Pastina ai bambini: quando darla?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 11/12/2012 Aggiornato il 11/12/2012

  La pastina ai bambini fornisce il “carburante” necessario per lo svolgimento delle funzioni vitali. È bene, però, iniziare con quella specifica per l’infanzia 

Pastina ai bambini: quando darla?

 

La pasta contiene carboidrati o glucidi (zuccheri), sostanze che rappresentano il componente più importante della nostra alimentazione (il 50-60 per cento delle calorie introdotte quotidianamente). La presenza dei carboidrati nella dieta è fondamentale, in quanto garantisce un risparmio delle proteine che in caso di bisogno verrebbero utilizzate come fonte energetica prima dei grassi (lipidi). Ecco perché è importante dare la pastina ai bambini.

Discreta quantità di proteine

Oltre ai carboidrati, la pasta contiene anche una discreta quantità di proteine. Però, a differenza di quelle contenute in carne, pesce, uova, latte e latticini, e come tutte quelle di origine vegetale, sono a basso valore biologico, quindi incomplete: non possiedono, cioè, tutti gli aminoacidi (le unità-base delle proteine), essenziali (9 nel bambino), che devono essere introdotti con la dieta in quanto l’organismo non è in grado di produrli da solo. Per ottenere proteine complete, però, basta abbinare la pasta ai legumi (ceci, fagioli, piselli, fave e lenticchie).

All’inizio quella per l’infanzia

All’inizio dello svezzamento è bene offrire ai bambini la pastina studiata appositamente per l’infanzia  che ha caratteristiche ben precise. Innanzitutto è priva di glutine, quindi può essere data anche prima dei 6 mesi di età. Poi, è preparata con grano tenero, più digeribile e facilmente masticabile rispetto a quello utilizzato per la pasta di uso comune degli adulti; infine, è ottenuta con farina diastasata, cioè sottoposta a uno specifico procedimento con cui l’amido viene scomposto in elementi più semplici rendendo più facile la digestione del piccolo, mantenendo comunque il giusto valore nutritivo.

Attenzione a non esagerare

Dal punto di vista energetico, la pasta apporta circa 4 calorie per grammo, quindi può essere data in tutta tranquillità a tutti i bambini. L’importante, però, è non esagerare. Seguendo sempre le indicazioni del pediatra, in linea generale la pastina va offerta ai bambini a partire dai 6 mesi, proponendogli inizialmente quella specifica per l’infanzia, composta da una miscela di grano tenero e farina diastasata (cioè sottoposta a un particolare procedimento chimico per renderla più digeribile) in formato molto piccolo (come la tempestina e le perline micron). La pastina, cotta nel brodo vegetale, può essere condita con un cucchiaino (5 g) di olio extravergine d’oliva crudo e uno di formaggio grattugiato tipo grana, ricco di calcio (fondamentale per la salute di ossa e denti). Quando al piccolo iniziano a spuntare i dentini ed è in grado di masticare, gli si può offrire la pasta di grano tenero dal formato leggermente più grande, come i cuoricini, le stelline, i semini, gli anellini e i fili d’angelo. Dopo i 10 mesi si possono introdurre le prime pastasciuttine, sempre  di grano tenero e la pastina con le lenticchie decorticate e passate.

Dopo l’anno quella di grano duro

Dopo l’anno di età si può dare ai bambini la pastina di grano duro dal formato più grande come le letterine, i maccheroncini e le pennette, avendo all’inizio l’accortezza di tagliarla in piccoli pezzi. A questa età la pasta può essere anche abbinata anche agli  altri legumi, in modo da costituire un pasto completo dal punto di vista proteico. 

In breve

Quella con il glutine dopo i 6 mesi

La pastina ai bambini fornisce il “carburante” necessario per lo svolgimento delle funzioni vitali. È bene, però, iniziare con quella specifica per l’infanzia, mentre quella con il glutine (una proteina che se data precocemente nei bambini predisposti può scatenare la celiachia) può essere introdotta nella dieta del piccolo solo dopo i 6 mesi di età.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Bimba che dopo l’addio al pannolino si rifiuta di fare la cacca: che fare?

15/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Un piccolo rituale da osservare all'occorrenza, qualche accorgimento per rendere il momento confortevole, uniti a tanta pazienza e a un atteggiamento sereno a poco a poco riescono a indurre il bambino a utilizzare il vasino e, più avanti, la tazza del wc.  »

Dopo un aborto spontaneo quanto tempo ci vuole per cominciare un’altra gravidanza?

15/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Augusto Enrico Semprini

Se un primo concepimento è avvenuto in pochi mesi, ci sono altissime probabilità (addirittura il 100%!) di avviare una nuova gravidanza entro sei mesi dall'aborto spontaneo.   »

Non mangiare frutta e verdura durante la gravidanza può essere pericoloso?

15/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se si teme una carenza di vitamina C perché con l'inizio della gravidanza è nata un'avversione verso la frutta e la verdura, si può correre ai ripari assumendo quotidianamente, per esempio, spremute di agrumi o kiwi, che ne sono ricchissimi.   »

Gambe sollevate in gravidanza: possono aver danneggiato il bambino?

08/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Durante la gravidanza, quando preoccupazioni che oggettivamente non hanno ragione di sussistere non danno tregua, mantenendo la futura mamma in uno stato ansioso costante, può senz'altro essere opportuno ricorrere all'aiuto di uno psicoterapeuta. Le continue paure ingiustificate possono, infatti, essere...  »

Si può ridatare la gravidanza una seconda volta?

14/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La ridatazione ecografica può essere eseguita una volta sola nel primo trimestre (quando c'è più di una settimana di differenza tra il calendario ostetrico e le dimensioni effettive del feto), dopodiché se il bambino risulta più piccolo dell'atteso non si può più attribuire il dato a un concepimento...  »

Fai la tua domanda agli specialisti