Quando giunge il momento di eliminare gli omogeneizzati, basta non proporli più offrendo al bambino alternative gustose.
Una domanda di: Barbara Vorrei chiederle un consiglio sull’alimentazione di mia figlia 31 mesi: è alta 90 cm, pesa 14 .500 gr, predilige latte di crescita a colazione, a merenda, prima di dormire e, a volte, la notte. E’ difficile farle mangiare cibi “normali”, vuole ancora omogeneizzati: cosa posso fare? Grazie.
Stefano Geraci
Gentile signora,
la quantità giornaliera di latte che deve assumere un bambino che, come sua figlia, non ha alcun problema di sottopeso non dovrebbe superare i 500 ml, quindi la sua piccola ne introduce molto di più, addirittura il doppio, quando glielo offre di notte. Ma i pasti di latte non dovrebbero essere più di due: uno a colazione uno a merenda, va bene, dopo la cnano e neppure di notte. Un pasto di latte è infatti di per sé una cena quindi darlo dopo cena significa far cenare la bambina due volte. Per quanto riguarda i pasti notturni, già a partire dai 12-18 mesi vanno eliminati in quanto non rappresentano più una necessità dal punto di vista nutrizionale: la notte è fatta per dormire non per mangiare, questo messaggio dovrebbe essere trasmesso con estrema chiarezza ai bambini. Se di notte la sua piccola dovesse svegliarsi reclamando il latte, può provare a offrirle pochi ml d’acqua (10-15, non di più): a poco a poco perderà l’abitudine di chiedere di assumere liquidi di notte (salvo in caso di sete reale). Sempre per quanto riguarda il latte, può tranquillamente passare al normale latte vaccino fresco e intero di latteria: non c’è più bisogno di somministrare il latte di crescita a una bambina di più di due anni e mezzo. In relazione agli omogeneizzati, è corretto non proporglieli più anche perché a 31 mesi è opportuno che i pasti siano costituiti da cibo a pezzetti da masticare. Come fare? Semplicissimo: non li acquisti più e quindi non li offra più. In alternativa le consiglio di prepare pietanze che possano appagare anche il gusto: polpettine insaporite con erbette, per esempio, e una volta alla settimana mgari una frittatina al forno. Non bisogna cioè ignorare che anche il palato vuole la sua parte e che spesso i bambini rifiutano primi e pietanze insapori o comuqnue poco stuzzicanti. Con cordialità.
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