Può capitare lungo il cammino della crescita che ci siano dei periodi in cui il bambino non fa progressi. Anche se non sempre questi momenti di stasi in realtà vengono utilizzati dal piccolo per osservare ed apprendere.
Una domanda di: Mariangela Salve, il mio bimbo 19mesi non parla, prima diceva ciao e mamma, ora non lo dice più e non ti ascolta. Se gli dici portami la palla ti guarda e non fa nulla. Però indica quando vuole qualcosa e sorride alle persone. Vorrei sapere se portarlo ad un neurologo o psicologo per capire se ha un problema di apprendimento.
Angela Raimo
Cara mamma,
prima di tutto voglio rassicurarla sul fatto che non di rado i bambini hanno dei momenti di “stop” rispetto ai progressi che ci si aspetterebbe da loro nei primi anni di vita. Questo momenti di stasi servono ai nostri piccoli per osservare ed elaborare quanto li circonda, per acquisire informazioni, sono cioè momenti di apprendimento molto utili al loro sviluppo cognitivo. Quello che conta è che il bambino sia “presente”, non le dia l’impressione di essere distante dalla realtà, che il suo sguardo non sia sfuggente, che anche solo a gesti faccia capire – non importa se ancora non parla – quello che vuole. In realtà a questa età dovrebbe già obbedire a piccoli ordini: portami la palla, prendi l’orsacchiotto, dammi il libro, tuttavia è possibile che stia attraversando un momento in cui vuole fare solo quello di cui ha voglia lui. Direi dunque di dargli un po’ di tempo. Certo è che se tra un paio di mesi la situazione dovesse essere come ora o, magari peggiorata, dovrà senz’altro discuterne con il suo pediatra curante al quale spetta stabilire se indirizzarla da uno specialista in neuropsichiatria infantile. Per il momento, da quello che mi descrive, non mi sembra sia opportuno. Mi tenga informata, se lo desidera. Tanti cari saluti.
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