Coccole e carezze favoriscono lo sviluppo cerebrale dei bambini

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 24/09/2018 Aggiornato il 24/09/2018

Più di un gesto d'affetto. Tra coccole e carezze, il contatto fisico tra mamma e bambino sarebbe fondamentale per lo sviluppo del cervello. Ecco perché

Coccole e carezze favoriscono lo sviluppo cerebrale dei bambini

Secondo uno studio dell’Emotional Brain Institute di New York, le cure materne sono un fattore chiave per lo sviluppo cerebrale dei bambini e possono avere effetti anche a lungo termine, in quanto modulano la produzione di serotonina, neurotrasmettitore chiave per lo sviluppo del cervello. Separare un figlio dalla madre nella prima fase della sua vita, precisano i ricercatori, potrebbe quindi far deviare questo sviluppo e causare una maggior suscettibilità a disturbi neuropsichiatrici e problemi comportamentali. Se un bimbo dovesse perdere la mamma in questa fase della vita o essere allontanato da lei, è quindi molto importante riempirlo di coccole e carezze per colmare questo vuoto.

L’esperimento in laboratorio

Il team si è servito di registrazioni elettrofisiologiche wireless, un sistema con cui è possibile di registrare l’attività cerebrale in remoto, e ha monitorato il cervello di cuccioli di topo durante i momenti di interazione con la madre, come coccole e carezze. È così riuscito a dimostrare l’esistenza di un legame diretto tra la cura materna e la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore noto per essere coinvolto in importanti funzioni, tra cui lo sviluppo del cervello e la regolazione del tono dell’umore e delle emozioni.

Stessi risultati con l’antidepressivo

I ricercatori hanno così scoperto che coccole e carezze sono in grado di aumentare nei topolini l’attività della corteccia cingolata anteriore, una regione del cervello ricca di recettori della serotonina. Quando, invece, i ricercatori hanno bloccato artificialmente questi recettori, l’effetto della presenza della madre è stato neutralizzato. Successivamente i ricercatori hanno trattato alcuni cuccioli, isolati dalla madre, con la fluoxetina, un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (ne impedisce il riassorbimento, aumentandone la disponibilità per il cervello) e principio attivo di una classe di psicofarmaci antidepressivi. Una volta somministrato il farmaco, i ricercatori hanno osservato che l’attività della corteccia cingolata anteriore aumentava in modo simile a quanto osservato con la presenza della madre.

 
 
 

Da sapere!

I risultati evidenziano come il contatto materno e il sistema della serotonina siano importanti regolatori dell’attività neuronale nel cervello in via di sviluppo dei cuccioli.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

C’è una pianta officinale per favorire la lattazione?

17/10/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonello Sannia

Esiste una buona documentazione scientifica che comprova gli effetti benefici del Cardo mariano sulla lattazione.   »

Dosaggio delle beta-hCG a nove giorni dal rapporto a rischio

12/10/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

Un prelievo di sangue effettuato a pochi giorni dal rapporto sessuale per verificare se il concepimento è avvenuto fornisce un risultato non attendibile, Meglio evitare.   »

Bimba che fatica ad addormentarsi: le si può dare la melatonina?

06/10/2020 Gli Specialisti Rispondono di Professor Francesco Peverini

Dormire è fondamentale per tutti, ma in particolare per i bambini: cercare un rimedio contro un eventuale disturbo del sonno è dunque opportuno.   »

Sono incinta: posso continuare ad allattare?

14/09/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se lo si desidera, non c'è ragione di smettere di allattare quando inizia una nuova gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti