Svezzamento: via libera anche alle noccioline?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 29/04/2015 Aggiornato il 29/04/2015

Come prevenire la probabilità di sviluppare allergie alimentari da grandi? Svezzare il bebè senza alcuna restrizione alimentare. Così dice un nuovo studio...

Svezzamento: via libera anche alle noccioline?

Contro le più classiche linee guida dello svezzamento che conosciamo, nutrire il bebè con gli alimenti più allergizzanti ridurrebbe il rischio di allergia. A sostenerlo è un recente studio statunitense pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Niente restrizioni, meno rischio allergie

Per giungere a questa conclusione, è stato testato un campione di 640 bambini dai 4-11 mesi di vita fino ai 5 anni di età. Nei bambini alimentati senza restrizioni, quindi anche con le noccioline (uno degli alimenti più allergizzanti), il rischio di sviluppare allergia è risultato ridotto di oltre l’80%, mentre hanno sviluppato un’ipersensibilità il 17,2% dei bambini che avevano seguito una dieta restrittiva, contro solo il 3,2% di quelli che non avevano avuto divieti alimentari.

Il parere dell’esperto

Anche la dottoressa Antonella Muraro, responsabile del Centro di riferimento per lo studio e la cura delle allergie e delle intolleranze alimentari dell’Università di Padova e presidente eletto dell’Eaaci, l’Accademia europea di allergologia e immunologia clinica, conferma l’esito dello studio. “Già dal 2004 le linee guida europee Eaaci raccomandano uno svezzamento senza restrizioni anche per i bambini a rischio, ovvero con una familiarità per le allergie. Nel primo anno di vita, infatti, c’è una sorta di “finestra immunologica”, durante la quale il bimbo impara a riconoscere e tollerare gli alimenti tipici del suo contesto culturale, prima attraverso il latte materno e poi con lo svezzamento a base di cibi solidi. L’esposizione graduale agli allergeni non aumenta perciò il rischio di allergie, anzi lo diminuisce”.

Niente restrizioni nemmeno per la mamma che allatta

Via libera, dunque, all’allattamento esclusivo fino al 4° mese con la mamma a dieta libera, affinché attraverso il latte materno il bebè possa venire a contatto con tutti gli allergeni. Nei casi di mancato allattamento al seno, sono consigliati, invece, i latti idrolisati estensivi. Continua Murano: “Lo svezzamento con i primi cibi solidi si può iniziare fra il quarto e il quinto mese, aspettare oltre non serve a ridurre la probabilità di allergie. Lo studio appena pubblicato indica anche come, fra il quarto e il sesto-ottavo mese, sia possibile un intervento di “immunomodulazione” che aiuta i bambini a sviluppare tolleranza esponendoli, appunto, all’alimento “a rischio”, come tale oppure in forma modificata”. 

Così il sistema immunitario si abitua

Attraverso il processo di desensibilizzazione del sistema immunitario si cerca di “insegnare” a chi è già allergico a non reagire all’alimento per cui è ipersensibile. In pratica si espone il paziente a dosi sempre più alte dell’allergene per cercare di “convincere” il sistema immunitario a riconoscerlo. Di questa terapia, però, non si conoscono gli effetti nel lungo tempo e poi ha il limite che deve essere condotta in condizioni controllate, in ospedale, per poter intervenire tempestivamente in caso di reazioni gravi. È comunque certo che per i casi di allergia più acuti questo tipo di terapia aiuta a ridurrebbe la soglia oltre la quale si scatena la reazione allergica, riducendo così il rischio di shock anafilattico.

 

 

da sapere

GLI ALIMENTI PIU’ A RISCHIO

Uova, agrumi, crostacei, ma anche latte, fragole, ciliegie e frutta secca sono tra gli alimenti più a rischio di allergia.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Sintomi di gravidanza ma poi le mestruazioni sono arrivate: perché?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza.   »

Bimbo di 4 anni che suda tantissimo di notte: cosa può essere?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità.   »

Contatto indiretto con carne cruda: sono a rischio Toxoplasmosi?

16/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

In medicina il rischio zero non esiste, ma per fortuna le mamme non immuni alla toxoplasmosi ogni mese ripetono il test.   »

Perdita ematica nel secondo trimestre di gravidanza: perché?

14/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

È possibile che un sanguinamento che si protrae nel secondo trimestre di gravidanza, nonostante tutto stia procedendo bene, sia in relazione con l'infezione da Candida.   »

Mal di testa in gravidanza: si possono assumere i FANS come l’OKI?

14/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, è sconsigliabile assumere i FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) alla cui categoria appartiene anche il principio attivo ketoprofene.   »

Fai la tua domanda agli specialisti