Il giusto svezzamento… secondo il ministero della Salute
A cura di “La Redazione”Pubblicato il 16/09/2016Aggiornato il 16/09/2016
Le nuove Linee guida del Ministero della Salute sul giusto svezzamento dei bambini: limitare il consumo delle proteine e offrire il latte vaccino solo dopo l’anno di età
Un aiuto in più ai neogenitori alle prese con le prime pappe arriva dal ministero della Salute che di recente ha pubblicato sul suo portale web le indicazioni per un giusto svezzamento del bambino.
Un momento delicato
Secondo le società scientifiche e l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) fino ai 6 mesi di vita, il bebè dovrebbe essere alimentato esclusivamente con latte materno o latte formulato. In seguito vanno via via introdotti nuovi cibi, ma:
alternando cibi diversi per colore, sapore e consistenza.
L’introduzione di nuovi alimenti dopo i 6 mesi è opportuna per un giusto svezzamento, in quanto il latte da solo non è più sufficiente a fornire un adeguato apporto di energia, micro e macronutrienti, a cominciare dal ferro. Inoltre, il bambino ha sempre più bisogno di cibi energetici e nutrienti perché comincia a stare sveglio per periodi più lunghi e si muove con maggior facilità.
Cosa introdurre dopo l’anno
Compiuto l’anno di vita, il bambino può mangiare quasi tutto. Tuttavia non deve essere considerato un “piccolo adulto”. Le raccomandazioni sono di moderare il consumo di:
alimenti e bevande con zuccheri aggiunti,
latte vaccino: non più di 200-400 ml al giorno per evitare un’eccessiva assunzione di proteine. Prima dell’anno, invece, il latte vaccino non va dato al bebè.
Il giusto fabbisogno energetico
Secondo i più aggiornati “Livelli di assunzione di riferimento ed energia per la popolazione” (revisione 2014), l’apporto calorico giornaliero dovrebbe derivare:
per il 50% dai carboidrati,
per il 40% dai grassi (preferibilmente da pesce azzurro, trota o salmone, di cui se ne consigliano 2-3 porzioni a settimana),
per il 10% dalle proteine.
In breve
NON PRIMA DEI SEI MESI DI VITA
Prima di questa età, l’apparato digerente del piccolo è ancora immaturo e la sua mucosa intestinale non è ancora in grado di contrastare eventuali allergie alimentari.
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