40^ settimana di gravidanza: quanto si può aspettare ancora per indurre il parto?
A cura di Claudio Ivan Brambilla - Dottore specialista in Ginecologia
Pubblicato il 19/11/2025
Aggiornato il 24/02/2026 Spetta al ginecologo curante, in base alla storia clinica della donna, stabilire quando è opportuno intervenire per indurre il parto, nel caso in cui non inizi spontaneamente. C'è comunque un modo naturalissimo per favorire l'inizio delle contrazioni.
Una domanda di: Martina
Alla 40^ settimana + 2, la bambina è ancora alta e non c'è dilatazione. Il liquido va bene. Fino a quanti giorni si può arrivare?
E cosa si può fare per dilatare, al fine di avere un parto spontaneo?

Claudio Ivan Brambilla
Gentile Martina,
non ho modo di visitarla. Non so quanti anni ha. Non so se la gravidanza è insorta spontaneamente o da fecondazione medico assistita. Non so se ha il diabete o altrae alterazioni del metabolismo. Non so come sono state valutate le dimensione del suo bambino. Le informazioni di cui dispongo sono dunque troppo scarse per permettermi di esprimere un parere. Tuttavia, sono sicuro che il medico che la sta seguendo le abbia fatto una previsione e le abbia detto quanto si può aspettare nel suo caso particolare prima di valutare un'induzione. In generale, dalla 40^ settimana alla 41^ settimana + 3 giorni varia il momento in cui diventa opportuno indurre con tecniche mediche/farmaceutiche il travaglio, se non avviene in modo spontaneo. Ribadisco che chi la segue ha sicuramente ben presente la sua situazione e quindi è la figura più idonea a indicarle quali controlli effettuare in attesa che il travaglio si avvii spontaneamente, nonché a stabilire quando indurre eventualmente il travaglio. Voglio aggiungere una curiosità: il modo più naturale per favorire l'inizio del travaglio è rappresentato dai rapporti sessuali. Nel liquido seminale maschile ci sono infatti sostanze che possono aiutare l'inizio delle contrazioni. A volte questa piacevole strategia funziona e serve anche a rinsaldare ancora di più il legame di coppia. Cari saluti.
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