Meduse: cosa fare e… cosa no!

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 12/07/2017 Aggiornato il 12/07/2017

In caso di puntura occorre agire subito, applicando un prodotto specifico come PostPungello Jellyfish che elimina fastidi e bruciori. Ma è anche possibile prevenire le punture di medusa, ecco come

Meduse: cosa fare e… cosa no!

Alzi la mano chi, pensando al mare, non pensi a fare un bel bagno in acque cristalline. E alzi la mano chi, sognando di fare una bella nuotata nel mare, non pensi immediatamente al rischio di incontrare una o più meduse sul suo percorso. A tutti – direttamente o indirettamente – sarà capitato di avere a che fare con queste creature del mare, tanto affascinanti quanto pericolose. Ma sapete cosa succede alla pelle quando si è punti da una medusa e quali rimedi adottare? Ecco un elenco di cose da fare (e da non fare) in caso di contatto con una medusa.

Cosa fare

I tentacoli della medusa a contatto con la pelle rilasciano una sostanza fortemente urticante, causando una reazione infiammatoria locale che dà bruciore, dolore e arrossamento. Per porre rimedio è sufficiente:
– sciacquare con acqua di mare per lavare via i residui di medusa e diluire le tossine;
– applicare, anche ai bambini, un gel astringente a base di cloruro di alluminio (come PostPungello Jellyfish) sulla parte pulita e asciutta fino all’attenuazione del prurito.

Cosa non fare

Se la medicazione corretta consiste per grandi e piccoli nell’applicazione di gel astringenti al cloruro d’alluminio, ci sono invece delle cose che non vanno fatte per evitare il peggiorare della situazione:
–  grattarsi o strofinare sabbia sulla parte dolorante;
– usare medicazioni estemporanee o rimedi fai-da-te a base di ammoniaca, aceto, alcool o succo di limone.

Il rimedio da avere sempre con sé

Insieme al costume e alla crema solare nella valigia del mare non può quindi mancare Post Pungello Jellyfish, il rimedio contro l’irritazione cutanea causata dal contatto con i tentacoli delle meduse. Questo gel, in vendita in farmacia, agisce in fretta dopo il contatto con la medusa grazie alla sua particolare composizione a base di cloruro di allumino  (ad azione astringente, antiprurito e coadiuvante nel controllo della crescita batterica), gel di aloe vera (che lenisce l’irritazione, protegge e ripara la pelle), acido ialuronico (che cicatrizza e ricostruisce i tessuti dopo il trauma) ed estratto di calendula (che agisce come lenitivo sulla cute infiammata). Il gel deve essere applicato delicatamente il prima possibile dopo il contatto con la medusa, e deve essere riapplicato più volte fino ad attenuazione totale del prurito.

Prevenire le punture è possibile!

Oltre a curarle, le punture di medusa possono anche essere prevenute. Per fare bagni e nuotate in tranquillità ed evitare di venir toccati dalle meduse si possono utilizzare preparati appositi anche della stessa linea del PostPungello Jellyfish. Si tratta di specifiche lozioni spray a effetto filmante di ultima generazione – acquistabili in farmacia – che evitano il rischio di urticazioni derivanti dal contatto con la medusa: a base di plancton (ad azione protettiva, idratante, antistress e detossinante nei confronti delle aggressioni ambientali), glicosaminoglicani (ad azione fortemente idratante e sostenitrice della riparazione delle lesioni cutanee), lantanio cloruro (che interferisce con il processo di rilascio delle sostanze urticanti) e siliconi e olii (che formano una barriera protettiva), formano una sorta di film protettivo sulla cute. Resistenti all’acqua e al sudore, si applicano spalmandoli su tutta la superficie corporea e sono adatti anche ai bambini.

BIMBISANIEBELLI.IT PER SANIFARMA

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti