Mio figlio è sempre malato

Silvia Huen A cura di Silvia Huen - Direttore Pubblicato il 09/10/2015 Aggiornato il 09/11/2015

Nella stagione fredda è molto facile che il bambino passi da una malattia all’altra suscitando grande preoccupazione nelle mamme e nei papà, che si domandano se si tratti di una cosa normale o se invece ci sia da preoccuparsi

Il piccolo non fa in tempo a guarire da un raffreddore o da una bronchite, ed ecco che subito si riammala, passando da un’otite a una faringite e poi di nuovo a un raffreddore e via di questo passo.Nei primi sei-sette anni di vita è naturale che un bambino vada incontro a questi problemi. I pediatri parlano infatti di “infezioni respiratorie ricorrenti”, che si manifestano da sei a otto volte nell’arco dell’anno.
Nella maggior parte dei casi queste malattie sono causate da virus e quindi destinate a passare da sole (le eventuali cure servono solo ad alleviare i sintomi). Gli antibiotici, che come noto sono inefficaci contro i virus, vengono prescritti soltanto se il pediatra sospetta la presenza di batteri.

Ma perché il bambino si ammala così facilmente? Per due motivi, anzi tre.

  1. Le sue difese sono ancora poco efficienti: l’unico modo che il piccolo ha per fortificare il suo sistema immunitario è proprio quello di ammalarsi e crearsi gli anticorpi contro quella specifica infezione.
  2. Il bimbo si trova ogni giorno a contatto diretto con gli altri bambini: al nido o a scuola l’infezione passa da uno all’altro con enorme facilità.
  3. L’inquinamento, come lo smog o il fumo passivo, irrita le vie respiratorie, indebolendole e quindi predisponendole all’attacco dei germi.

Ora, la domanda che tutti i genitori si fanno è: esiste la possibilità di evitare o almeno ridurre il rischio che il proprio figlio si ammali? Non è facile, ma ci si può provare, soprattutto se il bimbo è già grandicello, in grado cioè di recepire e mettere in pratica le raccomandazioni.

Ecco alcune regole base della prevenzione:

  1. Fargli lavare spesso le mani: è dimostrato che lavarsi le mani almeno cinque volte al giorno riduce del 50% il ricorso al pediatra.
  2. Insegnargli a non toccarsi il naso o la bocca o gli occhi con le mani sporche o comunque non lavate: sono un incredibile veicolo di infezione.
  3. Fargli usare fazzoletti di carta usa e getta, molto più igienici di quelli di cotone.
  4. Tenerlo lontano dai luoghi affollati dove, se è presente una persona infetta, è facile contagiarsi.
  5. Farlo stare il più possibile all’aria aperta e fargli fare attività fisica perché così si stimolano i meccanismi di difesa naturale.
  6. Vestirlo a cipolla, cioè a strati, in modo che possa passare senza sbalzi di temperatura dall’interno all’esterno e viceversa: gli sbalzi di temperatura favoriscono infatti la proliferazione di molti microrganismi.
  7. Usare un umidificatore per evitare che l’aria secca di casa indebolisca le mucose delle vie respiratorie.
  8. Effettuare spesso i lavaggi nasali per sciacquare via gli eventuali microrganismi dannosi.
  9. Farlo bere molto per prevenire la disidratazione (deleteria in particolare per le vie respiratorie).
  10. Variare la sua alimentazione, arricchendola il più possibile di frutta e verdura, fonti di vitamina C e di altri preziosi antiossidanti, indispensabili per rafforzare il sistema immunitario e mantenere sano l’organismo.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti