Se due settimane dopo aver individuato embrione e battito del cuoricino l'ecografo non rileva più la loro presenza, si deve pensare che la gravidanza si sia fermata.
Una domanda di: Claudia Buongiorno dottore, sono molto preoccupata: ieri 8 settimane e 2 giorni fatta eco e non si riesce a vedere né l’embrione né si sente il cuoricino ma alla 6^ settimana + 3 giorni si vedeva tutto. Il mio ginecologo crede si sia fermato. Stamattina devo fare la beta: che speranze ci sono? Preciso che si vedono tanti fibromi.
Augusto Enrico Semprini
Cara Claudia, i fibromi non possono essere causa di interruzione di gravidanza, se non in situazioni eccezionali. Se la data del concepimento è abbastanza affidabile e vi è un’ecografia precedente in cui è stato rilevato un battito che ora non è più visualizzabile la diagnosi di aborto interno è purtroppo confermata e deve discutere con il suo curante due aspetti. Il primo è se recuperare materiale per effettuare l’analisi citogenetica che permette di confermare o escludere uno sbilanciamento cromosomico del concepito, che ha impedito la prosecuzione della gravidanza. Poi in condizioni post gravidiche, visita ed ecografia per valutare la necessità di una miomectomia perché l’utero affronti la prossima gravidanza in ottime condizioni anatomiche e funzionali. Se vuole, mi faccia sapere quali sono le sue scelte concordate con il medico che la ha in cura. Cari saluti.
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Anche se è noto che nella maggior parte dei casi un aborto spontaneo nelle prime settimane di gravidanza è dovuto ad anomalie cromosomiche dell'embrione, è senz'altro opportuno indagare sulle cause. »
In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio. »
L'ipotesi più plausibile, quando in ottava settimana l'ecografia non individua l'attività cardiaca dell'embrione, è che la gravidanza si sia interrotta. »
La bravura di un medico curante sta nella sua capacità di adattare le terapie allo scopo di garantire alle proprie pazienti una condizione di benessere benessere. Dunque dovrebbe tenere conto degli effetti indesiderati oltre che di quelli attesi. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »