Girello, box e bretelle: cosa usare o evitare per lo sviluppo motorio del bambino

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 11/09/2026 Aggiornato il 11/09/2026

Box, bretelle e girello non anticipano la camminata. Si tratta di tre dispositivi che non vanno usati direttamente ma di cui bisogna prima parlare con il pediatra.

Girello, box e bretelle: cosa usare o evitare per lo sviluppo motorio del bambino

 
Il bimbo comincia ad alzarsi in piedi e sperimenta i primi passi. In questa delicata fase dello sviluppo motorio molti genitori si chiedono se sia utile ricorrere a qualche “aiuto”: il box per lasciarlo muovere in sicurezza, le bretelle per sostenerlo mentre cammina, il classico girello con le ruote.
 
«L’idea di fondo è quasi sempre la stessa: così si esercita e impara a camminare prima» spiega la dottoressa Lisa Mastrangelo, pediatra di famiglia a Ordona e Foggia.
 
«In realtà è proprio questo il primo equivoco da chiarire. Nessuno di questi tre presidi ha dimostrato di far acquisire prima il cammino autonomo.Il bambino impara a camminare attraverso un processo progressivo che comprende maturazione neurologica, forza, coordinazione, controllo posturale, equilibrio e soprattutto esperienza spontanea del movimento.
Rotolare, strisciare, gattonare, raggiungere un oggetto, passare da una posizione all’altra, aggrapparsi a un sostegno, alzarsi, perdere l’equilibrio, sedersi e riprovare sono tutte esperienze che contribuiscono alla costruzione delle competenze motorie.
 
Le indicazioni dell’OMS vanno proprio nella direzione di privilegiare nei bambini piccoli attività fisica distribuita durante la giornata e gioco libero a terra, limitando i periodi prolungati nei quali il bambino rimane contenuto o con possibilità di movimento ridotte». E’ questo il concetto che accomuna box, bretelle e girello: nessuno dei tre fa camminare prima il bambino. Il box può essere utile per contenerlo temporaneamente in sicurezza, così come tenerlo per le bretelle. Il girello con ruote, invece, aggiunge rischi senza offrire un beneficio dimostrato.

Box: un ambiente sicuro per l’esplorazione autonoma

Il box può rappresentare uno spazio temporaneamente protetto nel quale il bambino può giocare quando l’adulto, per brevi periodi, non può garantirgli la stessa supervisione che avrebbe durante il gioco libero. “Per questo”, conferma la pediatra, “non è vietato né intrinsecamente dannoso e può quindi essere utilizzato con le opportune cautele”. 
 
Il problema non è necessariamente il box, ma quanto e come viene utilizzato: le evidenze degli effetti delle diverse attrezzature sullo sviluppo motorio sono limitate e non permettono di affermare che il box, di per sé, provochi un ritardo motorio.
 
L’OMS raccomanda, in ogni caso, che i lattanti siano fisicamente attivi più volte al giorno, soprattutto attraverso il gioco a terra, e che non rimangano contenuti per periodi superiori a un’ora consecutiva. La funzione del box dovrebbe essere quindi quella di garantire sicurezza per un periodo limitato, ma non di sostituire l’esplorazione dell’ambiente.

Pro 

  • offre uno spazio delimitato e protetto per brevi periodi
  • può essere utile quando il genitore deve svolgere momentaneamente un’attività e non può seguire continuamente gli spostamenti del bambino
  • se sufficientemente ampio, permette comunque alcune attività motorie e il gioco
  • può essere preferibile al fatto di lasciare il bambino libero in un ambiente domestico non adeguatamente messo in sicurezza

Contro 

  • se utilizzato a lungo, riduce il tempo dedicato al movimento libero a terra
  • limita lo spazio disponibile per esplorare
  • può diminuire le occasioni di rotolare, strisciare, gattonare, cambiare posizione, raggiungere oggetti e cercare autonomamente un appoggio
  • può diventare una forma di confinamento eccessivo se sostituisce abitualmente il gioco libero
  • se non è correttamente predisposto, rimangono possibili incidenti: cadute, intrappolamento e rischio di soffocamento legato alla presenza all’interno del box di oggetti o elementi non appropriati.

Bretelle: utili o meno per i primi passi?

In questo caso si parla delle comuni imbracature attraverso le quali l’adulto sostiene il bambino mentre compie i primi passi e non ovviamente delle imbracature terapeutiche utilizzate nell’ambito di specifici programmi riabilitativi. Secondo il parere della pediatra non sono vietate, ma non sono raccomandabili come strumento per insegnare al bambino a camminare.
 
Non esistono infatti evidenze convincenti che l’utilizzo delle bretelle permetta di acquisire prima la deambulazione autonoma. Va tenuto presente, infatti, che camminare sostenuti non equivale a saper camminare.
 
Il bambino deve imparare a gestire autonomamente il proprio baricentro, trasferire il peso da un arto all’altro, perdere e recuperare l’equilibrio. Anche sedersi improvvisamente o cadere in sicurezza e riprovare fanno parte dell’apprendimento.
 
Le bretelle possono avere invece precise indicazioni in bambini con specifiche difficoltà motorie: in questo caso specifico vengono utilizzate all’interno di un percorso terapeutico individualizzato.

Pro 

  • Possono avere un’utilità occasionale per la sicurezza, soprattutto con un bambino già autonomamente mobile
  • In particolari situazioni — per esempio luoghi molto affollati o vicini a un potenziale pericolo — possono essere d’aiuto all’adulto per impedire che il bambino si allontani improvvisamente
  • Non presentano lo stesso profilo di rischio del girello con ruote

Contro 

  • Non hanno un beneficio dimostrato nell’apprendimento del cammino
  • Se utilizzate continuamente come sostegno, possono ridurre le occasioni nelle quali il bambino sperimenta autonomamente l’equilibrio
  • Possono limitare la possibilità di effettuare spontaneamente gli aggiustamenti posturali necessari quando il corpo perde stabilità
  • Se l’adulto tira il bambino verso l’alto o lo sostiene eccessivamente, può indurlo ad assumere posture poco naturali
  • Un utilizzo improprio può favorire inciampi o cadute
  • Possono indurre l’adulto a mettere frequentemente in piedi e “far camminare” un bambino che non ha ancora acquisito autonomamente le competenze necessarie.

Girello: perché gli esperti lo sconsigliano

Nel caso del girello il giudizio della dottoressa Mastrangelo cambia nettamente: è sconsigliato.
 
L’American Academy of Pediatrics ha assunto una posizione ancora più forte, raccomandando il divieto di produzione e vendita dei girelli mobili con ruote perché al rischio documentato di lesioni non corrisponde un beneficio dimostrato
 
Questo non significa che sia attualmente “vietato” in tutti i Paesi: per esempio, in Canada produzione, importazione, pubblicità e vendita dei girelli sono vietate, mentre in altri Paesi la situazione normativa è differente. 

Pro

  • Può divertire il bambino e permette al genitore di percepirlo come più autonomo negli spostamenti, ma questi aspetti non rappresentano benefici per l’acquisizione del cammino.

Contro 

  • Cadute e traumi: con il girello il bambino può raggiungere una scala e precipitare con tutto il dispositivo. Non a caso le cadute dalle scale rappresentano uno dei principali meccanismi degli incidenti associati al girello e possono provocare traumi cranici, fratture e altre lesioni importanti.  In un’ampia analisi statunitense, il 74% degli incidenti valutati era associato a cadute dalle scale e circa il 91% delle lesioni interessava testa o collo.
  • il bambino raggiunge pericoli normalmente inaccessibili. Con il girello un bambino che ancora non cammina autonomamente può diventare improvvisamente molto veloce e raggiungere più in alto. Può quindi raggiungere pentole e bevande calde, tirare una tovaglia, avvicinarsi a stufe e camini. Ne conseguono, ben descritti dalla letteratura, traumi, ustioni, avvelenamenti e annegamenti. 
  • altri incidenti: è possibile anche il ribaltamento del girello, l’intrappolamento delle dita o altre lesioni legate alla struttura e agli ostacoli presenti nell’ambiente. 
Attenzione per altro che la supervisione non elimina il rischio. “Lo uso soltanto quando sono accanto a lui” purtroppo non è sufficiente per scongiurare il pericolo di traumi, cadute e incidenti. Secondo The American Academy of Pediatrics, infatti, un bambino con il girello può percorrere oltre 90 centimetri in circa un secondo e molti incidenti avvengono proprio mentre un adulto è presente.  Anche cancelletti e dispositivi di sicurezza non hanno dimostrato di eliminare completamente il rischio. 
 
Occorre poi sfatare il mito che il girello insegni a camminare: muoversi con un girello non significa esercitarsi nel cammino autonomo. Alcuni studi hanno persino osservato un’associazione tra uso intenso del girello e acquisizione più tardiva di alcune competenze motorie. Una revisione sistematica, tuttavia, ha rilevato risultati discordanti e una qualità complessiva delle evidenze insufficiente per concludere con certezza che il girello provochi un ritardo motorio. 
 
La conclusione della pediatra: non possiamo affermare che ogni bambino che utilizza il girello avrà un ritardo motorio, ma possiamo affermare che il girello non ha dimostrato di farlo camminare prima. E, soprattutto, il suo impiego espone il bambino a rischi evitabili.
 

Cosa serve allo sviluppo motorio 

La pediatra conferma che non esiste un dispositivo che possa “insegnare” a un bambino sano a camminare. Quello che invece i genitori possono fare è creare un ambiente sicuro nel quale il piccolo possa sperimentare autonomamente il movimento.
 
Gioco libero a terra, possibilità di cambiare posizione, raggiungere gli oggetti, sollevarsi quando è pronto, trovare appoggi stabili, provare, perdere l’equilibrio e riprovare sono esperienze molto più importanti di qualsiasi ausilio per lo sviluppo motorio
 
 
 
 
 

In breve

Box, bretelle e girello non fanno camminare prima il bambino. Per ognuno occorre valutare pro e contro. Sì al box come spazio sicuro temporaneo, no come luogo nel quale trascorrere molte ore della giornata. Le bretelle possono essere utilizzate occasionalmente per ragioni di sicurezza, senza tirare il bambino e senza sostituire la supervisione dell’adulto. Da evitare il girello perché può mettere in pericolo il piccolo.

 

Fonti / Bibliografia

  • Child growth standardsThis web site presents the WHO Child Growth Standards. These standards were developed using data collected in the WHO Multicentre Growth Reference Study. The site presents documentation on how the physical growth curves and motor milestone windows of achievement were developed as well as application tools to support implementation of the standards.
  • Baby Walkers: A Dangerous Choice - HealthyChildren.orgat-home~American Academy of Pediatrics (AAP) warns parents of the dangers of baby walkers.
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