Perché cantare ai bambini stimola capacità cognitive

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 31/10/2018 Aggiornato il 06/11/2018

Cantare ai bambini, ma anche far loro ascoltare filastrocche e musica di vari tipi, aiuta lo sviluppo intellettivo ed emotivo

Perché cantare ai bambini stimola capacità cognitive

Un gruppo di esperti in tutta Italia si sono riuniti in rete per promuovere esperienze musicali precoci per uno sviluppo migliore del bambino. Questo programma mira a sfruttare i benefici della musica, soprattutto sui bimbi più piccoli, perché è ormai provato da vari studi che cantare ai bambini filastrocche e canzoncine stimola capacità cognitive. Si intitola “Nati per la musica” e vede l’impegno dell’Associazione culturale pediatri, in collaborazione con il Centro per la salute del bambino onlus e la Società italiana per l’educazione musicale, e con il patrocinio del ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Già nel pancione

Le ricerche scientifiche, infatti, dimostrano che i bambini nella fascia da 0 a 3 anni hanno competenze musicali e la musica viene appresa precocemente e spontaneamente, ancor prima della nascita. Fino a partire dal sesto-settimo mese di gravidanza, il feto riesce a cogliere gli stimoli provenienti dall’esterno e, in particolare, può distinguere la voce della mamma. Il suono, quindi, è la prima forma di comunicazione che riesce a raggiungere il bambino e attraverso la quale il piccolo impara a interagire con l’ambiente circostante.

Un forte potere rilassante

È proprio con l’ascolto della musica e delle parole, durante e dopo la gravidanza, che il bebè impara lentamente la lingua materna. Inoltre, cantare per il piccolo di casa filastrocche e canzoncine e fare musica insieme aiuta a costruire il legame affettivo con i genitori ed è fonte di benessere. Non a caso, per calmare un bambino e indurlo al sonno, da tutte le mamme del mondo intonano una dolce melodia come ninna nanna.

Importante per la crescita

I primi anni di vita, anzi, per la precisione i primi 1.000 giorni di vita, secondo quanto affermano gli scienziati, sono preziosi per la crescita dei bambini: il loro cervello è molto plastico e, quindi, estremamente ricettivo. Più viene stimolato, anche attraverso filastrocche e canzoncine, e più se ne vedranno gli effetti positivi durante la crescita. Trascorso questo intervallo di tempo, diventa meno automatico imparare cose nuove. È comprovato da diversi studi scientifici che la musica stimola l’attenzione, la memoria, l’apprendimento, il linguaggio, la creatività, le emozioni e anche l’intelligenza sociale. Proprio per questo motivo è fondamentale che pediatri, musicisti, educatori musicali e gli altri operatori che si occupano della cura del bambino e della famiglia sin dalla gravidanza, si uniscano per sensibilizzare e sostenere i genitori nel percorso della crescita, anche dal punto di vista musicale. Secondo i promotori dell’iniziativa “Nati per la musica”, infatti, è indispensabile promuovere l’uso di buone e precoci pratiche musicali, sia in famiglia sia a scuola in modo che la musica diventi così una ricchezza comune.

 
 

DA SAPERE

NATI PER LA MUSICA

“Nati per la musica” è un programma promosso da pediatri e studiosi per introdurre la melodia fin nella primissima infanzia. Infatti, gli studi dimostrano che la musica è molto utile per la crescita cognitiva del bambino, fin da quando è nel ventre materno, e stimola creatività e apprendimento. 

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