Dubbi sulla conservazione del sangue del cordone per uso personale

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 18/02/2022 Aggiornato il 18/02/2022

La dottoressa Roberta Destro, responsabile della Banca del sangue di cordone ombelicale di Padova, è con noi per dissipare alcuni interrogativi (più che leciti) relativi alla conservazione del sangue del cordone ombelicale.

Una domanda di: Alessandra
Vi contatto per avere un parere su quanto mi sta accadendo. Sono incinta e alcune settimane fa ho contattato una biobanca estera in quanto intenzionata a fare la conservazione del sangue cordonale. Questo perché alcuni anni fa mio marito si è ammalato di Linfoma di Hodgkin, patologia che ha colpito anche altri membri della sua famiglia, e abbiamo quindi pensato che la conservazione delle staminali del cordone sarebbe stata utile per future necessità di nostro figlio. La biobanca non ha mosso eccezioni ma quando abbiamo fatto il consulto in ospedale ci hanno riferito che la conservazione del sangue cordonale è impossibile (e inutile) se uno dei genitori è stato affetto da neoplasia e trattato con chemio e radio. Chiedo, qual è la verità? La biobanca sta solo cercando di spillarci soldi o effettivamente le cellule staminali derivanti da questa situazione sarebbero inservibili per nostro figlio? Ringrazio del tempo che ci verrà dedicato.

Risponde la dottoressa Roberta Destro, responsabile della Banca del sangue del cordone ombelicale di Padova. Gentile signora, la Banca privata, ovviamente, non pone nessun veto relativamente alla possibile raccolta del sangue del cordone, come di fatto è avvenuto nel suo caso. Nel caso del servizio pubblico, invece, a fronte della volontà di una conservazione del sangue del cordone per uso personale, non ci si può aspettare che un rifiuto perché le linee guida in vigore impongono che il paziente in favore del quale la raccolta viene effettuata possa essere solo un fratello. In altre parole, le banche pubbliche non accettano sangue del cordone per uso personale. In ogni caso, per il suo bambino non avrebbe molto senso effettuare questa raccolta perché la patologia del padre non ha le caratteristiche di una malattia ereditaria e quindi è probabile che non ve ne sia mai bisogno in futuro. In più, se sfortunatamente (e mi auguro di tutto cuore che non accada) ve ne fosse bisogno, potreste comunque rivolgervi a una banca pubblica per poter accedere al sangue di donatore. Dal punto di vista della donazione, è vero che le patologie neoplastiche in uno dei due genitori, sono un criterio di esclusione: sto parlando della donazione a favore di una banca, non per uso personale visto che questo in Italia dove le banche sono solo pubbliche non è contemplato. E’ anche possibile che la fecondazione sia avvenuta con spermatozoi crioconservati prima della chemio-radioterapia del padre, nel qual caso forse la donazione potrebbe anche essere accettata. Altre info sono reperibili sul sito della nostra Banca: www.pdcbb.it , sul sito di CNS (Centro Nazionale Sangue) www.centronazionalesangue.it e CNT (Centro Nazionale Trapianti) www.trapianti.salute.gov.it . Spero di essere stata chiara e utile.

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