Cellulare: in gravidanza fa male tenerlo sul pancione?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 28/02/2024 Aggiornato il 28/02/2024

Per rispondere sulla questione degli eventuali danni prodotti dalle onde elettromagnetiche emesse dal cellulare è con noi il professor Fabio Del Frate, docente di inquinamento elettromagnetico dell’Università Tor Vergata di Roma.

Una domanda di: Rosa
Salve, ho letto vari articoli sull’uso dei dispositivi elettronici in gravidanza e sul punto degli studi riguardo al cellulare. Io personalmente non ne faccio un uso smisurato ma, è capitato e sono alla 13 settimana di gravidanza, che stanotte, non riuscendo a dormire per le nausee mi sono messa al cellulare e mi sono svegliata che lo tenevo proprio sulla pancia (non so da che ora) in modalità “notturna non disturbare”. Chiedo se ciò possa aver arrecato danni al feto o conseguenze negative. La ringrazio anticipatamente.

Risponde il professor Fabio Del Frate, docente di inquinamento elettromagnetico dell’Università Tor Vergata di Roma. Cara signora, le onde elettromagnetiche penetrano nei tessuti. Il danno che, potenzialmente, potrebbero produrre sarebbe conseguenza della loro interazione con le cellule, le radiofrequenze utilizzate nella telefonia cellulare hanno tuttavia una capacità di penetrazione molto limitata, per cui i tessuti interessati sono quelli più superficiali. Quando il cellulare è in stand by continua ad emettere onde elettromagnetiche anche se a livelli molto bassi. Inoltre l’effetto prodotto dalle radiofrequenze diminuisce gradualmente fino ad azzerarsi in base alla lontananza del cellulare. Già a qualche decina di centimetri di distanza può considerarsi non significativo. Altro aspetto importante è il tempo di esposizione: anche se si ritiene che possibili effetti dannosi possano verificarsi solo con esposizioni prolungate e ripetute, prudenza vuole che, non potendo indicare con precisione un lasso di tempo “sicuro”, sia più opportuno durante la gravidanza evitare di tenere il cellulare in prossimità dell’addome. Comunque, ritengo che quanto accaduto non abbia esposto il suo bambino a particolari rischi. Cordialità.

BimbiSani&belli cercherà la risposta che desideri, consultando fonti autorevoli e attendibili.
Il servizio è riservato ai maggiorenni.


Chiedilo a BimbiSani&Belli

Le domande della settimana

Induzione del parto e paura di affrontarla

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Prima di affrontare il tema dell'induzione occorre capire la ragione per la quale viene decisa: il solo peso di 3.500 grammi del bambino non è una giustificazione sufficiente, a meno che non si associno particolare problemi come il diabete gestazionale. Esistono metodi naturali, come fare l'amore, che...  »

Ciuccio: che fare se il bimbo non lo vuole più, ma senza urla e fatica ad addormentarsi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Se il ciuccio viene rifiutato, può essere sostituito da un altro oggetto consolatorio, come un pezzo di stoffa impregnato dall'odore della mamma.  »

Macchie in viso lasciate dall’herpes zoster: si può fare qualcosa?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floria Bertolini

I segni che l'infezione da herpes zoster (responsabile della varicella) possono essere così marcati da risultare non completamente eliminabili con i mezzi di cui, almeno per ora, si dispone in ambito medico.   »

Test di gravidanza positivo: che fare subito dopo?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La prima cosa da fare quando si scopre la gravidanza è fissare un appuntamento con il ginecologo per la prima visita e la prima ecografia.   »

Regressioni varie all’inizio della scuola materna: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Non sorprende che un bambino abbia bisogno di un po' di tempo per adattarsi alla novità rappresentata dalla scuola materna, quindi la cosa migliore da fare è avere pazienza nella certezza che ogni singola regressione dei primi giorni si risolverà in modo spontaneo.   »

Fai la tua domanda agli specialisti