Intorno alla nona settimana di gestazione, se tutto va bene l'ecografia deve permettere di visualizzare il bambino.
Una domanda di: Vanessa Ho avuto l’ultima mestruazione ciclo il 23 ottobre, dopodiché ho eseguito il dosaggio dell’ormone beta-hCG, da cui è emerso un valore di 4505. Successivamente mi sono sottoposta all’ecografia, che però non ha individuato l’embrione. Una settimana dopo ho rifatto il dosaggio delle beta-hCG da cui è risultato un valore di 4135. A questo punto sono andata al pronto soccorso, dove mi hanno rifatto l’ecografia: non si vedeva nulla. I dosaggi eseguiti successivamente hanno evidenziato la diminuzione dei valori delle beta (l’ultimo era di 4031). C’è da preoccuparsi??
Bruno Mozzanega
Gentile signora lei è alla nona settimana e mezzo: c’è da pensare a una localizzazione extrauterina oppure alla persistenza di materiale trofoblastico indipendentemente dalla gravidanza che era iniziata ma che non sta procedendo. Sono certo che il suo ginecologo le abbia prospettato controlli ulteriori, che le abbia spiegato che probabilmente la gravidanza si è arrestata, ma un salto nel pronto soccorso di un ospedale importante lo farei comunque per fare chiarezza sulla situazione. Con cordialità.
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L'ecografia riesce a individuare la gravidanza in utero solo quando il valore delle beta-hCG è uguale o maggiore di 1.000, quando è inferiore non si riesce a vedere nulla. »
La gravidanza extra uterina (GEU) è un fattore di rischio per GEU successive, quindi fin dall'inizio di una nuova gestazione è giusto tenere monitorato attentamente l'andamento delle beta-hCG. »
Se il valore delle beta-hCG aumenta ma l'ecografia continua a non visualizzare la gravidanza nell'utero, si deve ipotizzare una GEU (gravidanza extrauterina). »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »