Coronavirus: 10 consigli per spiegarlo ai bambini

Elisa Carcano A cura di Elisa Carcano Pubblicato il 27/02/2020 Aggiornato il 27/02/2020

Spesso la paura fa più male della malattia e può essere altamente contagiosa. Per questo Save the Children, da sempre in prima linea per migliorare la vita dei bambini, ha steso questo vademecum per parlare di coronavirus ai bambini e ai ragazzi nel modo più corretto, per informarli senza spaventarli

Coronavirus: 10 consigli per spiegarlo ai bambini

Il coronavirus è entrato prepotentemente nelle nostre vite, costringendoci a improvvisi cambiamenti e adattamenti. E questo non riguarda solo gli adulti, ma anche i bambini che – dai più piccoli ai più grandi – hanno visto da un giorno all’altro modificate le proprie abitudini. A cominciare dall’assenza forzata dalla scuola o dall’asilo, per i più piccoli, alla sospensione di tutte le attività extrascolastiche: gite, ma anche lo sport e i corsi di vario genere, dall’inglese alla musica. Inevitabile che tutto questo generi in loro sentimenti di disorientamento e paura, più o meno espressi. E sta a noi adulti rapportarci a loro nel modo più corretto per spiegare cosa sta succedendo. Save The Children, da sempre in prima linea per migliorare la vita dei bambini, ha messo a punto uno speciale vademecum per aiutare i genitori e gli adulti ad affrontare – e dissipare – le preoccupazioni dei più piccoli.

ASCOLTARE 

L’ascolto dei bambini è il primo passo per comprendere quale sia il loro stato emotivo, supportare emotivamente e psicologicamente i bambini e ragazzi vuol dire prima di tutto stargli vicino accogliendo le loro preoccupazioni e le loro paure. È fondamentale capire i bisogni per poter dare risposte adeguate alle loro richieste.

FORNIRE INFORMAZIONI SEMPLICI E CHIARE 

Dire la verità nel modo più semplice è sempre la cosa migliore da fare. Per farlo al meglio ciascun adulto può fare riferimento a fonti ufficiali, come ad esempio il Ministero della salute. Dare le informazioni con un linguaggio semplice e adatto alla loro età è il modo migliore per tranquillizzarli e facilitare la comprensione di ciò che sta accadendo intorno a loro.

NO ALLA SOVRAESPOSIZIONE ALLE INFORMAZIONI 

Evitare di far trascorrere troppo tempo davanti ai media e ai social media, per non amplificare la confusione rispetto a ciò che vedono e ascoltano. L’eccessiva esposizione rischia inoltre di essere controproducente e innescare meccanismi di rifiuto o di minimizzazione eccessiva della situazione.  Continuare a mostrare immagini di ospedali, mascherine e il costante aggiornamento del numero dei contagi e delle morti, non può che incrementare fantasie e pensieri negativi.

RASSICURARLI SULLE MISURE DI PROTEZIONE ADOTTATE 

Spiegare ai bambini che gli adulti e soprattutto le istituzioni stanno facendo di tutto per proteggere loro e le persone che gli sono vicine. È essenziale far comprendere a bambini e ragazzi che i comportamenti preventivi come la chiusura delle scuole in alcune regioni italiane, la sospensione delle gite scolastiche e di alcune attività aggregative in tutto il territorio nazionale, sono misure necessarie per avere maggiore controllo e garantire alla popolazione una protezione adeguata.

APPROFONDIRE LA CONOSCENZA 

Proporre momenti di approfondimento, anche attraverso il gioco, per studiare i temi scientifici legati alle caratteristiche del virus aiuterà i bambini e ragazzi a sentirsi più consapevoli e comprendere maggiormente anche le indicazioni dei comportamenti da adottare che sono state indicate dalle autorità sanitarie.

ESSERE DA ESEMPIO 

I primi a dover seguire i comportamenti corretti devono essere gli adulti: è fondamentale essere attenti ad esprimere le proprie emozioni negative di fronte ai bambini e ragazzi, che potrebbero essere influenzati dagli adulti che li circondano.  È inoltre fondamentale che siano proprio gli adulti a seguire con scrupolo le regole e i comportamenti indicati dalle istituzioni competenti, coinvolgendo i bambini a fare altrettanto.

MANTENERE LA QUOTIDIANITÀ 

Non cambiare i propri comportamenti e le proprie abitudini, se non richiesto dalle autorità competenti, è importante per non creare ulteriori fonti di ansia e stress. Per coloro che si trovano invece in condizione di non poter andare a scuola o frequentare le normali attività ricreative a cui erano abituati, è importante mantenere un senso di normalità attraverso il gioco e lo studio anche in casa.

NON DISCRIMINARE

Evitare comportamenti o affermazioni che siano discriminatorie nei confronti dei contagiati o delle persone che provengono da una determinata area geografica. Anche in questo caso è necessario che gli adulti siano da esempio e siano capaci di spiegare ai bambini che commettono atti discriminatori, che si tratta di un comportamento sbagliato. Di fronte a un bambino che dovesse essere invece vittima di discriminazione è importante cercare di coinvolgere gli altri genitori, gli insegnanti e coloro che sono vicini al bambino, per non farlo sentire escluso, condividendo le informazioni corrette.

VALORIZZARE LE OPPORTUNITÀ CHE ARRIVANO DAI NUOVI MEDIA

Per ridurre il senso di isolamento, soprattutto laddove i bambini siano costretti in casa, le tecnologie digitali possono essere uno strumento utile alla socializzazione e all’apprendimento.  È però necessario che i genitori e gli adulti promuovano un utilizzo consapevole e corretto di questi strumenti da parte dei più piccoli.

PICCOLI GESTI CHE POSSONO FARE LA DIFFERENZA 

Trovare modalità nuove e divertenti per invogliare i bambini ad avere comportamenti corretti può aiutarli a rendere abituali dei piccoli gesti. A volte anche una semplice filastrocca può essere di aiuto per insegnare ai bambini che le mani vanno lavate per almeno 20 secondi, così come non mettersi le mani in bocca o starnutire nell’incavo del braccio. Un po’ alla volta queste piccole attenzioni, creando anche occasioni di divertimento, si trasformeranno in sane abitudini.

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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