Né troppi compiti né troppi dolci

Silvia Huen A cura di Silvia Huen - Direttore Pubblicato il 19/12/2018 Aggiornato il 19/12/2018

Dopo le polemiche scatenate dall'appello del ministro dell'Istruzione a ridurre i compiti nelle vacanze natalizie e dopo il monito dei nutrizionisti a non imbandire eccessivamente la tavola delle feste, è il caso di soffermarsi su alcune considerazioni

Quando la scuola si interrompe per un periodo di tempo più o meno lungo arrivano sempre le solite raccomandazioni: non fate così, meglio comportarsi cosà, attenzione a questo, non dimenticate quello… Succede ogni anno prima delle vacanze estive e si ripete puntualmente in occasione delle feste di fine/inizio anno.

 

Cominciamo dai compiti a casa. Questa volta a dare il via alla polemica è stato il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti con il suo appello agli insegnanti a diminuire i compiti per concedere ai bambini e alle loro famiglie un momento di riposo e un’occasione per ritrovarsi insieme e riscoprire il piacere degli affetti e della vicinanza.  

Dover fare meno compiti significa avere più tempo per dedicarsi alla lettura, alle passeggiate, alle mostre d’arte e ai propri hobby.

Tutti contenti allora? Neanche per idea. Una parte dei genitori – è vero – ha applaudito all’iniziativa del ministro, ma un’altra l’ha contestata con decisione, sostenendo che in questo modo i ragazzi diventano sempre più incolti e che, oltretutto, sono ben altre le priorità della scuola che andrebbero affrontate e risolte.

Neanche gli insegnanti sono d’accordo: alcuni sostengono il ministro sventolando la bandiera del “no compiti a casa”, altri continuano a caricare i propri alunni dicendo che, se non studiano anche da soli, non riescono a fissare nella mente ciò che hanno appreso in classe.

 

Altro argomento del giorno: i pranzi natalizi e gli eccessi alimentari. Troppi grassi, troppi dolci, troppa abbondanza di tutto, e tutto in una volta. Un rischio per la salute – avvertono i nutrizionisti e i pediatri – non solo degli adulti, ma anche dei bambini (futuri adulti). Sovrappeso e obesità sono in agguato, per non parlare delle malattie cardiovascolari e del diabete, con tutte le loro conseguenze.

In più per i piccoli che si abbuffano c’è spesso anche il rischio che poi si sentano male. Il consiglio degli esperti? Concedere qualche strappo alla regola, ma solo nei giorni di vera festa, rientrando poi nei ranghi nei giorni feriali. Attenzione, però: il discorso non vale solo i piccoli, ma anche per i genitori, che – ahimè – devono dare sempre il buon esempio se vogliono essere credibili.

 

Ulteriore problema in discussione: il cambiamento radicale delle abitudini della famiglia e quindi dei bambini. Già perché durante le vacanze è impossibile mantenere gli stessi orari e gli stessi ritmi di vita dei giorni di scuola.

Ma, se anche fosse possibile, non avrebbe comunque senso, altrimenti che vacanza sarebbe? Ci si alza più tardi, la colazione slitta di un’ora o più, il pranzo di conseguenza? Pazienza, si cercherà di compensare la pigrizia con una bella camminata o con un giro in bicicletta… La vacanza è anche libertà di scegliere.

 

Conclusione: est modus in rebus, come dicevano gli antichi, esiste una misura nelle cose. E, ancora, in medio stat virtus, la virtù sta nel mezzo. In ogni situazione, in ogni comportamento, in ogni scelta la via d’uscita sta nel centro, né troppo stretta né troppo larga: è la via del buonsenso, e di solito è quella giusta.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti