Aerosolterapia: la sai fare bene?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 21/12/2018 Aggiornato il 21/12/2018

È una terapia che apporta tanti benefici e può essere eseguita con e senza farmaci. L’importante, però, è farla nel modo corretto, soprattutto ai bambini, e con i giusti accessori

Aerosolterapia: la sai fare bene?

L’aerosol è una sospensione nell’aria di particelle solide o liquide di sostanze medicamentose e non (per esempio soluzioni saline fisiologiche e ipertoniche). La terapia che ne fa uso viene comunemente definita aerosolterapia. Il pediatra prescrive spesso la terapia per via inalatoria e sovente con un nebulizzatore. Si tratta di una terapia con caratteristiche peculiari (per questo non sostituibile con altre) che consente di portare il farmaco e le soluzioni saline esattamente dove serve e soltanto lì.

5 vantaggi

1. Permette il rilascio del farmaco direttamente sull’organo interessato.
2. Consente di diminuire le dosi del farmaco utilizzato mantenendo, però, la medesima efficacia di azione.
3. Ha un’azione più rapida rispetto alla somministrazione per via orale.
4. Diminuisce gli effetti collaterali del farmaco legati alla somministrazione per via orale.
5. Non richiede la collaborazione del paziente, per questo particolarmente indicata nei bambini.

Funziona così

I nebulizzatori devono rispondere ad alcune condizioni ben conosciute. Senza entrare in tecnicismi, è sufficiente sapere che le particelle nebulizzate dall’apparecchio sono in grado di raggiungere e depositarsi a livello delle vie aeree più periferiche (polmoni) se hanno una dimensione compresa tra 0,5 e 5 micron (MMAD, diametro mediano aerodinamico di massa), mentre particelle di dimensioni maggiori si depositano nelle vie aeree superiori.

Due diversi tipi di nebulizzatori

– a ultrasuoni
– a compressore/pneumatici
Gli apparecchi per aerosol a compressore offrono l’importante vantaggio di erogare efficacemente prodotti sia in soluzione sia in sospensione. Sono apparecchi facili da usare, che richiedono solo una respirazione semplice e normale, senza trattenere il respiro.

Guida alla scelta

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Al momento dell’acquisto, il consiglio è quello di optare per un apparecchio facile da usare, resistente anche in mano a un bimbo e che permetta l’erogazione di tutti i farmaci normalmente prescritti per l’aerosolterapia.
È fondamentale, poi, porre attenzione agli accessori, dando la preferenza a: ampolle di ultima generazione, con sistema valvolare per limitare la dispersione della nebulizzazione, mascherine che si adattino bene alle dimensioni del viso ed erogatori adatti per il nasino (per le alte vie è interessante l’utilizzo della doccia nasale, uno speciale dispositivo sia per il lavaggio sia per il trattamento in caso di sinusiti e riniti). È importante ricordare di igienizzare dopo l’uso tutti gli accessori e conservarli sempre puliti.

Come usare gli accessori

Il boccaglio è lo strumento più indicato per raggiungere le basse vie aeree. La mascherina, invece, perfetta per trattare contemporaneamente le alte e le basse vie respiratorie, permette di inalare la maggior quantità possibile di farmaco ed è particolarmente utile nei pazienti poco collaborativi come i bambini piccoli. Durante la nebulizzazione la mascherina deve aderire perfettamente al viso: se si tiene anche solo a mezzo centimetro di distanza, si disperde quasi il 90% del farmaco, azzerando l’efficacia della terapia.

Le attenzioni nei bambini

Il bambino dovrebbe respirare con la bocca aperta, perché lingua e denti occupano in proporzione molto più spazio rispetto a un adulto e se la bocca non è ben aperta, il farmaco rischia di bloccarsi lì dove non serve. Sebbene alcuni sostengano che il pianto spalanchi i polmoni, in verità l’ideale sarebbe che, durante la terapia, il bambino non piangesse, dal momento che i bimbi hanno un modo di respirare e singhiozzare convulso che non permette al farmaco di arrivare ai polmoni. Si sconsiglia poi di fare l’aerosol mentre il bambino dorme visto che nel sonno la bocca è generalmente chiusa e il respiro molto superficiale per cui il farmaco non penetra nei polmoni. Il ciuccio è, naturalmente, da evitare durante la somministrazione dell’aerosol.

 

DA SAPERE

DISTRARRE SÌ, MA SENZA MUOVERE LA MASCHERINA

Per alcuni bambini fare l’aerosol è una tortura. Altri, invece, lo accettano facilmente e bastano poche coccole per tranquillizzarli. È bene abituare sin da subito i piccoli a fare l’aerosol, cercando di distrarli in qualunque modo (lettura di fiabe, cartoni animati, tablet…). Ciò che conta è non cedere alla tentazione di usare la mascherina in modo scorretto pur di venire loro incontro. L’uso sbagliato degli accessori, infatti, riduce notevolmente i benefici della terapia.

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