A 33 settimane di gravidanza si è ancora in tempo per l’immuno-profilassi anti-D?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 30/12/2022 Aggiornato il 19/03/2026

Nel terzo trimestre di gravidanza è ancora possibile effettuare il trattamento utile in caso di mamma RH negativo e padre RH positivo, che viene somministrato tramite iniezione.

Una domanda di: Stefania
Salve dottoressa, sono a 33 settimane + 4 giorni e il mio ginecologo non ha accennato nulla per quanto riguarda la siringa che si fa a 28 settimane per chi è 0 negativo. La mia è la terza gravidanza, di 6 totale con 3 aborti, alle prime due bimbe ho avuto la siringa sia alla 28ma settimana che dopo il parto, ora mi chiedevo si può ancora fare? O direttamente dopo il parto? Io purtroppo non mi sono ricordata in tempo perché presa un po’ da tante cose, oltre a flebo perché ho globuli rossi bassi e emoglobina a 10.5. Le mie prime bambine sono una A negativo l’altra B negativo. Grazie.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Certamente signora lei è ancora perfettamente in tempo per effettuare l’immunoprofilassi anti-D (quella che lei chiama “siringa”, immagino perché si effettua tramite iniezione). Dopo tutto mancano ancora 7 settimane al parto, un tempo sufficientemente lungo perché questa cura possa esplicare l’effetto protettivo nei suoi confronti. L’immunoprofilassi serve infatti ad evitare che i suoi globuli bianchi vedano eventuali globuli rossi circolanti del suo bimbo e che i primi sviluppino anticorpi contro il fattore Rh qualora il suo bimbo fosse portatore di un gruppo sanguigno positivo a differenza sua. Dato che mi ha scritto che entrambe le sue figlie precedenti sono risultate di gruppo negativo, mi viene da pensare che anche il suo compagno sia come voi tre di gruppo negativo (pazienza se lei di gruppo Zero e lui AB, dico bene? Se siete entrambi negativi a mio avviso l’immunoprofilassi non è indicata né prima né dopo il parto: se siete entrambi di gruppo negativo dovreste avere solo figli di gruppo Rh negativo). In conclusione, direi di verificare il gruppo sanguigno del suo compagno e se positivo, procedere ad organizzare l’immunoprofilassi (contattando l’ospedale in cui pensa di partorire le daranno tutte le indicazioni del caso) se invece anche il partner è di gruppo negativo, non occorre fare la puntura suddetta: vedrà che anche il nascituro sarà sempre di gruppo negativo. Per l’anemia direi di non avere timore e di seguire le cure che i miei colleghi le propongono: vedrà che un po’ di ferro le darà più energia per affrontare questa ultima fase della sua gravidanza, facendo fronte anche agli impegni della sua già numerosa famiglia. Spero di averle risposto, cordialmente.

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