Pesce ai bambini: inizia con quello magro

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 16/02/2013 Aggiornato il 16/02/2013

Il pesce è importante per i bambini perché è una fonte privilegiata di grassi buoni omega 3 e di iodio. Inoltre, è più digeribile della carne. E ha anche tante altre virtù. È bene però iniziare con le varietà magre

Pesce ai bambini: inizia con quello magro

Il pesce per i bambini è un alimento molto importante perché è una fonte preziosa di nutrienti essenziali per una sua regolare crescita. Inoltre, il pesce, nella dieta dei bambini, andrebbe privilegiato rispetto alla carne perché è più digeribile, in quanto più magro, e meno ricco di tessuto connettivo.

Omega 3

Si tratta di grassi molto importanti e il pesce ne è ricco. Sono molto benefici per l’organismo in particolare perché proteggono l’apparato cardiovascolare, migliorano la vista e favoriscono lo sviluppo del sistema nervoso.

Proteine

Il pesce contiene anche proteine cosiddette “nobili”, cioè ad alto valore biologico, in quanto contengono tutti i 21 aminoacidi (le unità-base delle proteine), compresi gli 8 (9 nel bambino) definiti essenziali poiché l’organismo non è in grado di produrli da solo in quantità adeguate ai propri bisogni e quindi vanno introdotti con la dieta.

Vitamine

Nel pesce si possono trovare anche alcune vitamine, come la vitamina A,
importante per gli occhi, per la pelle e per la crescita; del gruppo B, utili per la formazione dei globuli rossi (cellule del sangue) e per un buon funzionamento del sistema nervoso e della vista; e la vitamina K utile per la coagulazione del sangue e per la salute di ossa e tessuti.

Fonte privilegiata di iodio

Il pesce è uno dei pochi alimenti presenti in natura che contiene lo iodio, un minerale importante perché garantisce il buon funzionamento della tiroide, una ghiandola situata alla base del collo, fondamentale per una buona crescita, per lo sviluppo del sistema nervoso e per il metabolismo.

Dal sesto mese

Il pesce può essere introdotto senza alcun problema nell’alimentazione dei bambini già dal sesto mese, a svezzamento avviato, 2-3 volte la settimana, prima come omogeneizzato, poi, fresco o surgelato, unito alla pappa o, solo dopo gli 8 mesi, come secondo, quindi da solo, accompagnato a un contorno di verdure. Se, però, il piccolo è a rischio di allergie

per una predisposizione famigliare, è bene aspettare l’anno di età. In particolare, bisogna avere l’accortezza di non dare assolutamente gamberi e crostacei prima dell’anno di età, perché, se il piccolo è predisposto, possono rivelarsi alimenti allergizzanti, cioè in grado di provocare reazioni avverse.

Prima il nasello

Quando si comincia a introdurre il pesce nell’alimentazione del piccolo è bene, però, offrire le varietà magre, come nasello, sogliola, platessa e merluzzo. In seguito è possibile passare ad altre qualità di pesce bianco dal sapore delicato, come l’orata e il branzino, e poi a pesci un po’ più grassi, come il salmone, man mano che il piccolo cresce. I pesci magri hanno un sapore delicato e, quindi, sono più facilmente apprezzabili dal piccolo; inoltre sono più digeribili in quanto contengono pochi grassi e sono più facili da masticare perché privi di tessuto connettivo e dunque ideali per il piccolo che non ha ancora i dentini.

A casa preparalo così

Se acquistato fresco, il pesce va pulito con cura: vanno quindi eliminate le viscere interne e le squame e va sciacquato sotto l’acqua corrente. Una volta pronto si devono eliminare la testa, la coda, le lische e la pelle e lo si deve schiacciare con una forchetta, condire con un cucchiaino di olio extravergine d’oliva e unire alla pappa oppure offrire al piccolo come secondo. Poi, almeno fino ai due anni di età, è bene offrire al piccolo il pesce lesso o cotto al vapore, in quanto ancora più tenero e digeribile.
 

In breve

INIZIA CON I TIPI MAGRI

Il pesce è un alimento che va introdotto nella dieta del bebè  nel corso dello svezzamento perché è ricco di proprietà nutrienti come gli acidi grassi Omega 3, molto benefici per l’organismo in crescita del piccolo. Occorre, però, iniziare con le varietà magre, perché meno allergizzanti, come platessa e nasello.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Gravidanza e vaccino contro difterite-tetano-pertosse: il richiamo va fatto ogni volta?

06/12/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Il richiamo del vaccino trivalente DTP è raccomandato a ogni nuova gravidanza per garantire al nascituro un "bagaglio immunitario" in grado di proteggerlo da difterite, tetano, pertosse fino a quando non verrà sottoposto lui stesso alla vaccinazione.  »

Sono davvero a rischio di diabete gestazionale?

01/12/2022 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Quando si inizia la gravidanza in una condizione di obesità e, in più, si aumenta di peso rapidamente già a partire dal primo trimestre il rischio di sviluppare il temibile diabete gestazionale diventa alto, soprattutto se l'esame della curva da carico di glucosio evidenzia un'iperproduzione di insulina....  »

Donna Rh negativo: anche dopo un aborto si sviluppano anticorpi contro il sangue Rh positivo?

30/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Esiste un esame che permette di appurare se la donna ha sviluppato anticorpi contro il fattore Rh positivo: si chiama Test di Coombs indiretto e si esegue come un normale prelievo di sangue.  »

Pap test in gravidanza: conviene farlo?

28/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Posto che è il ginecologo curante a dover decidere l'intervallo di tempo tra un pap test e l'altro, in base al risultato ottenuto l'ultima volta che è stato effettuato, in generale non occorre farlo in gravidanza, se sono passati meno di tre anni dall'ultimo.   »

Fai la tua domanda agli specialisti