Bambini che pretendono

Silvia Huen A cura di Silvia Huen - Direttore Pubblicato il 02/01/2026 Aggiornato il 02/01/2026

Per far capire a nostri figli che non si può solo chiedere ma bisogna anche dare, si può provare a organizzare il gioco dei buoni propositi, dove ciascuno si impegna a perseguire un proprio obiettivo utile per se stesso e per la famiglia.

Sono nati sotto il segno dei diritti e hanno iniziato fin da piccolissimi a ottenere subito ciò che volevano, anche perché spesso mamma e papà hanno addirittura prevenuto i loro desideri.

Poi, man mano che crescevano, hanno aumentato la portata delle richieste, magari usando a oltranza l’arma dell’insistenza e del capriccio, fino al raggiungimento di ciò che stava loro a cuore. E i genitori hanno fatto il possibile per assecondarli, cedendo a volte anche solo per sfinimento.

Più si ottiene, più si pretende

Ma così facendo si innesca un circolo vizioso in base al quale i bambini più ricevono e più pretendono, fino a quando inevitabilmente si arriva a un punto oltre il quale è impossibile andare. Non solo per l’irrealizzabilità della pretesa, ma anche per una questione di principio: soddisfare sistematicamente ogni desiderio annulla il piacere della conquista e dell’impegno che comporta, lasciando il diretto interessato sempre più demotivato e insoddisfatto.

Diritti, certo, ma anche doveri

Come comportarsi allora? Cambiando radicalmente atteggiamento (sempre meglio tardi che mai) e spiegando che non si può avere tutto e subito, perché ogni cosa ha un “prezzo” e per ottenerla ci vogliono tempo e fatica. In una parola, bisogna conquistarsela. Per far capire questo concetto possiamo iniziare a insegnare ai nostri figli quali sono i loro diritti per poi arrivare a parlare dei loro doveri.

Per esempio (in base alla Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia del 1989) i bambini hanno diritto ad avere salute, benessere, casa, protezione, alimentazione, gioco, educazione, istruzione, uguaglianza… Ma, proprio in virtù di questi sacrosanti diritti, hanno anche altrettanti doveri, doveri di cui molto spesso neppure i bambini stessi hanno consapevolezza.

Come si fa il gioco dei buoni propositi

Ecco che allora può essere d’aiuto impostare con loro il gioco dei buoni propositi per l’anno nuovo. Imparare a porsi dei facili obiettivi e riuscire a raggiungerli può riempire il bimbo di soddisfazione, oltre che aiutarlo a sviluppare autostima, consapevolezza e “maturità”, il tutto naturalmente in rapporto all’età.

Anche l’American Academy of Pediatrics suggerisce ai genitori di aiutare i piccoli a prefissarsi e poi impegnarsi a seguire i propri buoni propositi per  il 2026. In ogni caso è importante che siano proprio i bambini a scegliere i propositi da seguire, perché in questo caso saranno più motivati a ottenere risultati tangibili e di conseguenza a perseverare. Se però si sentono impacciati e non sanno da dove cominciare, i genitori possono offrire loro alcuni spunti a cui ispirarsi. Ecco alcuni esempi di piccoli obiettivi da attuare in base all’età.

Suggerimenti per i piccoli dai 3 ai 5 anni

  • ubbidire sempre ai genitori senza protestare
  • non fare capricci
  • rimettere a posto i giocattoli dopo averli usati o comunque tutte le sere prima di andare a letto
  • lavarsi i denti (o farsi aiutare a lavarli) dopo ogni pasto
  • lavarsi le mani (o farsi aiutare a lavarle) prima di mangiare o dopo essere andati in bagno
  • aiutare a sparecchiare la tavola (nei limiti delle proprie capacità)
  • non rifiutare le verdure
  • fare amicizia con i coetanei, soprattutto al nido e alla materna
  • rispettare gli animali
  • non litigare con i fratelli o gli altri bambini
  • attraversare la strada solo facendosi tenere per mano da un adulto
  • se si hanno dubbi o paure, confidarsi con mamma, papà o un insegnante

Proposte per i bambini dai 6 ai 12 anni

  • essere gentili con tutti, imparare a dire “per favore”, “grazie”, “scusa” e non parlare con un tono di voce irritato o aggressivo
  • cercare di fare amicizia con gli altri bambini
  • non fare capricci e non insistere se ci si sente rispondere di no
  • imparare a risparmiare mettendo le monetine nel salvadanaio
  • impegnarsi a effettuare e controllare la raccolta differenziata della famiglia
  • tenere in ordine la propria cameretta o comunque tenere in ordine le proprie cose (giocattoli, matite, scrivania, vestiti)
  • risparmiare energia elettrica spegnendo la luce quando si esce da una stanza
  • non sprecare l’acqua, ricordandosi, per esempio, di chiudere il rubinetto mentre ci si spazzolano i denti.
  • non buttare via il cibo rimasto nel piatto, riproponendosi di finirlo nel pasto successivo, perché il cibo è prezioso: noi ne abbiamo in abbondanza, ma altri non ne hanno a sufficienza
  • bere acqua anziché bibite dolci e frizzanti: non solo fa bene alla salute, ma riduce il rischio di aumentare troppo di peso
  • non dimenticare il casco quando si va in bicicletta, sullo skateboard o sugli sci
  • se si subiscono episodi di bullismo vincere la vergogna e confidarsi con i genitori o gli insegnanti
  • non condividere su internet i propri dati personali o quelli della scuola e non inviare foto a nessuno senza aver prima chiesto ai genitori
  • attenersi alle regole fissate dai genitori per limitare l’uso di internet e videogiochi
  • trovare il tempo necessario per leggere un libro.

Festeggiare i successi ottenuti

Per incentivare il proseguimento dei buoni propositi è consigliabile creare insieme al bambino (o ai bambini) una sorta di calendario dei buoni propositi, segnando di giorno in giorno i relativi successi e insuccessi, e poi fissare dei momenti di controllo per verificare se si sta procedendo bene e si ottengono gli obiettivi stabiliti.

Per esempio, un paio di volte al mese sarebbe utile fare il punto della situazione e, in caso di successo, gratificare il/i partecipante/i con i complimenti per lo sforso effettuato e per la buona volontà dimostrata, magari festeggiando insieme il piccolo traguardo raggiunto. Questo riconoscimento darà soddisfazione al piccolo e lo spronerà a perseverare.

Avere pazienza in caso di insuccesso

Se invece l’obiettivo non è stato raggiunto, si cercherà di spiegare che per ottenere qualcosa ci vuole impegno e fatica, proprio come succede a scuola e nello studio. Ma allo stesso tempo è importante trasmettere il concetto che non bisogna mai scoraggiarsi, perché sbagliare serve a imparare e, una volta che si è imparato, a non commettere più gli stessi errori.

Se il gioco dei propositi non ha funzionato, basta riprovare… Provando e riprovando, prima o poi si riesce a ottenere ciò che si vuole. Basta avere pazienza.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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