Svezzamento pesce: come e quale introdurlo nella dieta del piccolo

Silvia Camarda A cura di Silvia Camarda Pubblicato il 10/03/2023 Aggiornato il 10/03/2023

Ricco di sostanze nutrienti essenziali per la crescita del piccolo, può essere dato al bambino dagli otto mesi, salvo problemi di allergie. Ecco come fare lo svezzamento del pesce

Il pesce è un alimento molto indicato per lo svezzamento. Ecco con quali tipi cominciare e come darlo al bimbo

La scienza dell’alimentazione lo definisce un alimento quasi perfetto, rappresentando una valida alternativa alle proteine animali della carne e delle uova. Ed è pertanto fondamentale iniziare lo svezzamento del pesce nel momento giusto. Fornisce, infatti:

  • proteine di elevato valore biologico, che contengono tutti gli amminoacidi essenziali (i “mattoncini base” delle proteine) che l’organismo non è in grado di produrre da solo, ma deve assumere con il cibo;
  •  vitamine come la A, fondamentale per la vista e la pelle, la D per la calcificazione delle ossa, la E, importante antiossidante naturale, ed alcune del complesso B;
  • sali minerali, tra cui il ferro, essenziale per la formazione dei globuli rossi (cellule del sangue), il selenio, il fosforo, il fluoro, lo zinco e lo iodio (quest’ultimo, in particolare, è scarsamente presente in altri alimenti), micronutrienti essenziali anche per un adeguato sviluppo neuro-cognitivo. Proprio per tutte le sue preziose proprietà nutrizionali, il pesce è un alimento indispensabile per la crescita del bambino.

Il pesce è fonte di preziosi Omega 3

Una delle caratteristiche che rende il pesce un alimento “speciale ed unico” è il grasso in esso contenuto: oltre a essere quantitativamente inferiore a quello della carne (circa il 20% in meno), è molto diverso dal punto di vista qualitativo. I lipidi del pesce, infatti, sono ricchi di acidi grassi polinsaturi, gli “omega 3” (in particolare in tonno, trota, pesce spada, pesce azzurro – sardine, aringhe, sgombro, acciughe – e salmone), e di “fosfolipidi”, definiti essenziali perché l’organismo non è in grado di produrli. Questi grassi hanno una funzione costruttiva e protettiva, fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso centrale e della retina del bambino. Inoltre, mentre il grasso delle carni è ricco di colesterolo, il grasso del pesce esercita alcune funzioni protettive nei confronti dell’apparato cardiovascolare.

Equilibra i livelli di colesterolo

Il pesce è in grado di indurre una diminuzione dei livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, riducendo il rischio di malattie cardiovascolari a carico del cuore e della circolazione, a differenza di quelli saturi (presenti nella carne e nel burro), che se assunti in quantità eccessive, aumentano il rischio delle patologie cardiovascolari. Inoltre, svolge un’azione di controllo sulla formazione dei trombi e su alcune pericolose irregolarità del ritmo cardiaco, rendendo il sangue più fluido. Infatti, le piastrine (elementi del sangue) che circolano nel sangue tendono ad aggregarsi di meno tra loro per formare trombi, responsabili di infarto e ictus. Gli omega 3 hanno, infine, anche la capacità di abbassare la pressione arteriosa, in quanto diminuiscono la viscosità del sangue, che scorre più fluido, riducendo così il carico di lavoro del cuore.

Il pesce nello svezzamento è molto digeribile

Oltre a fornire tanti nutrienti, il pesce è anche molto digeribile. La minor quantità di tessuto connettivo rende, infatti, il pesce più facilmente attaccabile dai succhi gastrici rispetto alla carne. Questa caratteristica ne fa consigliare il consumo ai bambini che possono introdurlo nella loro alimentazione già prima del compimento del primo anno di vita.
Tra i prodotti freschi, i pesci di acqua dolce sono più digeribili rispetto a quelli di mare, ma questi ultimi sono più nutrienti.

Digeribilità di principali prodotti ittici

Molto digeribili
Nasello, sogliola, spigola, trota, dentice, orata, cernia, sarago, razza

Abbastanza digeribili
Triglia, tonno, cefalo, palombo, pesce spada, sarda, alici

Meno digeribili
Sgombro, aringa, anguilla

Il pesce nello svezzamento come principale fonte di iodio

La principale fonte alimentare di iodio è rappresentata dai pesci di mare, oltre che dai crostacei.
Lo iodio è un micronutriente essenziale perché garantisce il buon funzionamento della tiroide, una ghiandola situata alla base del collo, che produce due ormoni (tiroxina o T4 e triiodotironina o T3) fondamentali per la vita, soprattutto nelle prime fasi della crescita, e per lo sviluppo di diversi organi, in particolare del cervello. Una sua carenza ostacola il normale sviluppo del feto, provoca aborti ed è causa del gozzo, come del resto anche il suo eccesso.
Cosa succede se manca
Un’assunzione insufficiente di iodio può dare problemi in tutte le epoche della vita, tuttavia è estremamente importante che i bambini con meno di 3 anni assumano quantità sufficienti di iodio. Questo perché una grave carenza di iodio nei più piccoli può portare a danni irreversibili a carico del sistema nervoso centrale e periferico, per il cui sviluppo gli ormoni tiroidei sono essenziali, fino a un ritardo mentale permanente.

Svezzamento pesce: sì dagli 8-9 mesi

Se in famiglia non ci sono particolari problemi di allergia, il pesce può essere proposto verso gli 8-9 mesi di vita. Nei bambini con precedenti familiari di allergia, invece, sarà opportuno introdurlo soltanto dopo il primo anno di età e, comunque, dopo aver sentito il parere del proprio pediatria.
Inizialmente si può cominciare con gli omogeneizzati perché più digeribili e di gusto più delicato. Nella preparazione degli omogeneizzati, poi, vengono usate solo le parti migliori del pesce, come i filetti. Inoltre, il vasetto non contiene aria e quindi non gonfia il pancino del piccolo, col rischio di provocare dolorose coliche gassose, ed è privo di conservanti, coloranti e additivi.
Può essere aggiunto alla pappa o offerto da solo, scaldandolo a bagnomaria per pochi minuti. Una volta aperto, va tenuto in frigorifero e consumato entro 24 ore.
Poi si potrà passare alle varietà più magre, come i filetti deliscati di sogliola, merluzzo, nasello, platessa e trota, cotti al vapore oppure al cartoccio. Dopo averlo schiacciato con una forchetta e condito con un cucchiaino di olio extravergine d’oliva, il pesce può essere proposto direttamente come secondo oppure unito alla pappa.
Dopo il 10° mese si possono introdurre anche pesci come spigola e orata e dopo l’anno aggiungere il pesce azzurro (acciughe, sarde, sgombri) e il salmone, caratterizzati da un alto contenuto di “Omega 3”.
Da rimandare, invece, a dopo i tre anni di età i crostacei e i molluschi, potenzialmente allergizzanti e difficili da digerire per l’alto contenuto di tessuto connettivo.

Tra tanti tipi di pesce, quale scegliere per lo svezzamento 

I pesci si possono suddividere in magrissimi, magri, semigrassi e grassi. Questa classificazione è importante perché il loro apporto calorico d dipende proprio dal contenuto in grassi.

Magrissimi/grassi inferiore all’1%
Nasello, orata, razza, gamberi, polpo
Magri/grassi dall’1 al 3%
Sogliola, spigola, trota, palombo rombo
Semigrassi/ grassi dal 3 al 10%
Dentice, triglia, tonno, pesce spada, sarde
Grassi/grassi oltre il 10%
Aringa, anguilla, sgombro, salmone

Dove comprare il pesce fresco

In questo caso è bene affidarsi a una pescheria di fiducia, altrimenti è meglio optare per il pesce surgelato, valida alternativa nutrizionale, che offre in più maggiori garanzie di sicurezza igienica. Il pesce è freschissimo se pescato al massimo due giorni prima, fresco fino a 6-7, dopo questo limite è da considerarsi cattivo. Ecco come riconoscere un pesce appena pescato:
* colori vivi e brillanti
* pelle ben tesa con squame aderenti
* occhio trasparente e convesso (sporgente) con pupilla nero brillante
* branchie di colore rosso vivo, senza muco
* consistenza della carne soda ed elastica.
* odore del mare.
Viceversa, il pesce non più fresco si riconosce da carni molli e flaccide, squame con colori spenti non brillanti, occhi lattiginosi e infossati nell’orbita (concavi al centro), branchie giallastre-marroni, odore acre.

 

 
 
 

In breve

Per lo svezzamento pesce fresco o surgelato?

I prodotti surgelati offrono garanzie igienico-sanitarie dichiarate. Il pesce surgelato, infatti, può essere considerato pesce freschissimo: a meno di due ore dalla pesca viene pulito e surgelato alla temperatura di -18° C, che ne permette la conservazione. Dal punto di vista alimentare, il pesce surgelato ha lo stesso valore nutritivo di quello fresco appena pescato. In più ha il vantaggio di essere già stato pulito e spinato. Tra i surgelati, si consiglia di prediligere i filetti semplici, meno calorici, molto più digeribili e indicati a ogni età. Al momento dell’acquisto, va verificata la data di scadenza sulla confezione, su cui non deve essere presente brina.

I tipi di pesce non adatti al piccolo

I pesci affumicati e in scatola (ma anche quelli sotto sale) sono controindicati per il piccolo, in quanto i metodi di conservazione diversi dal freddo ne modificano l’aspetto nutrizionale. Inoltre sono troppo ricchi di sale (che tra l’altro non va offerto al bebè prima dell’anno di età). Infine, durante l’affumicatura si formano sostanze non indicate per il bambino.

 

Fonti / Bibliografia

  • Vitamina D - Ospedale Pediatrico Bambino GesùViene prodotta dalla pelle grazie ai raggi solari. Ma è presente anche nel pesce grasso come il salmone o le sardine
  • Acidi grassi Omega 3: funzioni, fonti e indicazioni - ISSaluteGli omega-3 sono composti che appartengono al gruppo degli acidi grassi o lipidi. Vengono definiti comunemente “grassi buoni”, per le loro proprietà benefiche e essenziali poiché l’organismo non è in grado di produrli e per questo motivo devono necessariamente essere assunti attraverso la dieta. Approfondisci le funzioni e scopri gli alimenti che ne sono più ricchi
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