Pesce: cosa contiene e quando inserirlo nella pappa

Leggero, nutriente e ricco di preziose sostanze nutritive, è l’ideale per le prime pappe del bambino, anche perché è facilmente digeribile. I modi migliori per darlo al bebè

Pesce: cosa contiene e quando inserirlo nella pappa

Perché serve

La caratteristica fondamentale del pesce, rivalutata in questi ultimi anni, è la qualità dei suoi grassi. In particolare, questo alimento contiene acidi grassi polinsaturi, della serie Omega 3, che sono fondamentali per lo sviluppo del sistema nervoso centrale e della retina. Il bambino, che ha questi organi in formazione, trova quindi nel pesce un’ottima fonte per trarre preziosi nutrienti.

Preziosa fonte di omega-3

I grassi omega-3 sono contenuti in quantità abbondanti nei pesci grassi dei freddi mari del Nord Europa, quindi nel pesce azzurro (in particolare sardine, sgombro, aringhe, acciughe, anguilla, salmone, tonno e pesce spada). Questi grassi sono detti anche essenziali, in quanto l’organismo non è in grado di produrli da solo ma li deve assumere attraverso gli alimenti che li contengono. Questi grassi sono benefici perché:

  • non innalzano il livello dei trigliceridi (grassi che derivano dall’eccessivo consumo di pane, pasta e dolci), permettendo così al sangue di essere più fluido, e regolano la pressione arteriosa, proteggendo quindi dalle malattie cardiovascolari (cioè a carico di cuore e circolazione);
  • migliorano la vista (in particolare, l’acuità visiva), favorendo lo sviluppo della retina, quella parte dell’occhio costituita da tessuto nervoso che ha la funzione di trasformare le immagini in impulsi nervosi che vengono poi trasmessi al cervello mediante il nervo ottico;
  • favoriscono lo sviluppo del sistema nervoso;
  • possono migliorare l’intelletto in quanto sono componenti fondamentali della membrana cellulare, che diventa così più fluida permettendo il buon funzionamento dei neuroni (cellule del sistema nervoso deputate a eccitare e a condurre gli impulsi nervosi);
  • svolgono un’azione antinfiammatoria.

Proteine nobili

Il pesce è poi importante per l’alimentazione del piccolo in quanto fornisce proteine ad alto valore biologico, che contengono cioè tutti gli aminoacidi (unità base delle proteine) essenziali, che l’organismo non è in grado di produrre da solo. Le proteine sono utili per la crescita e il rinnovamento delle cellule e dei tessuti. Questo alimento ha quindi una validità nutrizionale paragonabile a quella della carne.

Ferro per il sangue

Il pesce è anche un ottimo apportatore di ferro, che ha un ruolo molto importante nella costituzione dell’emoglobina, una sostanza indispensabile per trasportare l’ossigeno ai vari organi. Nel pesce questo minerale è presente in forma biodisponibile, cioè viene rapidamente assorbito a livello intestinale.

Vitamine per tutto l’organismo

Nel pesce si trovano infine alcune vitamine, sostanze importanti in quanto all’interno delle cellule rendono possibili meccanismi essenziali alla vita:

  • A: si trova soprattutto nel pesce grasso, come l’aringa, l’anguilla e lo sgombro, nei crostacei e nei molluschi. È importante per gli occhi, per la pelle e per la crescita;
  • B12: è utile per la formazione dei globuli rossi (cellule del sangue) e per un buon funzionamento del sistema nervoso; inoltre, aiuta a tenere alto il tono fisico e l’umore;
  • B2 e B6: proteggono i tessuti, la pelle e la vista;
  • B3: serve per la crescita, il rinnovamento e il mantenimento delle cellule;
  • D: si trova soprattutto nel pesce grasso e consente l’assorbimento del calcio e del fosforo, minerali essenziali per lo sviluppo di ossa e denti;
  • K: utile per la coagulazione del sangue e per la salute di ossa e tessuti;
  • PP: importante per il metabolismo (insieme delle reazioni chimiche che avvengono nell’organismo) e la crescita.

Il calendario da seguire

A parte i bambini che sono a rischio di allergia nei confronti di questo alimento (perché hanno un genitore o un fratello che soffre del disturbo), per i quali è necessario aspettare che abbiano compiuto almeno un anno, in tutti gli altri casi il pesce può essere offerto già a partire dai 6 mesi di età, non solo per ampliare i gusti del bambino dopo la fase delle prime pappe, ma anche per reali esigenze nutrizionali legate alla sua crescita. A partire da questo momento, infatti, il piccolo è, di norma, protagonista di tutta una serie di cambiamenti che lo porteranno a raddoppiare il peso che aveva alla nascita e a incrementare l’altezza di circa 15 centimetri. È logico, quindi, che nel secondo semestre di vita aumenti il fabbisogno di energia da parte del bambino, così come quello di proteine che passa, di solito, da 13 a 21 grammi al giorno per i maschi e da 11 a 19 grammi per le femmine. Il pesce, poi, rappresenta un’ottima alternativa alla carne, dato che è anche più digeribile perché privo di tessuto connettivo.

I tipi con cui cominciare

Premesso che quello in vasetto (o liofilizzato) è l’ideale per l’inizio dello svezzamento, in quanto più digeribile, se si opta per il pesce fresco occorre cominciare con piccoli assaggi di trota, merluzzo e nasello, dal sapore più delicato. Maggiore attenzione va, invece, riservata a sogliola e platessa perché sono pesci di fondo e, quindi, più a rischio di contaminazioni, pur incontrando, di solito, i gusti dei bambini. A partire dai 10-12 mesi si possono offrire al piccolo anche le varietà dal sapore più intenso, come orata, branzino e salmone, tenendo comunque conto delle sue preferenze.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
In che settimana di gravidanza si vede l’embrione con l’ecografia?

In genere l'ecografia permette di vedere il bambino (e il suo cuoricino che batte) a partire dalla sesta settimana di gravidanza.   »

Capricci: aiuto, non so gestirli!

La corretta gestione dei capricci è di fondamentale importanza sia per insegnare che esistono regole che non si possono tragredire sia per favorire la resilienza, che è la preziosa capacità di sopportare le frustrazioni e di affrontare le condizioni stressanti rimanendo il equilibrio.   »

Si ammala spesso: è normale che accada?

Febbre, tosse, raffreddore frequenti sono lo scotto che i bambini pagano alla socializzazione. Non sono preoccupanti: alla fine, nonostante questo, crescono tutti forti e sani. L'unica condizione che deve preoccupare davvero perché espone a pericoli è l'obesità: il resto passa senza conseguenze.   »

Fai la tua domanda agli specialisti