Svezzamento e allattamento non influenzano la celiachia

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 18/12/2014 Aggiornato il 18/12/2014

Non sarebbe più così importante definire il momento in cui introdurre il glutine durante lo svezzamento perché non condizionerebbe l’eventuale manifestazione della celiachia

Svezzamento e allattamento non influenzano la celiachia

Il momento in cui viene introdotto il glutine non influenza la probabilità che si manifesti la celiachia. E non solo: l’allattamento al seno non è così protettivo! Parola di un recente studio italiano finanziato dall’Associazione Italiana Celiachia e pubblicato sul NewEngland Journal of Medicine.

Glutine: prima o dopo?

Questo studio è nato dall’esigenza di voler far chiarezza su un tema molto controverso: negli ultimi anni, infatti, alcune ricerche hanno suggerito che il momento migliore per introdurre alimenti contenenti glutine fosse tra i 4 e i 6 mesi di vita del bambino; secondo altri studi, invece, sarebbe preferibile ritardare l’introduzione del glutine, soprattutto se il bimbo ha una familiarità di celiachia.

Lo studio di 700 bambini in 20 centri italiani

Alcuni bambini hanno introdotto il glutine a 6 mesi, altri a 12 mesi. Tutti sono stati seguiti per 10 anni, per capire se vi fosse correlazione tra la comparsa della celiachia e le modalità di allattamento e svezzamento. Spiega il dottor Catassi, pediatra dell’Università Politecnica delle Marche di Ancona e presidente della Società Italiana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica: “il risultato è stato chiaro: il momento di introduzione del glutine non influenza in alcun modo il rischio successivo di celiachia. Neppure l’allattamento è protettivo: chi non riesce a farlo per i più diversi motivi non deve sentirsi in colpa. L’unica differenza l’abbiamo osservata nei bambini “ad alto rischio” di celiachia, ovvero nei piccoli che possiedono due copie del gene HLA-DQ2 e che per questo hanno il doppio di probabilità di ammalarsi. In questi bimbi, aspettare fino al compimento dell’anno di vita prima di introdurre il glutine sembra avere almeno in parte un effetto protettivo, da riconfermare con indagini focalizzate”.

I bambini più a rischio

Sono quei bambini che hanno nel corredo genetico due copie del gene incriminato, che predispone moltissimo all’intolleranza al glutine. In questi bambini la celiachia compare ben presto: nell’80% dei casi entro i primi 3 anni di vita, nella quasi totalità entro 5 anni.

Un test di screening alla nascita

Per questo sarebbe opportuno fare uno screening genetico precoce, per esempio predisponendo un test alla nascita per individuare chi possiede due copie del gene “incriminato”. In caso di positività si potrebbero intraprendere strategie preventive come introdurre il glutine più tardivamente nella dieta del bambino oppure una vaccinazione anti-rotavirus, un’infezione che sembra aumentare il pericolo di celiachia. All’età delle scuole dell’obbligo questi bambini sarebbero i candidati ideali per lo screening vero e proprio con test sul sangue o sulla saliva e dosaggio degli auto-anticorpi tipici della celiachia. Così si potrebbe diagnosticarla presto ed evitarne le conseguenze negative sulla crescita.

La celiachia in Italia

È una patologia che interessa circa l’1% della popolazione, ma in Italia, a fronte dei 600 mila casi stimati, solo 150 mila sono stati diagnosticati. Per questo motivo, proponendo uno screening a tappeto su tutti i bambini in età scolare, si potrebbero ridurre i rischi da mancata diagnosi (anemia, arresto della crescita, alterazioni dello smalto dei denti, riduzione della muscolatura). Tuttavia, lo studio del dottor Catassi dimostrerebbe che la scelta più conveniente sarebbe fare uno screening solo ai bambini ad alto rischio individuati alla nascita con un test genetico semplicissimo. 

In breve

DOVE SI TROVA IL GLUTINE

Il glutine è presente in quasi tutti i cereali e in molti prodotti di lavorazione industriale, oltre che in alcuni farmaci e integratori.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Menopausa: quali alimenti per l’energia e il buon umore?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita.   »

Ecografia transvaginale: potrebbe causare un aborto?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

L'ecografia transvaginale può risultare più o meno fastidiosa a seconda di come viene maneggiata dal medico, tuttavia in nessun caso può provocare un vero danno.   »

Difficoltà ad avere un secondo figlio

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Sono tanti i fattori che possono essere di ostacolo alla possibilità di avviare una seconda gravidanza e tra questi ci sono lo stress prolungato e un peso corporeo dell'aspirante mamma che si discosta molto, per eccesso o per difetto, da quello ideale.   »

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti