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È bene non proporre tisane ai neonati prima dei sei mesi di vita e, anche dopo questa età, si deve sempre chiedere prima il parere del pediatra.
La somministrazione di liquidi oltre al latte, infatti, può causare problemi di salute anche seri. È successo nei giorni scorsi a Reggio Emilia, quando un piccolo di appena 12 giorni, figlio di una coppia di origine asiatica, è stato portato al Pronto soccorso dai genitori perché mostrava scarsa reattività, rifiutava di alimentarsi e, di conseguenza, stava rapidamente perdendo peso. Inoltre, iniziava ad avere problemi di insufficienza respiratoria.
Il piccolo è stato sottoposto ad esami accurati, dai quali è emersa una intossicazione da sostanze chiamate alcaloidi tropanici, in grado di provocare problemi neurologici, in modo particolare in un neonato.
Il confronto con i genitori ha permesso di chiarire che il bimbo aveva assunto tisane preparate in casa con alcune erbe, probabilmente verbena. Le tisane erano state somministrate a fin di bene, per aiutare il piccolo a calmarsi e a riposare meglio.
Il bimbo è stato sottoposto a trattamenti che gli hanno permesso di recuperare buone condizioni di salute e di tornare a casa. L’episodio, però, insegna che è importante non offrire tisane ai neonati perché anche se queste sono “naturali” e a base di erbe, possono contenere sostanze nocive per un organismo così delicato.
Perché non dare le tisane sotto l’anno d’età
A volte i genitori offrono tisane ai neonati per favorire il sonno, oppure per combattere le coliche gassose frequenti nei primi mesi di vita. In realtà, è un errore causato da una scarsa conoscenza degli effetti che queste sostanze (e anche l’acqua stessa) possono avere su un organismo molto delicato. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito più volte che il nutrimento ideale fino ad almeno i sei mesi di età è il latte materno. Se il bambino viene nutrito con latte adattato, è importante parlarne con il pediatra per stabilire la necessità di proporre anche semplice acqua.
Le tisane al neonato, invece, non vanno date per diverse ragioni:
- Sono molto ricche di acqua, che può sovraccaricare i reni del neonato, ancora delicati. Inoltre l’eccessiva idratazione può causare scompensi elettrolitici, riducendo la concentrazione di sodio nel sangue con conseguenti problemi nervosi e muscolari
- Hanno un effetto saziante perché riempiono lo stomaco del piccolo, che tende a succhiare con meno vigore sia dal seno (e questo può provocare una diminuzione nella produzione di latte materno) sia dal biberon. Il neonato si nutre meno, cresce poco e rischia carenze nutrizionali di proteine, vitamine, minerali fondamentali per lo sviluppo
- Possono contenere sostanze innocue per un organismo adulto, ma con effetti non sicuri sul fisico di un bambino piccolo. Le tisane di semi di finocchio, per esempio, contengono estragolo, che può avere un’azione tossica su un organismo in crescita. L’anice stellata apporta anisatine, non adatte all’organismo dei bambini, perché nei piccoli possono avere un effetto neurotossico
- Le tisane spesso contengono zuccheri che comportano un rischio di carie dentaria e predispongono all’aumento di peso. Inoltre, se il bambino durante la crescita si abitua al sapore dolce, non si sentirà mai dissetato dalla semplice acqua, che è la bevanda più sana.
“A questo si aggiunge il fatto che le evidenze sull’efficacia delle tisane sono limitate e non sufficienti per raccomandarne l’uso routinario” avverte la dottoressa Elena Bozzola, Il Bambino e il suo Pediatra onlus. “Per questo, le società scientifiche pediatriche invitano i genitori a non somministrare preparati botanici o tisane ai neonati senza aver prima consultato il pediatra, ricordando che i prodotti erboristici non sono privi di rischi e che nei neonati sono stati riportati effetti avversi da alcuni rimedi naturali”.
È quindi essenziale non dare mai le tisane a un bambino sotto i sei mesi, meglio ancora se sotto l’anno. Prima è bene chiedere al pediatra e comunque è meglio orientarsi su prodotti specifici per bambini, senza zuccheri aggiunti, evitando quelle preparate in casa che possono essere meno controllate.
Sintomi di un’intossicazione da tisane
Dopo la somministrazione di sostanze non adatte ai bambini (quindi tisane ma anche integratori, farmaci, preparati casalinghi e in generale tutto quello che non viene indicato dal pediatra), un neonato può incorrere in un’intossicazione, i cui sintomi non sono sempre riconoscibili subito. È quindi importante sapere a quali manifestazione anche banali dare importanza per sapere se portare il piccolo al pronto soccorso. In caso di dubbio è bene contattare il pediatra. Si deve fare attenzione se:
- il piccolo è poco reattivo, mostra sonnolenza, svegliarlo è difficile oppure è irrequieto e fatica a prendere sonno
- succhia poco o nulla, interrompe la poppata, rifiuta il seno o il biberon
- piange poco, in modo flebile, oppure al contrario è inconsolabile
- ha il respiro affannoso o difficoltoso, con pause respiratorie e movimenti del torace lenti e faticosi
- variazioni del tono muscolare, che sembra ora poco tonico ora appare irrigidito
- perdita di peso.
Questi sintomi indicano sempre uno stato di malessere dei neonato e non sono tipiche solo delle intossicazioni ma anche di infezioni, oppure di disturbi metabolici. Per questo motivo non vanno mai sottovalutati, ma si deve parlare con il pediatra ed eventualmente effettuare una serie di controlli medici (analisi di sangue e urine, visita pediatrica e neurologica, esame della respirazione, test tossicologici) per arrivare alla diagnosi. È essenziale una corretta anamnesi con i genitori per capire se il bambino ha ingerito sostanze che possono aver causato questi sintomi.
In particolare, si deve andare al pronto soccorso pediatrico se il bimbo:
- respira a fatica, in modo rumoroso o rallentato
- rifiuta più di una poppata in modo consecutivo
- ha un colorito pallido o grigiastro
- peggiora rapidamente con il passare delle ore.
Naturale non è sicuro
Una sostanza non è necessariamente sicura solo perché è naturale. Erbe, fiori, piante contengono infatti sostanze bioattive che possono avere un effetto tossico, soprattutto su un organismo delicato come quello di un neonato. Il discorso vale ancora di più per i preparati casalinghi, che spesso hanno una concentrazione troppo elevata di principi attivi. “Per questo va ribadito che a un bambino piccolo non si devono somministrare preparati a base di erbe, tisane, gocce, integratori di alcuni tipo e in generale qualsiasi alimento diverso dal latte” ribadisce l’esperta. “Qualsiasi sostanza va prescritta dal pediatra”.
In breve
Le tisane alle erbe, così come gli sciroppi, le gocce, i preparati naturali non vanno mai dati ai neonati perché possono essere tossici. In generale prima di proporre qualsiasi sostanza a un bambino piccolo si deve contattare il pediatra
Fonti / Bibliografia
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- Neonati, non sempre le tisane sono un toccasanaQuelle al finocchio, usate per le coliche dei piccoli, contengono l’estragolo, sostanza potenzialmente tossica. Lo afferma una ricerca dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione
- Intossicazioni, come prevenirle in casa - Ospedale Pediatrico Bambino GesùIngestione o contatto con una sostanza che può danneggiare l'organismo. Le intossicazioni vanno prevenute organizzando la casa "a misura di bambino"

