Empatia? Più facile con gli abbracci della mamma

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 20/05/2021 Aggiornato il 20/05/2021

I bambini che fin dalla prime ore di vita ricevono coccole, abbracci e amore costanti sono destinati a possedere una maggiore empatia da adulti

Empatia? Più facile con gli abbracci della mamma

Gli abbracci della mamma possono avere un effetto positivo sulla crescita di un bambino? La risposta a questa domanda sembra proprio essere affermativa. Il calore e l’amore del contatto materno, fin dalla nascita, forma adulti con un maggiore livello di empatia, nonché più gentili e comprensivi.

L’importanza del contatto

A rivelarlo è uno studio condotto in Israele dall’Interdisciplinary Center Herzliya e pubblicato sulla rivista scientifica americana Pnas, che ha evidenziato una relazione tra gli abbracci e, in generale il contatto fisico, con la mamma e lo sviluppo delle capacità cognitive dei bambini. Infondere amore, fin dalla nascita amore, attraverso carezze, coccole e abbracci influenza i bambini e l’adulto che saranno in futuro.

Dai prematuri ai neonati a termine

La ricerca ha preso in esame 96 bambini e ha seguito la loro crescita per venti anni. Nel campione sono stati selezionati neonati a termine, neonati prematuri che necessitavano dell’incubatrice e non hanno potuto avere un contatto con la mamma nei primi giorni di vita, e neonati prematuri ma con condizioni stabili, a cui era permesso incontrare la mamma per un’ora al giorno nelle prime due settimane dopo il parto.

Uno studio lungo vent’anni

Durante le due decadi su cui si è svolto lo studio, questi tre approcci, forzatamente differenti, hanno evidenziato un’influenza non trascurabile sullo sviluppo e sul funzionamento delle capacità cognitive ed empatiche dei bambini. I ragazzi che hanno avuto un maggiore contatto con la mamma, non solo nel periodo immediatamente dopo il parto, ma in modo continuativo lungo i vent’anni, dimostravano maggiore empatia e capacità di relazionarsi con gli altri.

Istinto neonatale

Come spiegato da una delle prime firme dello studio, la professoressa Ruth Feldman, nei piccoli il contatto madre-figlio è importante perché la vicinanza della mamma è un modo per autoregolarsi e recuperare facilmente il cibo di cui hanno bisogno. Studiando il rapporto tra madre e figlio, i ricercatori hanno valutato passo dopo passo lo sviluppo della relazione e scoperto come contatto e abbracci continuati agiscano sulle aree del cervello adibite alla comprensione delle emozioni altrui, accentuando così le capacità di empatia.

 

 

Da sapere

IL RUOLO DEL PADRE

Anche se lo studio si è soffermato sul rapporto madre-figlio, i ricercatori ricordano come anche i papà e i nonni giochino un ruolo decisivo nell’influenzare lo sviluppo dei piccoli.

Fonti / Bibliografia

  • Synchronous caregiving from birth to adulthood tunes humans’ social brain | PNASA birth-to-adulthood study tested the effects of maternal–newborn contact and synchronous caregiving on the social processing brain in human adults. For two decades, we followed preterm and full-term neonates, who received or lacked initial maternal bodily contact, repeatedly observing mother–child social synchrony. We measured the brain basis of affect-specific empathy in young adulthood to pinpoint regions sensitive to others’ distinct emotions. Maternal–newborn contact enhanced social synchrony across development, which, in turn, predicted amygdalar and insular sensitivity to emotion-specific empathy. Findings demonstrate the long-term effects of maternal caregiving in humans, similar to their role in other mammals, particularly in tuning core regions implicated in salience detection, simulation, and interoception that sustain empathy and human attachment.Group level fMRI maps are publicly available at Open Science Framework (OSF) (DOI: [10.17605/OSF.IO/QFZWU][1]) ([120][2]). Some...
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