Il bambino mangia come i grandi – 12-18 mesi

A partire da quest’età l’alimentazione del bambino diventa gradualmente sempre più simile a quella degli adulti

Si può a poco poco modificare la qualità, il numero e la varietà degli alimenti da introdurre nella dieta del piccolo. 
Questo permette di far coincidere il momento della pappa del bambino con quello del pasto di tutta la famiglia, e questo gli permette di abituarsi ai ritmi alimentari dei genitori. Non è raro che questo momento venga vissuto con un po’ di ansia e preoccupazione da parte dei genitori, che possono sentirsi insicuri su come procedere in questa fase delicata e importante della crescita del bambino, in particolar modo se il piccolo si mostra riluttante o rifiuta alcuni alimenti. 
Nella maggior parte dei casi, comunque, si tratta di atteggiamenti transitori che vengono abbandonati con il tempo e in genere non influiscono sulla crescita del bambino.

È da evitare, comunque, forzare il piccolo a mangiare, mentre è consigliabile affidarsi al suo istinto di autoregolazione in modo da evitare un’alimentazione insufficiente o, al contrario, eccessiva. 
È facile, infatti, per tante mamme cedere alla tentazione di applicare con il proprio bambino delle “tabelle” predefinite uguali per tutti, ma in questo modo si rischia di forzare il ritmo personale con cui il bambino si avvicina all’alimentazione degli adulti. 

Gli esperti ripetono che i bambini vanno alimentati secondo i suoi stimoli fisiologici perciò quando si mostrano sazi non devono essere indotti a mangiare tutto ciò che hanno nel piatto. Questo non significa, però, che il bambino possa dettare legge a tavola. È molto importante invece che i genitori stabiliscano il prima possibile delle regole chiare e inequivocabili, e cioè evitare i cibi altamente calorici, soprattutto fuori pasto, e limitare la quantità di zucchero, le bevande dolci e i succhi di frutta. 
Dopo il primo anno di vita, poi, può venire introdotto gradualmente il sale, inoltre aumenta l’apporto di carboidrati e diminuisce quello dei grassi. Restano, comunque, da privilegiare quelli insaturi che forniscono il necessario apporto di acidi grassi importanti per lo sviluppo del sistema nervoso e per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Bisogna poi tenere presente che non ci sono cibi che è “obbligatorio” mangiare e altri assolutamente da evitare: è bene, quindi, cercare di offrire sempre al piccolo un’alimentazione varia, alternando i vari principi nutritivi, e preferendo cibi freschi e di stagione e modalità di cottura e preparazione semplici, come al vapore o al forno. Per vincere eventuali resistenze del bambino, può essere utile presentare i cibi in maniera accattivante ma il pasto non deve essere offerto come un premio o peggio ancora come una punizione; queste tecniche di persuasione rischiano di sovraccaricare il momento del pasto di sensazioni negative che possono influire negativamente sull’approccio del bambino nei confronti del cibo e innescare un meccanismo che può portare a disturbi del comportamento alimentare da grandi.

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