Gravidanza e Coronavirus: quali rischi nel terzo trimestre?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 26/02/2020 Aggiornato il 28/02/2020

E' verosimile che il Coronavirus, se contratto nel terzo trimestre di gravidanza, non provochi danni al bambino. Ma le regole di prevenzione vanno comunque osservate con rigore.

Una domanda di: Maddalena
Sono incinta alla 35ma settimana di gravidanza (terzo trimestre): il parto è previsto per metà aprile. Sono molto spaventata dalla possibilità di essere contagiata dal Coronavirus. Sapete dirmi quanto potrebbe essere pericoloso per me contrarre l’infezione?

Riportiamo, con qualche modifica (che non riguarda i contenuti scientifici), la risposta del dottor Salvo Di Grazia, medico, ostetrico e ginecologo, specialista in fisiopatologia della riproduzione umana, pubblicata nel portale della FNOMAeO (Federazione nazionale dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri), all’indirizzo https://dottoremaeveroche.it:
“Conosciamo da poco tempo questa malattia, che è causata da un virus che finora non aveva mai infettato l’uomo, quindi non abbiamo molti dati né sulla popolazione generale né, a maggior ragione, relativi alla gravidanza. Di questi ultimi, alcuni provengono da uno studio effettuato su nove gestanti nel terzo trimestre di gravidanza, che mirava a controllare lo stato dei neonati di donne colpite dal Coronavirus. Tutte queste donne hanno partorito con taglio cesareo quindi non conosciamo l’entità del rischio di contagio tramite parto spontaneo.
Sappiamo che le donne hanno avuto tra i sintomi febbre (non superiore a 38 °C) e in alcuni casi tosse e dolori articolari. Le complicanze delle gravidanze studiate sono state un caso di rottura prematura delle membrane e un caso di sofferenza fetale. Negli esami di controllo si evidenziavano (anche se non per tutte le donne) indici di infiammazione elevati e aumento degli enzimi epatici, oltre ai tipici segni polmonari dell’infezione da Coronavirus agli esami radiologici. I neonati sono nati tutti vivi, vitali e senza nessun caso di asfissia neonatale e tutti avevano un punteggio Apgar superiore a 8 (quindi in buona salute) un minuto dopo la nascita. Non c’è stata nessuna evidenza di passaggio attraverso la placenta, e quindi al bambino, del virus.
Sappiamo, però, che le malattie di tipo influenzale che colpiscono le donne in stato interessante hanno una gravità maggiore anche per l’elevata serietà dei sintomi e delle complicanze di tipo respiratorio.
In epidemie passate, proprio le donne in gravidanza rappresentavano una categoria ad alto rischio per complicazioni a volte addirittura irreversibili. In base a queste esperienze possiamo ipotizzare che i sintomi causati da questo tipo di Coronavirus possano essere più seri e preoccupanti nelle donne in gravidanza.
I sintomi conosciuti della malattia causata da questo virus sono principalmente febbre, tosse, malessere generale, mal di gola. Nella donna in gravidanza potrebbero essere più presenti sintomi di tipo respiratorio, come la dispnea (difficoltà a respirare), fino all’insufficienza respiratoria che richiede ventilazione, e l’affaticamento.
Per concludere, si può comunque ragionevolmente dedurre che questa infezione non causi particolari danni ai feti di donne in gravidanza al terzo trimestre. Restano da approfondire le complicazioni materne e gli eventuali danni per infezioni in epoche precoci (primo trimestre) di gravidanza”.
In generale, in questo momento è davvero importante seguire le regole che aiutano a prevenire il contagio. Tra queste, lavarsi le mani con cura, se non è possibile usare acqua e sapone è opportuno utilizzare gli appositi disinfettanti in gel; non recarsi in luoghi affollati se non strettamente necessario; stare lontane dalle persone con tosse e raffreddore; pulire le superfici con prodotti contenenti cloro o alcol, usare la mascherina se si è nella necessità di assistere una persona malata (ma in gravidanza è opportuno evitarlo), chiamare il numero verde 1500 nel caso in cui comparissero tosse e raffreddore, per avere indicazioni sul da farsi.

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