Svezzamento: il calendario e le regole fondamentali

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 30/01/2012 Aggiornato il 30/01/2012

Per certi cibi, alcuni pediatri preferiscono un’introduzione precoce nel calendario dello svezzamento, altri tardiva

Svezzamento: il calendario e le regole fondamentali

Un calendario dello svezzamento ideale in realtà è tuttora oggetto di studi e di dibattiti: se da una parte il numero di bambini che sviluppano un’allergia alimentare

 

è di fatto in aumento, complici lo stile di vita e le condizioni ambientali attuali, complessivamente più salutari e quindi troppo pulite, dall’altra non è accertato se l’introduzione più precoce, o viceversa più tardiva, nel calendario dello svezzamento di alcuni alimenti possa incidere sullo sviluppo di eventuali allergie, agevolandole o ritardandole. I pareri scientifici concordano invece tutti sull’importanza di rispettare la piramide alimentare.

È bene o male procedere per tappe?

Alcuni esperti sostengono che lo svezzamento di tutti i lattanti si può condurre senza particolari restrizioni, mentre altri consigliano precauzioni per quanto riguarda uova, pesce e frutta secca prima dell’anno di vita e anche oltre, soprattutto se c’è familiarità per le allergie. A favore di queste precauzioni, però, non c’è ancora evidenza scientifica, cioè un numero sufficiente di studi clinici che dimostrino che ritardare l’introduzione di questi alimenti nel calendario dello svezzamento ritardi lo sviluppo dell’allergia; tuttavia, neppure aspettare altri 6 mesi per introdurre l’uovo e il pesce o la frutta secca non sembra avere conseguenze negative per la crescita e lo sviluppo del bambino. In attesa di una risposta scientifica è bene come sempre rivolgersi al pediatra.

Gli alimenti incriminati

Gli alimenti su cui ancor oggi c’è dibattito, e che quindi è consigliabile offrire al piccolo solo dopo l’anno di vita e anche oltre, sono quelli che potrebbero dar luogo a un’allergia che perdura nel tempo: uova, pesce e frutta secca.

Gli omogeneizzati

All’inizio dello svezzamento il bebè non è ancora in grado di deglutire e quindi tenderà a sputare la pappa, più consistente rispetto al latte. Ecco perché per abituare il bambino alla deglutizione di cibi semisolidi è bene offrirgli verso il quarto mese qualche cucchiaino di pera o di mela omogeneizzata. In questo modo, quando si passerà alla prima pappa, sarà già capace di deglutire. All’inizio dello svezzamento in ogni caso è bene utilizzare gli omogeneizzati. Il vasetto, infatti, è un’alternativa pratica e sicura in quanto le aziende produttrici di alimenti per l’infanzia offrono la garanzia degli alimenti utilizzati. Inoltre, gli omogeneizzati sono più facilmente digeribili rispetto al prodotto fresco. Una volta aperto, però, il vasetto va conservato in frigorifero e consumato entro 24 ore perché non contiene conservanti. 

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No a sale e zucchero

Nel primo anno di vita del bimbo è bene non aggiungere sale agli alimenti. Non solo perché il piccolo così si abitua al sapore naturale dei cibi che peraltro contengono già in molti casi sodio, ma per prevenire la comparsa di problemi in età adulta, come la pressione alta. Anche lo zucchero non va dato al piccolo prima dell’anno: è già presente in forma naturale in molti cibi come la frutta (fruttosio) e il latte (lattosio). Un eccesso di questa sostanza, infatti, oltre a diseducare il gusto del bambino, lo espone al rischio di carie, favorita dalla fermentazione dei residui di zucchero in bocca, e di obesità.

 

In breve

Gli alimenti incriminati

Gli alimenti su cui ancor oggi c’è dibattito, e che quindi è consigliabile offrire al piccolo solo dopo l’anno di vita e anche oltre, sono quelli che potrebbero dar luogo a un’allergia  che perdura nel tempo: uova, pesce e frutta secca. È buona regola, inoltre, non salare le pietanze e non aggiungere zucchero, di modo che il piccolo si abitui al sapore naturale dei cibi.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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