È giusto vietare in mensa il panino portato da casa?

Silvia Huen A cura di Silvia Huen - Direttore Pubblicato il 03/09/2019 Aggiornato il 03/09/2019

Il ritorno a scuola è imminente, ma non tutto sarà più come prima. Per lo meno per quanto riguarda la situazione mense. Ribaltando alcune sentenze precedenti, infatti, la Corte di Cassazione ha dichiarato che il panino portato da casa non è un diritto

Nessuno ormai ci pensava più. La possibilità degli scolari di portarsi un pasto da casa e di consumarlo nell’orario di mensa sembrava effettivamente un diritto acquisito. 

La questione era iniziata nel 2013, quando un gruppo di genitori di alunni della scuola dell’infanzia e di quella dell’obbligo di Torino aveva fatto causa al Comune e al ministero dell’Istruzione, sulla base di motivazioni importanti, quali il caro mensa e il giudizio negativo sulla qualità del servizio di refezione.

Respinta in primo grado nel 2014, la loro “pretesa” era stata accolta dalla Corte d’Appello di Torino nel 2016, dando il via a tutta una serie a macchia d’olio di “conquiste” analoghe in numerose altre città italiane. Sostenute tra l’altro anche da una sentenza del Consiglio di Stato, che nel 2018 aveva dato torto al Comune di Benevento che aveva vietato il pasto da casa. In quell’occasione, tra l’altro, si faceva anche notare la contraddizione palese tra vietare il pranzo da casa e permettere invece la merendina, anch’essa portata da casa…

Ma ora la sentenza della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune di Torino e del ministero dell’Istruzione bocciando il diritto di panino.

I motivi? Innazitutto perché non esiste un “diritto soggettivo perfetto e incondizionato all’autorefezione individuale nell’orario della mensa e nei locali scolastici” e poi perché il pasto da casa rappresenta una possibile “violazione dei principi di uguaglianza e di non discriminazione in base alle condizioni economiche, oltre che al diritto alla salute, tenuto conto dei rischi igienico sanitari di una refezione individuale e non controllata”.

Senza dimenticare l’importanza che il pasto in mensa costituisce per i bambini da punto di vista pedagogico, educativo, formativo, nonché di convivialità e socializzazione.

Queste in sintesi le ragioni dei giudici della Cassazione, condivise da molte autorità e dalla maggior parte dei genitori, vale a dire quelli a favore dell’istituzione mensa.

La nuova sentenza, comunque, pur essendo definitiva, non segna certo la fine della diatriba. Il principio di uguaglianza su cui si basa è inconfutabile, ideologicamente perfetto – non c’è dubbio -. Ma in pratica quale situazione si prospetta? Come si risolve il problema dei bambini di chi non può (o non vuole) pagare la mensa?

La voce degli scontenti si farà presto sentire. L’avvocato che li rappresenta, Giorgio Vecchione, ha già dichiarato che quella della Cassazione “è una sentenza che di fatto rende obbligatorio un servizio a pagamento (il servizio mensa) che invece per legge è facoltativo…”, un buon punto di partenza per una nuova protesta…

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Crisi di rabbia e urla in gravidanza: ci sono pericoli per il bambino?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Arrabbiarsi e urlare può capitare anche alle donne che aspettano un bambino: fortuna vuole che il liquido amniotico attutisca i suoni provenienti dall'esterno, proteggendo il feto da quello che all'esterno produce, invece, un forte impatto acustico.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Incinta a 42 anni: quali rischi?

20/03/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

È possibile che una gravidanza che inizia in età avanzata non vada a buon fine esclusivamente per questioni anagrafiche, ma lo è anche che tutto proceda per il meglio.  »

Fai la tua domanda agli specialisti