È proprio necessario sottoporre il piccolo al tampone?

Silvia Huen A cura di Silvia Huen - Direttore Pubblicato il 08/01/2021 Aggiornato il 08/01/2021

Si tratta di un test diagnostico che il pediatra prescrive quando sospetta che il bimbo abbia contratto il Coronavirus. Ma molti genitori si chiedono se non sia possibile evitarlo.

È proprio necessario sottoporre il piccolo al tampone?

I bambini piccoli – come ben sanno le mamme e i papà – si ammalano di continuo e in particolare durante la stagione fredda.

Passano dal raffreddore al mal di gola, dalla tosse all’otite e, appena sembrano guariti, ricominciano daccapo, magari con l’aggiunta di febbre più o meno elevata. Un po’ perché il loro sistema immunitario è ancora per così dire in rodaggio e un po’ anche perché, a differenza dei più grandi, non hanno l’obbligo della mascherina.

Quest’anno però il problema è molto più complicato a causa del rischio di Covid 19. Basta che il piccolo tossisca o abbia qualche linea di febbre che subito scatta il sospetto di Coronavirus, con annesso obbligo di tampone e quarantena precauzionale per lui e per la sua famiglia (oltre che per l’intera classe nel caso vada già scuola e risulti positivo al tampone). Una prassi necessaria, ma che certo non rende la vita facile in famiglia.

I genitori si chiedono anche se sia proprio necessario sottoporre il piccolo a una pratica invasiva e spiacevole come il tampone, se non esista qualche altra soluzione, se non sia meglio effettuare il test sierologico che comporta solo un piccolo prelievo di sangue…

Cerchiamo allora di chiarire quali sono le differenze tra i vari test a disposizione e quando vanno fatti.

Se il bambino manifesta sintomi come febbre, tosse, mal di gola e quindi c’è il sospetto che possa aver contratto il coronavirus, il pediatra prescrive il tampone.
Per il momento purtroppo non è ancora disponibile il test messo appunto di recente apposta per i piccoli, che consiste in un rullino di cotone come quelli dei dentisti e che va semplicemente tenuto in bocca per farlo impregnare di saliva. Questo test è infatti ancora in fase di sperimentazione.

Attualmente, quindi, il tampone classico, detto “molecolare”, resta il test di prima scelta ed è considerato il più attendibile per la diagnosi di Covid. Permette infatti di rilevare la presenza del Coronavirus mediante la ricerca del suo Rna, cioè del suo materiale genetico, contenuto nelle secrezioni prelevate dal naso e dalla gola.

Il tampone che si effettua ai bambini è in pratica uguale a quello degli adulti, anche se un po’ più piccolo, ma è il solo che possa dare un risultato (positivo o negativo) affidabile in un tempo relativamente limitato (24-48 ore).

Va precisato che esiste anche un altro tipo di tampone, detto “antigenico rapido”, che valuta gli antigeni del Coronavirus, cioè le proteine mediante le quali il virus infetta le cellule umane, ma si tratta di un test meno affidabile in quanto può dare luogo più facilmente a falsi negativi.

Quanto ai famosi “test sierologici”, non servono per diagnosticare la malattia, ma solo per sapere se la malattia è già stata contratta.

Si effettuano mediante un normale prelievo di sangue, che va poi analizzato in laboratorio, e permettono di valutare se l’organismo ha prodotto o no anticorpi (detti anche immunoglobuline) specifici contro il Sars-CoV-2 (il Coronavirus responsabile della sindrome Covid 19).

Se nel sangue sono presenti le immunoglobuline M (IgM), vuol dire che la malattia è stata contratta da poco (7-10 giorni prima) ed è ancora in corso. Se sono presenti le immunoglobuline G (IgG), significa che l’organismo ha contratto la malattia da più tempo (15-20 giorni) e che ha sviluppato gli anticorpi specifici (memoria immunologica) che lo proteggeranno in caso di reinfezione. La compresenza di IgM e IgG indica ovviamente un’infezione relativamente recente.

Due considerazioni sono opportune: innanzitutto l’assenza di IgM e IgG  non esclude la possibilità di un contatto avvenuto con il virus, ma in epoca ancora troppo recente per la comparsa dei primi anticorpi (IgM). In secondo luogo, fino a oggi non si sa ancora per quanto tempo possa durare questa immunità acquisita.

Esiste infine anche un “test sierologico rapido”, per il quale basta una semplice goccia di sangue prelevato con un pungidito, che dà una risposta immediata ma rileva la presenza di eventuali anticorpi solo in modo generico e non mirato.

Consulenza del dottor Piercarlo Salari, pediatra a Milano

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Crisi di rabbia e urla in gravidanza: ci sono pericoli per il bambino?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Arrabbiarsi e urlare può capitare anche alle donne che aspettano un bambino: fortuna vuole che il liquido amniotico attutisca i suoni provenienti dall'esterno, proteggendo il feto da quello che all'esterno produce, invece, un forte impatto acustico.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Incinta a 42 anni: quali rischi?

20/03/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

È possibile che una gravidanza che inizia in età avanzata non vada a buon fine esclusivamente per questioni anagrafiche, ma lo è anche che tutto proceda per il meglio.  »

Fai la tua domanda agli specialisti