Latte artificiale per neonati contaminato da tossina, quali rischi si corrono?

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo, con la consulenza di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 05/02/2026 Aggiornato il 05/02/2026

In Francia e altri Paesi, alcune aziende hanno ritirato lotti di latte per l'infanzia contaminato da tossina cereulide per ragioni precauzionali. Il sospetto era che potessero avere causato gastroenteriti gravi in due neonati. Al momento in Italia non sembrano esserci rischi.

latte artificiale contaminato

Nei giorni scorsi, in Francia, due neonati hanno purtroppo perso la vita in seguito a una forte gastroenterite, forse per aver ingerito latte contaminato da tossina. In questi prodotti erano probabilmente presenti tracce di cereulide, una tossina prodotta dal batterio Bacillus Cereus, a sua volta presente in un ingrediente utilizzato per la preparazione di latte artificiale per bambini piccoli. Questa sostanza era presente in prodotti per la prima infanzia di aziende come Nestlé, Lactalis, Danone.

Le aziende coinvolte, una volta ricevuta la segnalazione, hanno provveduto al ritiro di tutti i lotti di latte in polvere a scopo precauzionale in diversi Paesi europei.

Oltre alla Francia, hanno preso questa decisione anche Belgio, Olanda e Lussemburgo, per evitare che possano ripetersi eventualmente altri casi del genere. In Italia, la Nestlé in un comunicato ha annunciato il ritiro precauzionale di alcuni latti artificiali per i primi mesi e il proseguimento, per la precisione Nidina e Nan.

A quale tipo di latte fare attenzione

La vicenda del latte contaminato da tossina cereulide è una di quelle che inducono timore e preoccupazione nei genitori dei bambini piccoli, il cui organismo è delicato e può quindi andare incontro a diversi disturbi per la presenza di contaminanti. “Il rischio è quello di una gastroenterite, pericolosa soprattutto per i bambino al di sotto dei tre mesi” avverte il pediatra Leo Venturelli. “In questi casi, l’attenzione deve essere attiva e alta perché l’organismo è delicato”.

L’invito è a mantenere la calma, perché le aziende coinvolte hanno provveduto, per sicurezza, a ritirare gli stock di prodotti che avrebbero potuto contenere tracce di tossina.

Questo significa che i controlli sui prodotti destinati ai bambini esistono e sono piuttosto stringenti.

Nel nostro Paese, al momento, non è avvenuto alcun ritiro di prodotto perché nessun lotto coinvolto risulta attualmente distribuito sul mercato italiano.

Cosa è la tossina cereulide

Nel caso dei due bimbi francesi che hanno purtroppo perso la vita, la responsabilità sarebbe stata individuata in una tossina, chiamata cereulide. Questa è prodotta dal Bacillus cereus, un batterio piuttosto diffuso nell’ambiente e presente anche in diversi tipi di alimenti che si conservano a lungo dopo essere stati cotti.

Si può trovare, per esempio, in piatti a base di riso, patate, pasta ma anche di carne, pesce, insalate e prodotti che contengono latte.

Il batterio sopravvive sotto forma di spora anche quando questi alimenti vengono sottoposte ad alte temperature, per produrre una tossina detta cereulide quando le condizioni ambientali tornano a essere favorevoli.

La cereulide è responsabile di tossinfezioni alimentari con comparsa di dolori addominali, diarrea, vomito e febbre. I sintomi compaiono circa sei ore dopo l’assunzione del cibo contaminato.

Perché è presente nel latte artificiale

“Il ritiro a scopo precauzionale è legato alla possibile contaminazione microbiologica di un ingrediente specifico, l’olio di acido arachidonico o Ara, utilizzato come additivo nel latte artificiale per neonati” aggiunge l’esperto. “Questa sostanza è un acido grasso omega-6 fondamentale per lo sviluppo neurale e visivo del neonato ed è presente anche nel latte umano”. Per questo, può essere aggiunto nel latte artificiale per rendere la sua formulazione il più possibile simile al nutrimento materno.

L’Ara è stato fornito alle aziende da un produttore terzo (identificato da alcuni report in una azienda cinese) ed è è risultato contaminato da cereulide per la presenza di Bacillus cereus. “Va specificato che il problema non è l’acido arachidonico in sé, perché si tratta di una sostanza naturale” precisa ancora il dottor Venturelli. “La contaminazione era dovuta alla qualità del processo produttivo del fornitore specifico”. Secondo le ultime notizie, l’acido arachidonico era stato prodotto mediante fermentazione di funghi, che probabilmente contenevano il batterio.

Che cosa causa nei bambini

Nelle persone adulte, sane o nei bambini più grandicelli, una tossinfezione da cereulide riesce a essere superata con assunzione di liquidi, riposo ed eventualmente somministrazione di antibiotici.

Più complessa è la situazione dei bambini piccoli, soprattutto di quelli di età inferiore ai tre mesi. Possono comparire questi sintomi:

  • coliche addominali
  • febbre
  • vomito
  • diarrea acquosa.

L’organismo dei bimbi molto piccoli è costituito di una elevata percentuale di acqua. Se questa viene persa attraverso il vomito e la diarrea, si verifica una condizione di disidratazione estremamente pericolosa per il benessere e per la vita stessa del neonato.

I nuovi limiti dell’Efsa

Prima di questo episodio, non esistevano indicazioni che stabilivano i limiti per la presenza di cereulide.

Alla luce dei fatti che hanno coinvolto i neonati francesi, gli esperti dell’Efsa hanno introdotto a scopo prudenziale una dose massima giornaliera (Dar) per la cereulide nei lattanti, tenendo conto del fatto che i neonati metabolizzano le sostanze in modo diverso dagli adulti e possono quindi essere soggetti più facilmente a effetti avversi.

In particolare, ecco le nuove indicazioni dell’Efsa che i produttori di alimenti per lattanti dovranno osservare:

  • 0.054 μg/L per il latte primi mesi
  • 0,1 μg/L per i latti di proseguimento.

Questi valori si basano sulla quantità massima dell’alimento che i lattanti assumono normalmente.

Il ritiro precauzionale dal mercato

In Francia e negli altri Paesi europei interessati dalle misure precauzionali, le tipologie di latte ritirato erano due:

  1. latte artificiale per i primi mesi, sia ricostituito (ossia in formulazione liquida, già pronto) sia in polvere
  2. latte di proseguimento liquido e in polvere.

Entrambi queste tipologie di prodotti sono impiegate quando, per diverse ragioni, non è possibile che il bambino venga nutrito con il latte materno.

La scelta di quale latte artificiale proporre al neonato viene suggerita dal pediatra ed è importante somministrarlo dopo aver seguito con cura le istruzioni per la preparazione.

Cosa devono fare i genitori

Le tossinfezioni e, in generale le forme gastroenteriche sono molto pericolose per i bambini, in particolare nei primi tre-quattro mesi di vita. Per questo, se un bimbo molto piccolo presenta vomito e diarrea acquosa, è importante contattare immediatamente il pediatra perché potrebbe essere necessario un ricovero ospedaliero con idratazione con flebo. È importante non perdere tempo e non aspettare i classici sintomi della disidratazione come pianto senza lacrime, pelle pallida e secca, fontanella evidente e pannolino asciutto.

 
 

In breve

Il latte contaminato da tossina cereulide può causare una gastroenterite, pericolosa soprattutto per i bambini piccoli. Alcune aziende coinvolte hanno ritirato i lotti a rischio. Se compaiono sintomi è importante contattare subito il pediatra.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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