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Succede abbastanza spesso che un bambino, una volta finite le vacanze estive, non voglia saperne di riprendere la scuola.
Succede nei più piccoli, nei più grandicelli e nei più grandi ancora, con manifestazioni diverse a seconda dell’età ma esprimendo in ogni caso un netto rifiuto di fronte al riproporsi della routine quotidiana.
D’impulso è normale pensare a un capriccio passeggero e non darci peso, ma poi ci si rende conto che dietro il rifiuto può esserci un vero e proprio disagio che è bene non sottovalutare.
Massima libertà durante le vacanze estive
L’importante è metterci nei panni del bimbo e cercare di guardare la situazione dal suo punto di vista, che oltretutto non è poi così diverso dal nostro.
Da quando è finita la scuola, durante tutta l’estate nostro figlio ha goduto di una libertà pressoché totale e comunque impensabile per il resto dell’anno: niente sveglia al mattino, in piedi quando si vuole, giochi e divertimento tutto il giorno, un continuo rimandare i compiti (tanto per farli c’è tempo), andare a letto più tardi, permettersi tanti piccoli strappi alla regola.
In vacanza insomma la vita di un bambino scorre dolcemente, con lentezza, senza costrizioni.
Naturale il rifiuto al rientro
Con il ritorno a scuola invece di colpo cambia tutto e subito. Sveglia prestissimo al mattino, poco tempo per prepararsi, colazione al volo e subito a scuola, dove bisogna stare tranquilli, attenti, disciplinati, dove non si può fare quello che si vuole ma ci si deve adeguare alle regole.
E non c’è solo l’obbligo della scuola, ci sono tanti altri impegni con scadenze da rispettare, come la lezione di danza o di pianoforte, il corso di nuoto o di tennis e tutte le altre possibili attività extrascolastiche. Tutto di colpo e subito: naturale che nostro figlio non voglia saperne di ricominciare.
Lo stress del cambio di routine
In ogni caso allo stress da rientro dei genitori, e delle mamme in particolare – che si trovano già di per sé a dover organizzare il cambio di routine di tutta la famiglia – si aggiunge lo stress da back to scool del bambino che complica ulteriormente il già precario funzionamento dell’ingranaggio degli impegni famigliari.
A questo proposito gli psicologi invitano i genitori a non lasciarsi sopraffare dall’ansia generata dal cumulo di lavoro e di urgenze da gestire, perché spesso è proprio questo eccesso di nervosismo a ricadere sui bambini e ad accentuare il loro disagio. Problema peraltro non facile da risolvere.
Il disagio del bimbo
In linea di massima i bambini esprimono il loro rifiuto con le parole, rinforzate talvolta dal pianto. In certi casi, però, assumono un atteggiamento inconsueto rispetto a quello abituale: appaiono svogliati, indifferenti, privi di interesse, come se di colpo avessero perso la loro carica di vivacità ed entusiasmo.
Oppure lamentano veri e propri disturbi fisici come mal di testa, nausea, vomito, febbretta, provocati dall’ansia del ritorno a scuola.
Il suggerimento dei pedagogisti è di non sottovalutare questo comportamento, non considerarlo un capriccio e non prendere in giro il piccolo, non criticarlo o, peggio, deriderlo, liquidandolo con frasi tipo: “Ma non farmi ridere, non avrai mica paura della maestra…”. Peggio ancora sarebbe punirlo.
Come affrontare il ritorno alla normalità
Gli esperti consigliano di ascoltare il bambino con empatia o comunque di capire il suo comportamento e cercare di aiutarlo con comprensione e pazienza, senza pretendere che ritrovi subito l’entusiasmo e la nostalgia della maestra e dei compagni di classe.
Gli si può spiegare, per esempio, che stare a casa il giorno dopo o quello successivo non servirebbe a risolvere il problema, ma solo a rimandarlo. Se il piccolo si sente sostenuto e capito farà meno fatica ad accettare un po’ per volta l’unica soluzione possibile, cioè il ritorno tra i banchi. In genere la situazione si normalizza spontaneamente nel giro di qualche giorno.
Procedere con calma
Pensare a una “ripresa flessibile”: è il suggerimento dei pedagogisti per permettere al bambino di entrare sì nel nuovo ordine di idee, ma un po’ per volta, senza la pretesa del tutto e subito. Mancano ormai pochi giorni alla riapertura delle scuole, ma può essere utile sfruttarli per impostare un ritorno graduale ai normali ritmi scolastici.
Anticipare un po’ ogni sera l’ora di andare a letto, e procedere di pari passo con la sveglia del mattino. Aumentare giorno per giorno la quantità di compiti da fare, ridurre poco a poco le ore dedicate al gioco, coinvolgere il piccolo nella scelta dello zainetto e degli accessori di cancelleria, ideare una sorta di conta alla rovescia del tempo che manca… Con la promessa di organizzare una bella festa al fatidico scoccare del primo giorno di scuola.
