Argomenti trattati
Gli omogeneizzati garantiscono elevata sicurezza alimentare e praticità nello fase dello svezzamento, riducendo i rischi microbiologici della preparazione casalinga. Tuttavia, i prodotti differiscono notevolmente per valore nutrizionale, rendendo fondamentale imparare a leggere l’etichetta degli omogeneizzati al momento dell’acquisto.
Come spiega la dottoressa Chiara Boscaro, biologa nutrizionista presso gli Istituti Clinici Zucchi di Monza, un buon omogeneizzato deve avere innanzitutto un elenco di ingredienti essenziale.
Per la carne e il pesce la materia prima non deve scendere sotto il 30-40%, accompagnata solo da acqua di cottura e minime dosi di addensanti naturali come l’amido di riso.
Per la frutta, la scelta migliore è il 100% frutta. Sono da evitare zuccheri aggiunti, inclusi succhi concentrati e fruttosio, sale che è dannoso per i reni dei lattanti, grassi di scarsa qualità, conservanti, coloranti e aromi artificiali.
Garantiscono ulteriore qualità le certificazioni biologiche riconoscibili con il simbolo dell’Euro-foglia e la tracciabilità della filiera. Al supermercato è bene non valutare solo il prezzo, verificare scadenze e integrità della confezione, accertandosi del classico “click” del tappo al momento dell’apertura per confermare la tenuta del sottovuoto.
Perché è importante imparare a leggere le etichette degli omogenizzati
Parlando di omogeneizzati, spiega la dottoressa Boscaro, occorre fare subito la precisazione che non si tratta di una soluzione da demonizzare.
Le metodologie di preparazione consentono infatti di avere oggi a disposizione un prodotto che vanta una buona sicurezza alimentare e che può quindi essere dato ai piccoli in fase di svezzamento con tranquillità. Va tenuto conto, infatti, che spesso è più sicuro proporre un omogeneizzato, in particolare quando si tratta di carne o di pesce, rispetto, ad esempio, a un piatto di carne preparato a casa che, se non si presta sufficiente attenzione nella gestione della temperatura, nella cottura e nella conservazione, rischia di essere una fonte di carica microbica con conseguenze sulla salute del piccolo.
Sebbene gli omogeneizzati offrano indiscutibili vantaggi in termini di sicurezza e praticità, è fondamentale ricordare che non sono tutti uguali. Le differenze tra i vari prodotti non si limitano al prezzo, ma toccano il profilo nutrizionale del vasetto, rivelando scarti anche molto significativi.
«Per questo è importante leggere sempre l’etichetta degli omogeneizzati», continua l’esperta. Partendo dall’elenco degli ingredienti per arrivare alle percentuali, la “carta d’identità” di un omogeneizzato rivela con chiarezza le peculiarità, sia in senso positivo che negativo, che possono essere un efficace indicatore per mettere o meno il prodotto nel carrello.
Gli ingredienti principali: cosa cercare e cosa evitare nella lista
Secondo la nutrizionista un buon omogeneizzato dovrebbe essere il più semplice possibile. Questo significa che l’etichetta dovrebbe presentare un elenco di ingredienti chiaramente identificabili e molto contenuto per lunghezza.
Per fare un esempio: sull’etichetta di un vasetto di omogeneizzato di carne dovrebbero essere elencati solo carne come materia prima, acqua di cottura e, al limite, amido di riso o di mais come addensanti naturali.
Il consiglio è quindi quello di evitare liste eccessivamente lunghe di ingredienti che, per forza di cose, finiscono per inserire nel prodotto componenti che non sono necessari, che tolgono “spazio” ad elementi nutritivi più importanti o che possono addirittura non essere indicati per lo svezzamento e l’alimentazione infantile. In particolare, è bene fare attenzione che nell’elenco degli ingredienti non compaiano:
- zuccheri aggiunti
- grassi di scarsa qualità, come gli oli tropicali di palma, palmito e cocco, che arrivano a contenere fino al 90% di acidi grassi saturi che da tempo la comunità scientifica suggerisce di limitare al massimo, in tutte le età della vita
- aromi artificiali, che alterano il gusto del bambino e lo abituano a sapori non naturali.
Zuccheri, sale e additivi: le trappole nascoste nelle etichette
«I componenti a cui prestare attenzione in modo particolare nel momento in cui ci si accinge a leggere le etichette degli omogeneizzati sono tre» precisa la nutrizionista Boscaro:
- sale: deve essere del tutto assente, dal momento che i reni del neonato non sono ancora pronti a smaltire il sodio. È la ragione per cui fino all’anno di età (e idealmente anche dopo, per la nutrizionista) gli alimenti per l’infanzia, omogeneizzati per primi, non dovrebbero elencare il sale tra gli ingredienti
- zucchero: limitare al massimo il consumo di zuccheri viene considerata una delle strategie più efficaci per promuovere una crescita sana e, in prospettiva futura, per preservare la salute contenendo il rischio di obesità e di incorrere in patologie metaboliche. È per questa ragione che è bene fare attenzione, nel momento in cui ci si mette a leggere l’etichetta degli omogeneizzati, che non sia presente nell’elenco lo zucchero: ovviamente, essendo la frutta una fonte di zuccheri, l’etichetta riporterà “contiene naturalmente zuccheri”. Attenzione però che non ci siano altre fonti di zuccheri come i succhi di frutta concentrati (ad esempio il succo d’uva o quello di mela), nonché gli sciroppi e il fruttosio che, da un punto di vista metabolico, si comportano come zuccheri semplici. In un omogeneizzato di frutta la loro presenza è non solo inutile, ma anche dannosa. L’abitudine al gusto dolce che si sviluppa nell’infanzia tende infatti a rimanere anche in età adulta: è la ragione per cui occorre limitarne l’apporto già dallo svezzamento
- additivi: la legislazione sugli alimenti per l’infanzia è molto severa e vieta l’impiego negli omogeneizzati di conservanti e coloranti. È possibile però trovare altri additivi sotto forma, per lo più, di addensanti come l’amido di mais, di riso o la fecola di patate. Servono a dare consistenza al prodotto e non si possono ovviamente considerare pericolosi alla stregua di conservanti e coloranti. Sarebbe comunque opportuno che non ce ne fossero o che fossero presenti in quantità irrisoria.
La percentuale di materia prima: quanta carne, pesce o frutta c’è davvero?
La qualità di un omogeneizzato non si valuta solo sull’assenza di particolari componenti come sale e zuccheri aggiunti, ma anche dalla percentuale di materia prima presente nel vasetto.
La legislazione, continua nella spiegazione la nutrizionista, impone di indicare la percentuale degli ingredienti presenti nel prodotto.
Come per tutti gli altri alimenti, l’etichetta li indica in ordine decrescente, da quello più abbondante a quello meno abbondante.
È chiaro quindi che se il primo ingrediente che notiamo nel momento in cui ci mettiamo a leggere l’etichetta degli omogeneizzati è l’acqua, abbiamo la certezza di essere di fronte a un prodotto molto diluito che vanta quindi uno scarso valore nutrizionale.
Per regolarsi: in un prodotto di qualità la percentuale di carne o di pesce nel vasetto non dovrebbe essere inferiore al 30-40%. Il resto dovrebbe essere costituito da acqua di cottura e al massimo da addensanti naturali, ma in percentuale minima.
Diverso è il caso degli omogeneizzati di frutta dove, per essere sicuri di offrire al bambino un prodotto di qualità, è importante che l’elenco degli ingredienti riporti solo frutta al 100%, senza acqua che diluisce il prodotto rendendolo meno nutriente e anche senza zuccheri aggiunti, succhi di frutta o addensanti.
Simboli e diciture utili
Leggere le etichette degli omogeneizzati permette di verificare la qualità del prodotto che dovrà poi essere dato al bambino a pranzo, a cena o a merenda. Oltre a cercare un’etichetta “pulita”, cioè con pochissimi ingredienti, tenendo sempre presente che la formula perfetta è “materia prima (sia pesce che carne) e acqua di cottura”, ci si può aiutare con simboli e diciture.
L’impiego di ingredienti biologici garantisce standard di qualità ancora più elevati e controlli rigidi sull’assenza di pesticidi e sull’uso di antibiotici negli allevamenti, nonché il rispetto dell’ambiente: il loro utilizzo nel vasetto deve essere per legge indicato riportando, sotto agli ingredienti in questione (sia frutta che carne), la dicitura “da agricoltura biologica”.
È possibile riconoscere un omogeneizzato biologico cercando sulla confezione il simbolo dell’Euro-foglia: rappresenta la sagoma di una foglia composta dalle 12 stelle bianche dell’Unione Europea su uno sfondo verde chiaro e deve essere presente obbligatoriamente per legge su tutti i prodotti alimentari confezionati nell’UE che contengono almeno il 95% di ingredienti biologici.
Un’ulteriore garanzia di qualità può essere data da un’altra indicazione riportata in etichetta che riguarda la tracciabilità della filiera: la dicitura “100% carne italiana”, ad esempio, purché sempre accompagnata da altri parametri come la percentuale di materia prima, offre la certezza di un prodotto dagli alti standard nutrizionali.
Guida pratica all’acquisto: i consigli da seguire al supermercato
Per avere la certezza che il vasetto che si sta acquistando sia sicuro e abbia un valore nutrizionale alto è importante, oltre a leggere sempre l’etichetta degli omogeneizzati, tenere presenti alcune semplici regole suggerite dall’esperta:
- non basarsi solo sul prezzo: spesso i prodotti più economici compensano l’abbassamento del costo riducendo la materia prima presente nel vasetto. Il che significa che si sta acquistando un omogeneizzato allungato con acqua e quindi poco nutriente. Per risparmiare, meglio affidarsi agli sconti sulle marche che offrono alta qualità e sicurezza
- controllare la data di scadenza: è bene farlo direttamente al supermercato ma anche a casa, soprattutto se si fa abbondante scorta di omogeneizzati. In genere i supermercati posizionano i prodotti con scadenza più ravvicinata davanti e quelli con scadenza più lontana dietro: quando si fa scorta per le settimane successive, meglio controllare sempre i vasetti posizionati sul fondo dello scaffale per trovare le scadenze più estese
- fare attenzione a dove li si mette nel carrello: meglio tenere i vasetti lontani da articoli pesanti o spigolosi per evitare colpi che possano dissaldare il tappo o formare microlesioni nel vetro
- non lasciarli al caldo: anche se gli omogeneizzati chiusi si conservano a temperatura ambiente, meglio evitare di lasciare la spesa in macchina sotto il sole. Gli sbalzi termici eccessivi possono rovinare la consistenza del prodotto e compromettere la pressione interna della capsula, rendendo il prodotto meno gustoso ma anche meno sicuro.
Al momento dell’uso, poi, è importante verificare sempre il click del tappo: come per qualsiasi alimento conservato in vetro, è la garanzia di sicurezza alimentare che assicura che il prodotto sia ancora sottovuoto e quindi commestibile.
È bene quindi premere sempre al centro del tappo prima di svitarlo: se è rigido e fermo, il sottovuoto è integro. Il “pop” metallico deve sentirsi solo nell’istante in cui si fa forza per svitare il tappo.
In breve
Gli omogeneizzati offrono sicurezza e praticità nello svezzamento. Per scegliere i migliori occorre leggere l’etichetta: evitare zuccheri, sale e troppi additivi, preferendo vasetti con alte percentuali di materia prima senza basare l’acquisto solo sul prezzo. Importate verificare sempre la data di scadenza e la tenuta del sottovuoto con il “click”.
