Mamma, perché fanno la guerra?

Silvia Huen A cura di Silvia Huen Pubblicato il 14/04/2022 Aggiornato il 14/04/2022

Come rispondere alle domande che ci fanno i nostri bambini? Come spiegare loro la verità e allo stesso tempo trovare le parole giuste per rassicurarli? Ecco i suggerimenti della dottoressa Angela Raimo, neuropsichiatra infantile

È arrivata quasi all’improvviso, nessuno se l’aspettava, nemmeno i diretti interessati, vale a dire gli Ucraini, che, increduli, sono stati sorpresi dall’attacco nel bel mezzo della loro vita di tutti i giorni. In ogni caso avrebbe dovuto essere una guerra lampo, senza spargimento di sangue, e invece…

Da quasi due mesi le terribili immagini dell’immane tragedia del popolo ucraino continuano ininterrottamente a entrare nelle nostre case attraverso ogni mezzo di comunicazione sconvolgendo i nostri sentimenti, minando le nostre certezze e speranze, distruggendo la nostra apparente serenità, ma soprattutto mettendo in allarme i nostri bambini. Che ci fanno tante domande, alle quali cerchiamo di rispondere, ma senza sapere bene che cosa rispondere.

Sono numerosi i siti che parlano delle domande dei bambini sulla guerra, a cominciare da Emergency e da Save the children. Dicono che sarebbe bene parlare ai piccoli con un tono adeguato alla loro età, magari usando il linguaggio e le simbologie delle fiabe, senza lasciare trapelare la nostra angoscia, per non spaventarli ulteriormente… Dicono che comunque bisogna in ogni caso dire loro la verità, perché tanto la sanno già o la scoprirebbero da soli e si sentirebbero traditi se la realtà fosse stata loro nascosta…

Ma in pratica quali sono le parole giuste da usare? Come possiamo trasmettere ai piccoli la verità senza alimentare le loro paure, ma anzi rassicurandoli? Come evitare che restino turbati dalle immagini cruente della guerra? Abbiamo chiesto alla dottoressa Angela raimo, neuropsichiatra infantile, di orientarci in questo difficile e delicatissimo compito.

Bisogna spegnere la televisione quando inizia la trasmissione di notizie di guerra?

Non è necessario spegnere la televisione ogni volta che si parla di guerra. Non è corretto tenere il bambino all’oscuro della realtà, anche perché prima o poi ne verrebbe comunque a conoscenza, magari attraverso canali informativi estranei alla famiglia. E a quel punto si sentirebbe “imbrogliato”, tenuto all’oscuro… L’importante in ogni caso è però che il piccolo non si trovi mai da solo davanti alla notizia: la vicinanza della mamma o del papà è infatti fondamentale per poter rispondere ai suoi dubbi e alle sue domande in modo da spiegargli l’accaduto con parole adeguate all’età e alle circostanze, e aiutarlo a superare ogni forma di ansia o paura.

Come rispondere a domande tipo “Cosa è la guerra?” o “Perché c’è la guerra?”

Per sapere da dove cominciare, può essere molto utile capire che cosa il piccolo sa già o ha sentito dire, stimolando le sue domande e rispondendogli nel modo più chiaro e semplice possibile, rispiegandogli più e più volte l’accaduto, senza stancarsi.

Gli si può può dire che la guerra succede, per esempio, quando un Paese un po’ prepotente ha bisogno di un pezzo di terra in più per coltivarlo e dare da mangiare ai suoi abitanti, ma il Paese vicino, proprietario di quel terreno, ne ha bisogno anche lui e non intende affatto farselo rubare, e allora… Non è necessario entrare nei particolari, basta offrire al bambino una visione d’insieme il più possibile vicina alla realtà.

Inoltre gli si può spiegare che, nonostante la guerra appaia così cattiva e crudele, la maggior parte delle persone è buona e non la vuole. Non la vorrebbero neanche i soldati che la combattono… E c’è tanta gente generosa che sta aiutando chi è scappato in tempo dalle bombe e ha lasciato la sua casa e tutto quello che possedeva, e che ora non ha più niente tranne la vita e i propri bambini.

E se il piccolo chiede: “La guerra può venire anche qui? Possiamo morire anche noi?”

È di fondamentale importanza rassicurare il bambino sulla sua sorte e su quella dei suoi cari con affermazioni concrete e piene di convincimento come “Ma cosa dici mai? Qui la guerra non c’è e non arriverà. E tu stai tranquillo, sei al sicuro, ci siamo noi a proteggerti… E anche noi siamo al sicuro…” Viceversa, sono assolutamente da evitare tutte le frasi o le esclamazioni che esprimono angoscia e paura, tipo “Chissà cosa accadrà domani. Mi sa che non finirà qui, speriamo che non succeda di peggio”. Magari il bambino con coglierà il vero senso della frase, ma di sicuro assorbirà la sensazione d’ansia di cui è impregnata. E questo non farebbe che aumentare il suo disagio.

Il mio bambino appare particolarmente turbato dalla guerra: come aiutarlo?

Per aiutarlo a superare la sua angoscia, è consigliabile non solo stimolandolo al dialogo e alla confidenza, ma anche proporgli di raffigurare con un disegno su un foglio di carta quello che pensa della guerra. È noto infatti che esprimere le proprie emozioni con l’aiuto delle matite colorate aiuta il piccolo a esorcizzare le sue paure.

Per concludere, c’è un ulteriore messaggio importante da trasmettere al bambino. E cioè fargli capire che la guerra, per fortuna, non è un avvenimento frequente, che non dura per sempre, ma è destinata a finire, perché prima o poi i due “litiganti” trovano un accordo e fanno la pace. E che la pace è la cosa più bella della vita, anzi, di più, è la cosa che ci permette di vivere la vita.

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