Doppia Difesa risponde a una mamma che chiede aiuto

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 29/11/2018 Aggiornato il 29/11/2018

La funzione protettiva è una componente essenziale della "responsabilità genitoriale" ed è, quindi, preciso dovere di ogni mamma impedire che i figli subiscano maltrattamenti da parte di chiunque, compreso il padre.

Una domanda di: Franca
Il papà picchia i miei figli minori. Chiedo aiuto per salvare i miei bambini.

Gentile lettrice, abbiamo contattato per lei la Fondazione Doppia Difesa Onlus. Ecco la risposta di uno dei loro legali, l’avvocato Roberta Galgano:
“Gentile Signora,
conosciamo molto bene le devastanti conseguenze della violenza e dei maltrattamenti sull’equilibrio psico-fisico dei figli, anche quando questi siano “meri” spettatori (c.d. violenza assistita).
Noi legali di Doppia Difesa, oltre a consigliare sempre alle nostre donne di denunciare per sottrarsi alla spirale della violenza, invitiamo a farlo, a maggior ragione, quando ad essere coinvolti siano dei bambini. Consideri che la funzione protettiva è una componente essenziale della “responsabilità genitoriale”. Pertanto, è anche un suo preciso dovere – come genitore – attivarsi al più presto per mettere in sicurezza i suoi figli. Mettere in sicurezza significa, nell’immediato, evitare che si ripetano situazioni di rischio, allontanandosi se necessario dalla casa familiare e chiedendo ove possibile protezione e supporto alla rete familiare o ad un Centro Antiviolenza; inoltre, significa sporgere denuncia e coinvolgere il Tribunale per i Minorenni (o, a seconda dei casi, il Tribunale Ordinario) per ottenere provvedimenti a tutela dei minori coinvolti.
Ricordi sempre che il padre, fino a prova contraria, ha i suoi stessi diritti di fronte alla legge. Dunque, una decisione importante, come quella di allontanare i bambini dalla casa familiare, deve essere motivata da ragioni gravi e urgenti, che devono essere sottoposte tempestivamente all’Autorità Giudiziaria.
Inoltre, con l’assistenza di un legale è possibile valutare l’opportunità di presentare un ricorso per la limitazione della responsabilità genitoriale (artt. 330 e 333 c.c.) innanzi al Tribunale per i Minorenni, evidenziando le condotte e il pregiudizio (attuale e potenziale) arrecato ai figli minori. In tale sede potrà essere chiesto l’allontanamento del genitore maltrattante dalla residenza familiare in modo da consentire ai bambini di rientrare in casa, preservandone il diritto di crescere nell’ambiente a loro familiare.
Quanto ai rapporti con il padre, vengono per lo più disposti incontri protetti alla presenza di operatori del Servizio Sociale, nelle more di ogni più opportuno accertamento sui profili di personalità dell’uomo e sulle sue competenze genitoriali.”

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