Una mamma di una (futura) mamma che non può fare la mamma

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 01/10/2018 Aggiornato il 01/10/2018

Ci sono malattia della psiche che impediscono di provare affetto e di darne, che spingono a compiere gesti cattivi, a far soffrire le persone care, compresi i figli. L'unico modo per difendersi da madri così è allontanarle dalla propria vita.

Una domanda di: Maria
Salve, avrei la seguente domanda agli specialisti psicologi o psichiatri.
Sono una ragazza e ho da poco scoperto di essere incinta. Per varie ragioni
che ora spiegherò ho deciso di non frequentare né far conoscere il mio
futuro bambino a mia madre in quanto la reputo una persona malvagia,
anaffettiva e pericolosa.
Mia madre, infatt,i ha sempre mostrato disinteresse totale per me e i miei
fratelli, non chiede mai di me o di loro, se non quando ha bisogno di
qualcosa. Ha sempre detto bugie sul nostro conto, ci ha fatto innumerevoli
dispetti, ha rubato in casa nostra, ha sempre cercato di seminare zizzania
nel rapporto nostro con nostro padre e con mio marito arrivando a dire bugie
pesantissime su di loro per infamarli ai nostri occhi ( miei e dei miei
fratelli). Quando i miei fratelli erano ancora minorenni, ha minacciato e
ricattato per anni mio padre, lo minacciava di togliergli l’affido dei
figli (i miei sono separati ), fino a che mio padre, spaventato, la
“comprava” con i soldi. Ci sono molti altri episodi che potrei raccontare
riguardo la pericolosità di mia madre, ne citerò solo due a scopo
esemplificativo: lei è malata di disturbo bipolare, e una volta quando mio
fratello aveva solamente 8 anni lui le ha detto che era matta ( ha
sbagliato, ma teniamo conto che era un bambino). Lei, ridendo, gli ha detto
” tanto la mia malattia è ereditaria e anche tu ti ammalerai come me”. Le
lascio immaginare i traumi che ha avuto mio fratello dopo una frase del
genere. Come questa ce ne sono state molte altre, ci ha sempre detto che
eravamo dei mostri, che era una disgrazia averci avuto come figli,
spesso ha usato punizioni fisiche come schiaffi, sberle, per motivi futili.
Un altro esempio, una volta ha fatto uno sgambetto di nascosto a una signora
anziana in metro, facendola cadere per terra, solo per prendere il suo posto
sulla metro. Ci sono molte altre cose anche peggiori di queste che ha fatto
e che mi hanno indotto dopo anni a non volerla più vedere per proteggere la
mia famiglia e il mio futuro bambino da lei. Ma c’è una cosa che vorrei
sapere: quando io accuso mia madre di essere malvagia, lei dice che non è
colpa sua ma della sua malattia (ripeto lei soffre di disturbo bipolare) e
con questa scusa giustifica tutte le peggiori malefatte che ha fatto negli
anni e che continua a fare. Io non credo a questa giustificazione perché non
credo che la malattia sia in grado di togliere totalmente e fino a questo
punto il libero arbitrio a una persona e la concezione del male o del bene,
credo che comunque la coscienza e la capacità di discernere il bene dal male
rimanga. Sbaglio? Premetto che mia madre è in cura con vari farmaci, la
malattia è sotto controllo, vive da sola ed è autonoma. La mia domanda è:
Mia madre è malvagia solo perché e totalmente incapace di intendere e di
volere in quanto malata, ,o, come penso io, non è così? O meglio, il disturbo
bipolare rende una persona incapace di libero arbitrio e quindi inaccusabile
qualsiasi cosa faccia o no? Attendo con ansia delle risposte per capire se
mia madre è solo una vittima della malattia o no. Grazie infinite.

Risponde il dottor Salvatore Di Salvo
Specialista in Psichiatria
Responsabile del Centro Depressione, Ansia e Attacchi di Panico di Torino
Presidente della Associazione per la Ricerca sulla Depressione
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