Visita ortopedica in età pediatrica: quali segnali monitorare e quando farla

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 11/09/2026 Aggiornato il 11/09/2026

Dietro segnalazione di un dubbio da parte del pediatra, se il bambino avverte dolore, cammina in modo strano o ha le spalle ad altezza diverse. I momenti migliori sono intorno all’anno-anno e mezzo e in età della crescita.

Visita ortopedica in età pediatrica: quali segnali monitorare e quando farla

La visita ortopedica è un momento importante nella crescita del bambino, che integra e approfondisce eventuali dubbi in merito allo sviluppo osteo-muscolare del piccolo, avanzati dal pediatra. Individuare precocemente problemi come anomalie della colonna vertebrale o dell’arco plantare, significa curarli per tempo con meno fastidi e con migliori risultati.

I problemi più comuni sono scoliosi, ginocchia a X e piede piatto. Un tempo si affrontavano solo quando la crescita era avanzata e spesso si doveva ricorrere a sistemi dolorosi come il busto o l’intervento chirurgico. Oggi, gli esperti raccomandano di sottoporre a controlli ortopedici regolari i bambini, in coincidenza con la ripresa delle attività scolastiche e sportive.

Scopri qui se tuo figlio ha la scoliosi

I segnali da monitorare

Fin dalla nascita e, successivamente, durante i controlli del pediatra, viene valutato anche l’aspetto ortopedico della crescita del bambino. Anche i genitori, però, che vivono il bambino nella quotidianità, hanno il dovere di rilevare eventuali anomalie nella camminata o nella postura, riferendole al pediatra.

Mamma, papà e in generale i famigliari dovrebbero:

  • osservare come il figlio cammina, anche controllando il modo in cui si consumano le suole delle scarpe (se in modo uniforme oppure maggiormente dal lato interno o esterno)
  • non sottovalutare eventuali dolori alla schiena o alle ginocchia lamentate dal bambino. Potrebbero essere dolori della crescita ma anche segnale di un problema ortopedico
  • fare caso alla posizione delle gambe, se sono arcuate o, al contrario, a X per problemi alle ginocchia
  • approfondire la tendenza del bambino a camminare in modo particolare, per esempio sulla punta dei piedi.

Ogni dubbio va discusso con il pediatra, che potrà prescrivere esami specifici (per esempio una radiografia della colonna vertebrale) oppure suggerire ai genitori una visita presso un ortopedico pediatrico.

I dubbi più comuni dei genitori

Sono proprio i genitori ad accorgersi di eventuali difetti di postura o di camminata che sono riferibili a un problema di tipo ortopedico. I timori più diffusi riguardano la colonna vertebrale (soprattutto la scoliosi), le ginocchia e la pianta dei piedi.

La scoliosi è una condizione che colpisce due ragazzini su 100 in adolescenza. Provoca una curva della colonna vertebrale, più o meno accentuata, a destra oppure a sinistra, a diversi livelli di serietà. Solo in rari casi provoca dolore e se non è molto accentuata spesso non viene nemmeno notata dai genitori, per essere rilevata per la prima volta proprio dal pediatra. Se rilevata in tempo può essere risolta solo con un programma di fisioterapia ed esercizi specifici.

Molto diffuso è il piede piatto, una particolare conformazione della pianta del piede che, invece di essere normalmente arcuata, è quasi completamente piatta. Può essere causata da debolezza ereditaria nei legamenti del piede, scarso sviluppo delle ossa del tarso, mancanza di una tempestiva correzione di difetti del piede durante l’età pediatrica. Può provocare sensazione di peso e stanchezza alle gambe, dolori al tallone e alla pianta del piede soprattutto durante l’attività sportiva. Si affronta con l’uso di plantari specifici.

Il ginocchio valgo, cioè le “gambe a X”, è una deviazione angolare delle gambe che quasi sempre si corregge spontaneamente entro il settimo anno di vita. Qualche volta l’anomalia persiste fino all’età adulta soprattutto quando il valgismo del ginocchio si accompagna con il piede piatto. In questo caso occorre affidarsi ad un programma di fisioterapia a misura di bambino, prima che tali anomalie diventino troppo accentuate da richiedere, con la crescita, interventi più importanti come l’utilizzo di plantari, o addirittura interventi chirurgici.

Quando andare dall’ortopedico pediatrico

Il pediatra ha quindi un ruolo fondamentale per individuare difetti ortopedici che possono sfuggire ai genitori. Lui stesso può però suggerire, in caso di dubbio o di un problema importante, una visita dall’ortopedico pediatrico, lo specialista della struttura osteo-muscolare dei bambini, per una valutazione più approfondita e per l’indicazione di come affrontare il problema, con fisioterapia, plantari, esercizi di ginnastica.

La visita dall’ortopedico pediatrico si effettua quindi dietro suggerimento del pediatra in seguito a un dubbio o a una necessità di approfondimento, a qualsiasi età, oppure in occasione di momenti delicati dello sviluppo muscolo-scheletrico del bambino.

Un primo controllo specialistico può avvenire subito dopo la nascita o comunque nei primi mesi di vita, quando il neonatologo in clinica oppure il pediatra del bambino si accorgono di condizioni come la displasia dell’anca, il piede torto oppure il torcicollo miogeno. Si tratta di difetti del sistema muscolo-scheletrico presenti alla nascita che richiedono un percorso specifico, da stabilire insieme all’ortopedico pediatrico insieme ad altri specialisti.

Un altro momento importante è tra i 10 e i 18 mesi, un momento in cui il bambino va incontro a un rapido sviluppo psicomotorio. Impara a camminare in modo sempre più autonomo e affina i movimenti di precisione. In questa fase, se il pediatra rileva anomalie nella camminata o nel movimento anche facendo riferimento alle tabelle di crescita, può suggerire una visita specialistica dall’ortopedico pediatrico.

Anche tra l’età scolare (6 anni) e prima della pubertà (10-11 anni) è un periodo giusto per effettuare una visita ortopedica pediatrica.

In questa fase, il bambino cresce molto rapidamente in statura e anche il peso, la colonna vertebrale si allunga e anche le ossa di gambe e braccia. Le articolazioni devono reggere la struttura di un organismo che sta cambiando profondamente ed è bene quindi che uno specialista, oltre che il pediatra, controlli che tutto sta procedendo in modo regolare.

Andatura incerta, dolori ricorrenti, zoppia, ginocchia troppo lontane o che tendono a toccarsi, scapole sporgenti, anche e spalle ad altezza asimmetrica non devono essere considerati sintomi passeggeri ma sottoposti ad accertamenti.

Come si svolge la visita ortopedica per bambini e come preparare il piccolo

Durante il controlli, l’ortopedico:

  • esegue una accurata anamnesi informandosi sui progressi di crescita, sullo stile di vita del bambino, sulla presenza di eventuali malattie muscolo-scheletriche presenti in famiglia
  • confronta i dati riferiti dai genitori con le tabelle di crescita in peso e altezza (i percentili) e con le tappe di sviluppo psicomotorio dell’età del bimbo
  • se il bambino sa già camminare, lo osserva durante il movimento per controllare l’andatura, la posizione delle anche, l’altezza delle spalle, le ginocchia
  • effettua un controllo alla schiena, in posizione eretta e chiedendo al bambino di portare in busto in avanti, osservando la linea che segue la colonna vertebrale e visita con attenzione l’arco plantare
  • valuta il tono muscolare e i riflessi nervosi
  • può utilizzare anche strumenti particolari, per esempio pedane collegate a software per valutare il corretto appoggio del piede.

Quando ci si reca alla visita ortopedica, è importante portare con sé l’eventuale documentazione medica di cui si dispone, per esempio relazioni scritte del pediatra, radiografie e così via.

Inoltre bisogna provvedere a tranquillizzare il bambino, spiegandogli per bene cosa significa fare una visita specialistica e fargli capire l’importanza dei controlli che man mano risulteranno sempre più fondamentali per la crescita.

Prevenzione e sport: il ruolo della postura nello sviluppo motorio

Tra attività sportiva e corretto sviluppo psicomotorio esiste infatti un rapporto importante a doppio senso: se è vero che la pratica dello sport e il movimento regolare e adatto all’età aiutano la crescita armoniosa, è altrettanto vero che la postura corretta e l’assenza di problemi muscolo-scheletrici sono la base per la pratica dello sport.

La postura giusta del corpo, della colonna vertebrale, l’assenza di difetti (o la loro correzione) a piedi e ginocchia assicurano movimenti armoniosi, controllo dell’equilibrio e gesti tecnici mirati ed efficaci.

Fare sport con un giusto assetto riduce la fatica e aumenta il tono muscolare, mentre l’assetto postura scorretto aumenta lo sforzo e limita il miglioramento.

Il parre dell’ortopedico pediatrico può aiutare anche in questa direzione: correggere le anomalie muscolari e scheletriche con plantari, esercizi mirati, fisioterapia e aiutare a trovare la postura corretta.

L’impegno va continuato anche a casa, limitando le ore trascorse davanti a smartphone e schermi, impostando una seduta corretta a scuola e a casa nello svolgimento dei compiti, promuovendo l’attività fisica quotidiana attraverso il gioco libero e la strada a piedi.

Va poi scelto lo sport adatto a un bambino che deve essere in grado di favorire uno sviluppo simmetrico dei due lati del corpo, deve coinvolgere e divertire. Solo così il bambino ne trarrà beneficio.

Leggi il nostro approfondimento su come scegliere lo sport in base all’età di tuo figlio

 

 
 
 

In breve

Con la visita ortopedica pediatrica è possibile individuare o escludere problemi muscolo-scheletrici e posturali, per assicurare al bambino un armonioso sviluppo fisico e la possibilità di praticare sport nel modo corretto.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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