescita sana dei bambini, ma non vanno date più di 2 volte alla settimana. Un’altra combinazione efficace è quella che consiste nell’unire il formaggio (perfetti sono il grana e il parmigiano) alla pasta oppure al pane. Vanno, però, evitati i formaggi troppo grassi.

Vuole mangiare da solo e fa disastri

È inevitabile e fa parte della progressiva conquista dell’autonomia del piccolo. Il bambino vorrà le sue esperienze con le posatine e combinerà tanti pasticci: è inevitabile! Ogni bambino affronta questo momento in maniera diversa e con tempi propri che vanno rispettati. In linea di massima ecco le tappe del processo di familiarizzazione con le posate:

  • a 9 mesi il bambino sa tenere il biberon con le mani, portarlo alla bocca e toglierlo quando ha finito. Prova a cimentarsi con il cucchiaino ma non sempre riesce con successo a portarlo alla bocca;
  • a 12 mesi: tiene bene gli oggetti in mano e sa togliersi qualcosa dalla bocca. Usa il cucchiaio con più abilità;
  • a 18 mesi: si serve del cucchiaio girato nel verso giusto per gli alimenti solidi, vuole mangiare da solo una parte del pasto, ma si stanca presto e vuole essere aiutato;
  • a 2 anni: mangia da solo, tiene il bicchiere con una sola mano e si sporca meno. Ogni tanto può chiedere di essere imboccato, ma in realtà vuole solo verificare se può ancora “contare” sull’aiuto della mamma. Verso i due anni e mezzo inizia a utilizzare la forchetta e se ne serve per infilare i pezzetti in bocca;
  • 3 anni: incomincia a stare correttamente a tavola, sa servirsi del coltello (ma è meglio evitare), anche se non ha ancora forza a sufficienza per tagliare carne e frutta dura.

Indubbiamente è più facile che il bambino accetti più facilmente le posate al momento del bisogno se ha avuto prima la possibilità di scoprirle e di “provarle”. È consigliabile, quindi, mettere il bambino nel seggiolone e tenerlo vicino alla tavola mentre mamma e papà mangiano, anche prima che abbia l’età per potere fare i primi tentativi da solo: in questo modo imparerà che l’ora del pranzo o della cena è anche un’occasione per stare tutti insieme e certamente vorrà imitare i grandi.

I consigli

Per non doversi preoccupare anche che il piccolo si sporchi o rompa qualcosa durante il pasto, è consigliabile ricorrere ad alcuni accessori studiati appositamente per le prime pappe:

  • un bavaglino-grembiulino dotato di maniche (per evitare lavaggi troppo frequenti in commercio sono disponibili anche bavaglini impermeabili, in plastica dotati di risvolto salva gocce, oppure bavaglini usa e getta);
  • piatti in plastica, spesso dotati di più scomparti e di un deposito dove inserire l’acqua calda per non fare raffreddare la pappa troppo velocemente;
  • bicchierini muniti di beccuccio per limitare gli “sbrodolamenti” inevitabili utilizzando i bicchieri normali;
  • cucchiaini in plastica atossica o silicone (meno “freddi” e sfuggenti di quelli di metallo) dalle forme e i colori divertenti.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Creme cosmetiche usate a inizio gravidanza: ci sono rischi per il feto?

20/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

Le sostanze contenute nelle creme destinate a un uso cosmetico non comportano un aumento del rischio di malformazioni né altri pericoli per lo sviluppo dell'embrione e del feto. Questo vale anche per i prodotti contenenti vitamina A o suoi derivati.  »

Calendario mestruale: come si usa per rimanere incinta?

20/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Non ha molto senso scaricare app che orientino il momento giusto per concepire, è meglio che la ricerca avvenga all'insegna della spontaneità. A tutto vantaggio del risultato e dell'armonia della coppia.   »

Incinta a 46 anni: si può e, se sì, ci sono rischi?

19/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In linea teorica, è possibile avviare e portare a termine una gravidanza anche in età molto matura, tuttavia si tratta di un evento eccezionale. in più, il rischio di avere un bambino con uno sbilanciamento cromosomico è alto.   »

Beta che aumentano tantissimo: cosa può essere?

19/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Un aumento particolarmente alto del valore delle beta è generalmente un ottimo segno, a volte potrebbe anche esprimere che la gravidanza è gemellare.   »

Tosse dopo aver usato un prodotto per la pulizia della casa: ci sono rischi per il feto?

17/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

La tosse che può comparire dopo aver accidentalmente respirato un prodotto tossico è conseguenza di un'irritazione locale che non può nuocere al feto.  »

Fai la tua domanda agli specialisti