Svezzamento: quando introdurre la pasta?

Silvia Camarda A cura di Silvia Camarda Pubblicato il 08/04/2022 Aggiornato il 08/04/2022

Quando comincia a non nutrirsi più solo di latte, il piccolo ha sempre più bisogno di cibi energetici per far fronte alle diverse esigenze dell’organismo. Per questo i cereali costituiscono la base fondamentale sia delle prime pappe sia dei pasti principali via via che cresce. Ecco quando introdurre la pasta nello svezzamento

Svezzamento: quando introdurre la pasta?

Intorno al sesto mese di vita, dopo i primi assaggi di cereali – come il riso e il mais, privi di glutine, meno allergizzanti e più facilmente digeribili – si può offrire al bimbo la pastina, partendo dai formati più piccoli indicati proprio per la prima infanzia. Inizialmente, è consigliabile cuocerla nel brodo vegetale, per inserire i diversi ingredienti fino ad arrivare alle prime pastasciuttine al pomodoro. Ecco quando introdurre la pasta nello svezzamento.

Che pasta dare in svezzamento?

Le pastine specifiche della prima infanzia sono più morbide e digeribili rispetto alla pasta comune prodotta con grano duro perché:
– sono preparate con grano tenero, più digeribile e masticabile, e con farina diastasata, cioè sottoposta a uno specifico procedimento attraverso il quale l’amido viene scomposto in elementi più semplici per garantire la massima digeribilità al piccolo;
– sono arricchite con sali minerali come il calcio, importantissimo per ossa e denti, il fosforo, necessario per il ricambio cellulare e le ossa, il ferro, componente essenziale dell’emoglobina, una proteina contenuta nei globuli rossi, e con vitamine del gruppo B, fondamentali per il metabolismo cellulare, contribuendo a trasformare i cibi in energia per tutto il corpo;
– contengono maltodestrine, zuccheri complessi ottenuti dall’amido di mais, che liberano gradualmente il glucosio, garantendo così un “pieno” di energia prolungato nel tempo;
– sono prodotte con materie prime selezionate, coltivate in terreni lontani da fonti di inquinamento e controllate costantemente in tutto il loro processo di lavorazione da aziende produttrici.

Come inserire i legumi nello svezzamento?

La pasta ha un buon contenuto di proteine e una bassissima percentuale di grassi. Le sue proteine, però, a differenza di quelle contenute nella carne, nell’uovo, nel pesce e nei latticini, sono prive di due amminoacidi essenziali: la “lisina” e la “metionina”. Per ovviare a questa carenza e renderle ad alto valore biologico, cioè complete di tutti gli amminoacidi (i mattoncini base delle proteine) essenziali (9 nel bambino), basta aggiungere alla pasta i legumi (fagioli, lenticchie, ceci, piselli, fave, soia). In questo modo si ottiene un pasto paragonabile, per il contenuto proteico, agli alimenti di origine animale (carne, pesce, uova e latticini). I legumi possono essere inseriti nella dieta del bambino intorno al 9° mese, inizialmente proponendoli come brodo, poi decorticati (cioè privi della buccia) e passati per evitare fenomeni fermentativi e coliche gassose (dolorosi mal di pancia). Bisogna però aspettare i 9 mesi di vita prima di introdurre la pasta con i legumi.

Quanti grammi di pastina nello svezzamento?

Secondo le principali organizzazioni scientifiche, le porzioni di pasta consigliate per fascia di età sono:

* 15 g al sesto mese
* 20 g al settimo mese
* 30 g all’ottavo-undicesimo mese
* 40 g nei dal primo al secondo anno
* 50 g dai tre ai cinque anni
* 60-70 g dai sei ai dieci anni
* 80-90 g dagli undici ai quattordici anni.

Le grammature sono indicative e potranno subire variazioni in base agli abbinamenti dei cibi, alla ricetta proposta e alle diverse indicazioni del proprio pediatra.

Quando dare la pasta integrale ai bambini?

La pasta integrale è caratterizzata dalla presenza di fibra. La fibra è una componente importante dell’alimentazione (in età adulta ne è raccomandato un consumo giornaliero di 30 grammi) perché stimola la motilità intestinale e favorisce l’eliminazione dei residui della digestione, riducendo il rischio di stitichezza, colite e tumore al colon. Inoltre produce un maggior senso di sazietà, inducendo a mangiare di meno. Tuttavia, poiché nei primi due anni di vita del bambino l’intestino è ancora in via di sviluppo, le fibre della pasta integrale potrebbero irritarlo, oltre che ridurre l’assorbimento di alcuni importanti sali minerali come ferro e calcio. È perciò consigliabile non proporla prima dei due anni di età.

Si può dare la pastina alla sera?

Senz’altro. La pastina sazia e rilassa. Il merito va ai carboidrati, principale fonte alimentare di glucosio, lo zucchero che costituisce il nutrimento per eccellenza del cervello. L’azione calmante dei carboidrati dipende dalla loro capacità di:
– saziare e, quindi, di alleviare rapidamente la sensazione di fame;
– aumentare i livelli cerebrali di triptofano, un aminoacido (“mattoncino” delle proteine) da cui deriva la serotonina, un neurotrasmettitore (sostanza chimica che trasmette informazioni tra le cellule del sistema nervoso, regolano funzioni come il sonno, l’appetito, l’umore) che induce calma, rilassamento e favorisce il sonno.

 

 

 
 
 

In sintesi

Che pasta dare ai neonati?

La pasta contiene di norma il glutine. Questa proteina, presente in molti cereali (come grano, orzo, avena, segale, ma non in riso e mais) può provocare – se data troppo presto -, nei bambini predisposti, un’intolleranza alimentare: la celiachia. Fino a qualche anno fa si riteneva che l’introduzione tardiva di glutine (dopo i 6 mesi di vita) in soggetti predisposti, potesse evitare forme precoci e gravi di celiachia. Recenti studi hanno smentito tale concetto; tuttavia, in mancanza di ulteriori elementi e sempre nel segno della prevenzione, le Linee guida dell’Oms  (Organizzazione mondiale della sanità) consigliano di introdurre il glutine al termine del sesto mese, che sembra un’indicazione equilibrata e condivisa dalla maggior parte dei pediatri.

Come condire la pastina ai bambini?

Crescendo i bambini, possono modificare i gusti, ma alla pasta raramente dicono di no. L’importante è non eccedere mai con condimenti grassi, che la renderebbero troppo calorica, ma scegliere sughi semplici a base di pomodoro, verdure in generale e olio extravergine d’oliva. Da consumare con maggiore moderazione, invece, sono la pasta al burro, le paste ripiene (ravioli, tortellini) e quella all’uovo. Un’indicazione molto valida, soprattutto con i bambini inappetenti, è rappresentata dal piatto unico, dove la pasta si combina con la carne (pasta al ragù), il pesce o il formaggio per un pasto completo di tutti i nutrienti.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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