OMS contro i cibi italiani? Niente di vero

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 27/07/2018 Aggiornato il 27/07/2018

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha solo suggerito ai governi di attuare strategie che inducano le persone a ridurre il consumo di sale, grassi e zuccheri. Non ha nominato prodotti in particolare, né fatto riferimento in alcun modo all'Italia.

Una domanda di: Rachele
Non riesco a farmi un’idea riguardo alla vicenda dei nostri prodotti alimentari messi sotto accusa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Su molti giornali sono usciti titoli allarmanti, per esempio “Parmigiano e olio come il fumo” e articoli di protesta contro l’OMS che ha dichiarato il nostro prosciutto e il nostro parmigiano prodotti pericolosi per la salute. Su Facebook però qualcuno ha detto
che si è trattato di una bufala…Potete dirmi come stanno le cose?

Abbiamo chiesto al dottor Marco Silano, esperto in nutrizione, Direttore dell’Unità Operativa di Alimentazione, Nutrizione e Salute del Dipartimento Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica dell’Istituto Superiore di Sanità di fare chiarezza su questa vicenda che tanto ha fatto discutere e spaventare. Ecco la sua risposta:
“Il documento a cui si fa riferimento (Time to deliver, disponibile per la consultazione sul sito web dell’organizzazione), è stato redatto dall’High Level Group dell’OMS sulle malattie croniche non trasmissibili e raccomanda ai governi nazionali di intraprendere iniziative e politiche al fine di ridurre la prevalenza degli stili di vita noti per aumentare il rischio di malattie cardio-vascolari, diabete di II tipo ed obesità. Tra questi stili di vita, il documento cita una dieta non salutare, caratterizzata da un elevato consumo di grassi, sodio e zuccheri). Infine, il documento suggerisce che 1) la riformulazione degli alimenti trasformati industrialmente, 2) un’ informazione chiara e comprensibile sul contenuto dei nutrienti in etichetta ed, 3) il ricorso a normative che regolino il marketing degli alimenti ad alto contenuto di sodio, zuccheri ed acidi grassi siano politiche da incoraggiare nei Pasi Membri per migliorare la qualità della dieta. In nessun punto del documento si fa riferimento a specifici alimenti, non ad olio EVO, né al parmigiano.
é da tempo che l’OMS sostiene la necessità di ridurre il consumo quotidiano di acidi grassi, zuccheri e sale per diminuire il rischio di obesità e patologie ad essa correlate. L’OMS ha anche appoggiato iniziative governative a livello globale (UK, Messico ed altri) di tassazione o di etichettatura a colori o lettere per quegli alimenti e bevande con alte percentuali di energia provenienti da zuccheri e grassi.
E’ comunque sbagliato criminalizzare un singolo alimento o nutriente. Per un’ alimentazione sana, quello che è importante è il pattern globale dei consumi alimentari nel tempo, dove tutti gli alimenti possono essere consumati, con la giusta frequenza e le corrette porzioni. Uno dei cardini di una dieta sana è la varietà. Significa semplicemente che mangiare un po’ di tutto, alternando i differenti alimenti è il criterio a cui attenersi per non andare incontro a carenze né a eccessi che potrebbero compromettere la salute, anche a medio-lungo termine”.

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