A letto da un mese per un distacco amniocoriale (eppure non serve, anzi)

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 01/07/2022 Aggiornato il 27/03/2026

Il riposo assoluto a letto in caso di "distacco" non solo è inutile per assicurare una buona evoluzione della gravidanza, ma può addirittura rivelarsi controproducente in quanto può aprire la strada al rischio di trombosi a livello degli arti inferiori.

Una domanda di: Martina
Salve dottoressa le scrivo perché ho dei dubbi in merito al mio distacco amniocoriale. Sono alla 14+4 settimana e il 6 giugno sono stata al ps per un’emoraggia dove mi hanno detto che avevo un ematoma amniocoriale di 23mm x 12 mm. Mi hanno mandato a casa dicendomi di stare a riposo e assumere l’integratore Dav. Per ben 15 giorni non ho avuto più nulla, zero macchie. Dopo 15 giorni di nuovo macchie però marroni scure, solo se vado al bagno: dopodiché diminuiscono nell’arco della giornata. Sono riandata a controllo e mi hanno detto che c’è ancora un piccolo distacco e che le perdite continueranno fino a quando si sarà riassorbito. La mia domanda è: possibile che mi abbiamo detto che le dimensioni non potevano essere quantificate ? E poi, anche se non sono un dottore, con chiunque mi rapporto e sento situazioni simili hanno avuto come terapia il progesterone. È possibile che solo con il Dav io possa guarire? Le prego di rispondermi sono così preoccupata ormai è un mese che sto a letto. Grazie dottoressa.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, in gravidanza le perdite ematiche sono certamente qualcosa di molto impegnativo da sostenere, in quanto sembra di camminare tra i cristalli e si teme che il peggio possa verificarsi da un momento all’altro. I figli ci fanno tribolare sempre: quando arrivano, quando non arrivano, persino prima di nascere possono farci perdere il sonno! Nel caso le perdite siano scarse e di colore scuro, siamo più fiduciosi che la situazione non sia critica come invece in presenza di perdite abbondanti e di colore rosso vivo. Sul perché si presentino queste perdite, non sempre siamo in grado di sbilanciarci. A volte è utile effettuare dei tamponi vaginali ed eventualmente cervicali per escludere delle infezioni, in altre si propone il riposo domiciliare abbinato a terapie quali il magnesio (DAV) o il progesterone, utili a mantenere l’utero rilassato e a favorire il completo riassorbirsi del distacco. Quanto al riposo, è una raccomandazione che si dà spesso ad inizio della gravidanza in presenza di minaccia d’aborto ma gli studi scientifici non ne hanno dimostrato l’efficacia. Si può dire che sia soprattutto utile a contenere il senso di colpa (una costante di noi mamme) e ad avere la certezza di essersi riguardate il più possibile, di avercela messa tutta perché le cose andassero per il meglio… Immagino le sia stato indicato il riposo domiciliare relativo (ossia non le viene chiesto di stare immobilizzata a letto ma di alternare la postura seduta, sdraiata e semiseduta durante la giornata, eventualmente concedendosi una breve passeggiata a ritmo molto disteso all’aria aperta: non fa bene all’umore stare sempre chiuse in casa!) in quanto il riposo assoluto comporta anche dei rischi a livello circolatorio: in presenza di stasi venosa potrebbero persino formarsi dei trombi a livello degli arti inferiori (non dimentichiamo che la gravidanza stessa è un fattore di rischio per eventi trombotici in quanto c’è una maggior propensione alla coagulazione del sangue, finalizzata a contenere il rischio di emorragia post parto). Nel suo caso, direi che la situazione sembra sotto controllo. Lei aveva un piccolo distacco che presumo non fosse più visibile all’ultimo controllo ecografico (per questo le sue dimensioni non potevano essere quantificate: se fosse stato visibile, di sicuro lo avrebbero anche potuto misurare con l’ecografia. Dubito che il motivo fosse che non funzionava l’ecografo…) e questo è certamente un segnale incoraggiante. Poi non a tutte le donne è obbligatorio prescrivere il progesterone. Da noi lo si utilizza spesso e volentieri, ma ad esempio in altri contesti (penso ad esempio al Regno Unito) non lo considerano quasi. Nel frattempo, potrà osservare se la pancia tende ad indurirsi nel corso della giornata (le contrazioni uterine si riconoscono come dolore pelvico simile alle mestruazioni oppure mal di reni) e in quel caso valuterà con il Curante come procedere. Rispetto alla sua domanda “è possibile che solo con il Dav io possa guarire?” mi verrebbe da risponderle che sì, lei può guarire dal distacco anche “solo” con il Dav e probabilmente anche senza: la Natura ha davvero mille soluzioni per ogni problema e nel tempo il nostro corpo è capace di ritrovare nuovamente l’equilibrio…siamo noi che non ci crediamo e abbiamo fretta di risolvere i problemi in tempo zero. Invece mai come durante la gravidanza si può dire che “volere è potere”. Noi mamme abbiamo un potenziale incredibile e non ce ne rendiamo conto. Anche grazie ai figli e al loro sguardo su di noi ci ritroviamo capaci di fare delle cose che altrimenti avremmo detto impossibili. La invito ad avere fiducia in se stessa e nel suo piccolo grande capolavoro che sta facendo del suo meglio per essere all’altezza delle sue aspirazioni. Se riesce, provi a farsi accompagnare da una brava ostetrica nel corso della gravidanza: sono speciali nell’aiutare le mamme a dare il meglio per i loro figli…parola di mamma! Cordialmente.

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