La Buona Pappa fa crescere i bimbi sani

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 25/01/2021 Aggiornato il 25/01/2021

I genitori italiani sono sempre più attenti all’alimentazione dei figli. Ma non mancano i dubbi. Il progetto “La Buona Pappa” di Prénatal e Plasmon li aiuta a orientarsi

La Buona Pappa fa crescere i bimbi sani

I genitori italiani sono sempre più attenti all’alimentazione dei propri figli, fin dallo svezzamento. Tuttavia, ancora oggi permangono alcuni dubbi. Ecco perché Prénatal Retail Group (con le sue insegne Prénatal, Toys Center e Bimbostore) e Plasmon, due aziende di riferimento per le famiglie con bambini, hanno deciso di scendere in campo insieme, per aiutare i genitori italiani, con il progetto “La buona pappa: il gusto della crescita”. L’iniziativa ha l’obiettivo di semplificare il percorso delle mamme e dei papà durante la prima infanzia dei loro figli e prevede la diffusione di consigli concreti ed efficaci sui siti delle due aziende e sui loro canali social.

I genitori italiani sono sempre più attenti

Che i genitori italiani siano sempre più consapevoli dell’importanza di una dieta sana lo dicono anche due recenti ricerche: una promossa da Prénatal Retail Group con il supporto scientifico di BVA-DOXA –  e l’altra condotta da Gfk per Plasmon. Per esempio, dalla prima indagine è emerso che per circa il 60% del campione «sana alimentazione» significa presenza di frutta e verdura nella dieta, mentre dalla seconda che il 67% delle mamme e dei papà prestano una crescente attenzione all’origine, alla tracciabilità e alla qualità degli ingredienti, e in particolare alla filiera produttiva made in Italy.

Il decalogo della buona pappa

Vediamo, in breve, quali sono i pilastri di un’alimentazione sana secondo il progetto “La buona pappa: il gusto della crescita”.

1. La dieta dei primi anni di vita influenzerà la crescita e lo  sviluppo futuro del bambino. Fino ai tre anni, un bimbo ha bisogno di energia e nutrienti in quantità adeguate alle sue specifiche esigenze. Gli alimenti per adulti possono non essere adeguati per un piccolo poiché non tutti i suoi organi sono completamente sviluppati.
2. Proporre una dieta sana ed equilibrata e usare ingredienti giusti e completi è essenziale. Tuttavia, non bisogna dimenticare che il cibo è anche un percorso di crescita e di condivisione importante, da coltivare ogni giorno.

3. Nessun alimento è di per sé completo. L’ideale è variare il più possibile e combinare tra loro alimenti diversi.
4. Ogni bimbo ha i propri tempi. Non avere fretta di svezzarlo: osservare i piccoli segnali che possono aiutare a capire quando il piccolo è pronto. Chiedere consiglio al pediatra. 

5. Il gusto è una sensazione complessa, influenzata da sapore, profumo, colore e consistenza di un alimento. Il piccolo va invogliato ad assaggiare diversi alimenti. Ricordare che i cibi naturali e autentici appagano meglio tutti questi aspetti.

6. Man mano che il piccolo cresce e lo svezzamento procede, proporgli cibi diversi, rispettando sempre la loro stagionalità. 

7. Insegnare al bambino l’importanza della colazione, da vivere con serenità e senza fretta. Anche la merenda è importante, per interrompere il digiuno fra il pranzo e la cena. La merenda ideale? Buona, golosa, equilibrata dal punto di vista nutrizionale e con ingredienti selezionati e di qualità.

8. I prodotti dell’infanzia sono più sicuri, digeribili ed equilibrati per un bambino.

9. Scegliere prodotti che comunicano con trasparenza la provenienza delle proprie materie prime, che garantiscono controlli lungo tutta la filiera e tracciabilità dall’origine fino alla tavola. La filiera agroalimentare italiana è da privilegiare.

10. Confrontarsi sempre con il pediatra su tutte le scelte più importanti relative al bambino.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Il decalogo completo è disponibile sulle pagine dedicate de “La buona pappa: il gusto della crescita”. 

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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