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La pastina per bambini può entrare nell’alimentazione complementare quando vengono introdotti gli alimenti diversi dal latte, generalmente intorno ai 6 mesi.
Non è necessario iniziare specificatamente con una pastina per lattanti: secondo il Ministero della Salute, non esiste un menu obbligatorio né una sequenza rigida degli alimenti da rispettare. La scelta può essere adattata alle esigenze del bambino, alle abitudini familiari e alle indicazioni del pediatra.
La progressione dei formati dovrebbe seguire soprattutto le abilità del bambino, non soltanto il numero di mesi. All’inizio può essere più semplice utilizzare pastine molto piccole, ben cotte e morbide; successivamente si possono proporre formati progressivamente più grandi e consistenze meno omogenee.
L’OMS raccomanda infatti di aumentare gradualmente consistenza e varietà degli alimenti con la crescita.
Un altro aspetto importante è il condimento. La pastina non dovrebbe essere considerata un piatto completo da sola: può diventare la base di preparazioni con verdure, legumi, carne, pesce, uovo, formaggi adatti all’età e olio extravergine di oliva, seguendo le indicazioni del pediatra e una dieta complessivamente varia.
Le linee guida per una sana alimentazione del CREA – Centro di ricerca alimenti e nutrizione – includono infatti creme di cereali, pastina e semolino tra gli alimenti utilizzabili nell’alimentazione complementare.
La dottoressa Chiara Boscaro, biologa nutrizionista presso gli Istituti Clinici Zucchi di Monza, ci aiuta a fare chiarezza su questo delicato argomento, che crea non pochi dubbi nei neogenitori.
Quando introdurre la pastina e con quale tipo di grano iniziare
La domanda su quando introdurre la pastina nello svezzamento coincide, in pratica, con quella più generale sull’avvio dell’alimentazione complementare.
L’OMS raccomanda di iniziare a introdurre alimenti complementari intorno ai 6 mesi, continuando contemporaneamente l’allattamento al seno quando presente. Anche il Ministero della Salute sottolinea che non esiste un momento identico per tutti i bambini: la scelta deve tenere conto dello sviluppo neurofisiologico, della crescita e delle specifiche esigenze nutrizionali.
Per questo motivo, non è opportuno stabilire che la pastina debba essere introdotta necessariamente a 6 mesi esatti. L’età rappresenta un riferimento generale, mentre il pediatra può valutare la situazione individuale.
Nelle prime fasi, sottolinea la dottoressa Boscaro: “si preferiscono pastine specifiche per l’infanzia, quindi prive di sale, realizzate con grano tenero o duro altamente digeribile, e spesso sono fortificate con ferro e vitamine B, per poi passare gradualmente alla pasta comune, intorno all’anno di età”.
Meglio grano tenero o grano duro?
Per la pastina è possibile incontrare prodotti ottenuti da diversi cereali e farine. La classica pastina di semola di grano duro è una delle possibilità più comuni nella cucina italiana.
Non esiste però una raccomandazione generale secondo cui il bambino debba iniziare necessariamente con un determinato tipo di grano. Il punto centrale è piuttosto offrire un alimento al bambino.
La differenza tra grano duro e grano tenero sta specificatamente nella consistenza e nei formati.
- La pastina di grano tenero si cuoce molto, diventa più “molle”, è usata per i formati piccolissimi ed è più digeribile e leggera.
- La pastina di grano duro, invece, è più tenace, tiene meglio la cottura, necessita di una migliore capacità di masticazione.
Il grano contiene glutine, una proteina presente anche in orzo e segale. Le evidenze disponibili non indicano un vantaggio nel ritardare l’introduzione del glutine per prevenire la celiachia, secondo diverse fonti tra cui AIC – Associazione Italiana Celiachia.
Inoltre, non esiste una particolare tipologia di alimento contenente glutine che debba essere preferita al momento dello svezzamento.
Di conseguenza, la pastina di grano duro può essere proposta come uno dei primi alimenti a base di cereali, se compatibile con il percorso di alimentazione complementare del bambino.
In presenza di familiarità per celiachia, diagnosi, condizioni cliniche particolari o indicazioni dietetiche specifiche, è invece opportuno seguire le indicazioni del pediatra o dello specialista.
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Dai primi formati ai chicchi più grandi: la progressione corretta in base ai mesi
I formati di pastina vengono spesso associati a determinate fasce di età.
In realtà, non esiste una tabella universale che stabilisca che un preciso formato debba essere utilizzato necessariamente a una determinata età. La progressione dovrebbe considerare soprattutto sviluppo motorio, capacità di gestire consistenze diverse e sicurezza durante il pasto.
L’OMS raccomanda di aumentare progressivamente la consistenza degli alimenti con la crescita: dai cibi frullati, schiacciati e semisolidi iniziali si passa gradualmente a consistenze più strutturate.
Intorno agli 8 mesi, molti bambini sono già in grado di gestire anche alimenti che possono essere presi con le mani.
Ciò che è davvero importante, raccomanda la dottoressa è “rispettare la progressione delle consistenze, che serve anche a stimolare l’autonomia del bambino ed evitare il rischio di soffocamento”.
Le indicazioni dell’EFSA – Autorità europea per la sicurezza alimentare – sottolineano che gli alimenti destinati ai lattanti devono avere una consistenza adeguata all’età.
Durante il pasto il bambino dovrebbe quindi essere sorvegliato e in una posizione sicura, evitando di offrire alimenti duri, non sufficientemente cotti o di forma e consistenza potenzialmente rischiose.
Intorno ai 6 mesi: formati molto piccoli e consistenza morbida
All’inizio dello svezzamento possono essere pratici i formati molto piccoli, come:
- sabbiolina
- puntine
- tempestina molto fine
- stelline piccole
- pastina finissima.
“In questa fase il bambino impara a deglutire consistenze diverse dal latte” spiega la biologa. “Cuocere bene la pastina, sempre senza sale, con brodo vegetale fatto in casa e condita con passato di verdure o omogenizzato, per offrire una pappa morbida e semiliquida. La porzione consigliata è di circa 10-15 grammi”.
La consistenza potrà poi essere modificata progressivamente.
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Tra 7 e 8 mesi: maggiore varietà
Con il miglioramento delle capacità di gestione del cibo si può aumentare gradualmente la consistenza e proporre formati leggermente più grandi, sempre ben cotti. “In questa fase la maggior parte dei bambini dimostra una buona masticazione anche solo con le gengive. Si consiglia circa 20 grammi a porzione” spiega la dottoressa Boscaro.
Possono rientrare nella rotazione, ad esempio:
- stelline
- anellini
- risoni
- tubetti piccoli
- piccoli gnocchetti o formati morbidi, se appropriati.
Il criterio principale resta la capacità individuale del bambino.
Dai mesi successivi: verso la pasta della famiglia
Con la crescita può diventare più semplice passare a formati progressivamente più grandi, purché siano preparati in modo sicuro.
“Dai 9 agli 11 mesi maccheroncini o chioccioline sono tra i formati più grandi consigliati, e si può iniziare a offrire anche la pastina asciutta” osserva la dottoressa, che consiglia circa di “condire con sugo di pomodoro semplice, formaggini morbidi e anche legumi decorticati”.
L’obiettivo dell’alimentazione complementare è accompagnare gradualmente il bambino verso una maggiore varietà di consistenze e alimenti.
Entro il primo anno, molti bambini possono avvicinarsi sempre di più agli alimenti consumati dalla famiglia, purché siano preparati in una forma adatta e senza eccessi di sale e zuccheri.
La pasta ben cotta può quindi diventare progressivamente un alimento familiare, con il formato scelto in relazione alle abilità effettive del bambino.
“È importantissimo, per tutto l’anno del bimbo, di non aggiungere sale, perché i reni del piccolo non sono ancora pronti” specifica la specialista.
Pastina con glutine o senza
La scelta tra pastina con glutine o senza glutine genera spesso dubbi, soprattutto all’inizio dello svezzamento.
Le attuali evidenze non sostengono la necessità di scegliere automaticamente una pastina senza glutine per tutti i bambini.
EFSA consiglia che gli alimenti allergenici, compresi i cereali e il glutine, possono essere introdotti quando iniziano gli altri alimenti complementari e che ritardarne l’introduzione non modifica il rischio di sviluppare allergie o celiachia.
Questo significa che non è necessario aspettare un’età avanzata per introdurre la pastina con glutine, se il bambino ha iniziato l’alimentazione complementare.
La pastina senza glutine può naturalmente essere utilizzata quando esiste una specifica indicazione medica, ad esempio nel caso di celiachia già diagnosticata. Non dovrebbe invece essere considerata una scelta preventiva obbligatoria per tutti i bambini.
È inoltre importante non confondere la celiachia con una generica difficoltà a digerire un alimento. In presenza di sintomi sospetti o di una storia familiare significativa, la valutazione deve essere affidata al pediatra.
Condimenti e ricette nutrienti
La pastina può rappresentare una buona base di carboidrati, ma un pasto equilibrato durante l’alimentazione complementare dovrebbe essere costruito attraverso la varietà.
Un modo semplice per organizzare i pasti consiste nell’alternare verdure, fonti proteiche e grassi, senza trasformare ogni piatto in una ricetta elaborata.
Di seguito alcuni spunti orientativi per una settimana, da adattare all’età, alle quantità e agli alimenti già introdotti.
- Lunedì: pastina con crema di zucchine e olio extravergine di oliva
- Martedì: pastina con verdure e legumi ben cotti e passati
- Mercoledì: pastina con crema di zucca e una fonte proteica adatta all’età
- Giovedì: pastina con verdure e pesce opportunamente preparato
- Venerdì: pastina con crema di broccoli e formaggio adatto all’età
- Sabato: pastina con pomodoro ben cotto e olio extravergine di oliva
- Domenica: pastina con verdure e uovo ben cotto, se già introdotto
Questi esempi non costituiscono un menu pediatrico personalizzato. La quantità di pastina e degli altri ingredienti deve essere adeguata alle esigenze del singolo bambino.
In breve
Scegliere un formato compatibile con le capacità del bambino, cuocere la pastina per renderla morbida nella fase iniziale e aumentare gradualmente dimensione e consistenza sono i consigli essenziali per introdurre questo alimento durante lo svezzamento.
