Età dello svezzamento: quella giusta è tra 4 e 6 mesi

Roberta Camisasca
A cura di Roberta Camisasca
Pubblicato il 10/06/2019 Aggiornato il 10/06/2019

Secondo un nuovo documento ufficiale, l'età dello svezzamento dipende da bambino a bambino, ma nella maggior parte dei casi va dai 4 ai 6 mesi

Età dello svezzamento: quella giusta è tra 4 e 6 mesi

L’età dello svezzamento più appropriata dipende dalle caratteristiche e dallo sviluppo del bimbo, ma nella maggior parte dei neonati è compresa tra 3-4 mesi e 6 mesi. Lo sostiene l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, secondo cui la valutazione è applicabile indipendentemente dal fatto che i neonati all’inizio siano allattati esclusivamente al seno o nutriti con latte artificiale.

Anche per i neonati pretermine

Dopo aver esaminato circa 300 studi, il gruppo di esperti ha concluso che l’età dello svezzamento dipende dalle caratteristiche e dallo sviluppo del bambino, ancor più nei neonati pretermine. Nella maggior parte dei neonati è compresa tra 3-4 mesi circa e 6 mesi. Fino a circa 6 mesi, infatti, la maggior parte dei bimbi non ha bisogno di alimenti complementari per esigenze nutritive, tranne alcuni neonati allattati esclusivamente al seno che presentano un rischio di carenza di ferro. Non ci sono dati sufficienti per determinare l’età esatta in cui introdurre alimenti complementari nei bambini di tutta Europa.

Coinvolgerlo nella preparazione

In linea di massima, per iniziare lo svezzamento a circa 4 mesi e mezzo si può cominciare a rendere il bambino partecipe della preparazione del cibo, fino alla degustazione del piatto finale. Tra i 5 mesi e mezzo e i 7 mesi è pronto per le prime esperienze di assaggio. È in grado di afferrare il cibo, metterlo in bocca e deglutirlo, accetta il cucchiaino, interagisce con la persona che gli dà da mangiare, si mostra interessato e attratto dalla tavola e dai piatti (sgrana gli occhi, allunga le braccia, dondola in avanti). 

Cibi allergizzanti

Secondo il documento, infine, non ci sono prove del fatto che l’introduzione precoce di alimenti potenzialmente allergizzanti – come uova, cereali, pesce e arachidi – aumenti il rischio di sviluppare allergie. Infine non ci sono evidenze scientifiche sul fatto che l’introduzione di alimenti contenenti glutine prima dei 6 mesi possa determinare effetti positivi o negativi.

 
 
 

Da sapere!

Le organizzazioni sanitarie nazionali e internazionali ricordano di proseguire l’allattamento al seno fino a 6 mesi, se possibile anche oltre, parallelamente all’introduzione dei cibi solidi.

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Pillola sospesa: è normale che tornino subito le mestruazioni?
25/06/2019 Gli Specialisti Rispondono

E' normale che dopo la sospensione della pillola il flusso mestruale si ripresenti.   »

Quanto peserà il mio bambino?
21/06/2019 Gli Specialisti Rispondono

L'ecografia fornisce una stima del peso del bambino, che va considerata con prudenza in quanto il margine di errore in più o in meno è circa del 10 per cento. Indicare quanto peserà esattamente il bambino alla nascita non è dunque possibile.   »

Ancora podalico in 31ma settimana
17/06/2019 Gli Specialisti Rispondono

Il bambino può "mettere la testa a posto", ossia assumere la posizione cefalica, anche quando mancano solo poche settimane alla data del parto.   »

Fai la tua domanda agli specialisti