Vocalizzi dei bambini: i bebè li imitano per imparare a parlare
A cura di “La Redazione”Pubblicato il 06/06/2019Aggiornato il 10/06/2019
Parlare ai piccoli serve ma sembra che i bebè siano attratti soprattutto dai vocalizzi dei bambini loro coetanei, perché riconoscono suoni simili ai propri
I bimbi piccoli sono attratti dai vocalizzi dei bambini come se fossero consapevoli di essere capaci di riprodurre gli stessi suon. Quindi va sempre bene parlare ai bimbi per stimolarli a parlare e ad apprendere il linguaggio, ma non è grazie a questo stimolo ricevuto dai genitori che i piccoli imparano a parlare. Secondo una ricerca canadese pubblicata dalla McGill University e della Université du Québec di Montreal sulla rivista Developmental Science, i bebè apprendono il linguaggio imitando i vocalizzi dei bambini.
A 4-6 mesi
Gli studiosi sono giunti alle loro conclusioni dopo avere condotto degli esperimenti su un gruppo di bambini di età compresa tra 4 e 6 mesi, cui hanno fatto ascoltare due registrazioni, una di voce di donna adulta, l’altra di vocalizzi dei bambini. Durante l’ascolto gli studiosi hanno misurato per quanto tempo ciascuna registrazione “catturava” l’attenzione dei neonati, scoprendo così che i piccoli risultavano molto più interessati ad ascoltare i suoni dei loro coetanei, sia in termini di tempo dedicato all’ascolto (40% in più), sia in termini di coinvolgimento (muovendo la bocca e sorridendo).
Esercitare le corde vocali
I piccoli partecipanti allo studio, secondo gli autori, erano più attratti dai vocalizzi dei bambini perché era come se si rendessero conto che anche loro sarebbero stati capaci di riprodurre quei suoni. “A differenza degli adulti che usano il linguaggio per comunicare, i bimbi piccoli spesso producono suoni più per sperimentare che per interagire, tanto è vero che tendono a emettere vocalizzi soprattutto quando sono soli, senza interagire con nessuno. Per imparare a parlare i bambini hanno bisogno di esercitare per molto tempo la bocca e le corde vocali, al fine di capire quali suoni sono in grado di riprodurre”.
Da sapere!
Secondo uno studio britannico della University of Cambridge, quando un bimbo di pochi mesi risponde alle parole dell’adulto con dei vocalizzi si crea una sincronia cerebrale tra adulto e bimbo che facilita il trasferimento di informazioni durante i primissimi tentativi di apprendimento e comunicazione del neonato
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada. »
In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene. »
Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox. »
Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio. »
Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione. »
Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità. »