A sette settimane non si visualizza il battito, ma le beta crescono: proseguirà o no la gravidanza?
Il valore delle beta che aumenta non esclude che si sia verificato un aborto, perché la placenta può continuare a produrle per un certo periodo, anche se l'embrione non è più vitale.
Una domanda di: Ida
Salve dottore, ho 30 anni e questa è la mia terza gravidanza a distanza da 9 mesi dall’ultima. Specifico che ho avuto due cesarei quindi ero anche abbastanza preoccupato all’ inizio però si sa quando arriva la notizia di un bambino dopo si è sempre felici. L’ultimo ciclo l’ho avuto il 12 agosto ma io sono certa di aver concepito dopo il 23 agosto. Faccio la prima beta l’11 settembre e risulta 106, la seconda beta dopo 5 gg era già 1500 nel frattempo faccio due eco a distanza di due settimane e nella prima si riscontrava un piccolo distacco di placenta nella seconda fortunatamente sembrava tutto a posto ma ancora non si sentiva battito perché ero di circa
6 settimane (ma età gestazionale ecografica 5) dopo due settimane rifaccio eco e ancora niente battito a 7 settimane e 2 giorni. il dottore mi dà diagnosi di aborto interno ma mi fa ripetete le beta per esserne sicuro. Le beta me le aspettavo basse dopo una diagnosi del genere e invece sono più di 20 mila.
Com’è possibile questo? Puo esservi speranza? Il mio dottore dice di no, ma di aspettare ancora una settimana per essere certi dell’aborto, ma mi ha detto di non sperarci troppo.

Augusto Enrico Semprini
Cara Ida,
gli esami ecografici depongono purtroppo per una diagnosi di aborto interno.
La gonadotropina prodotta dalle cellule placentari può ancora essere alta perché mentre l’embrione è molto fragile e può purtroppo non evolvere, il tessuto placentare è molto resistente e capace di continuare a produrre l’ormone della gravidanza anche per 2 settimane dopo che l’attività cardiaca dell’embrione è scomparsa.
Nessuna relazione con il parto 9 mesi fa perché nella quasi totalità dei casi queste perdite abortive sono perché vi è uno sbilanciamento cromosomico del concepito, ovvero l’embrione può essere interessato da anomalie incompatibili con la vita.
Per questo motivo chiedo a tutte le pazienti di condurre un esame citogenetico sul tessuto abortivo per avere una diagnosi precisa della perdita gestazionale e poter guardare al futuro con più tranquillità. Cordialmente.
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